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GITA AL MINISTERO O DIFESA DEI DIRITTI? LA DIFFERENZA TRA PASSERELLE ED ATTI CONCRETI

Dopo aver contestato pubblicamente il Referendum Lorenzin che non abrogava l'obbligo ma peggiorava la situazione per tutti, lasciando un obbligo vaccinale a discrezione delle necessità regionali, come spiegato QUI sono moralmente tenuta a contestare anche questa iniziativa del "Comitato Fortitudo" che sembrerebbe essere fatta in maniera superficiale e che potrebbe portare più confusione che chiarezza. Come sempre la mia analisi è prettamente tecnica e fatta sul documento pubblico. Io apprezzo sempre chi esce dai social ed almeno provi a fare qualcosa ma sui bambini e sulle loro famiglie non c'è da scherzarci. Io capisco che la gita a Roma, con amici tra alberghi e ristoranti sia davvero piacevole, ma se si va al Ministero a nome "un po' di tutti" bisogna portare argomentazioni inattaccabili ed essere consapevoli e preparati. Infatti esiste una differenza abissale tra chi fa teatro ministeriale e chi esercita i propri diritti nelle sedi opportune ed è proprio qui che vorrei fare un po' di chiarezza sperando che serva davvero come critica costruttiva. 

Chi mi conosce sa benissimo che mi occupo della Legge Lorenzin ancora quando era una proposta di Legge nel 2016. In quasi 10 anni sono tantissimi i bambini che sono riusciti ad andare nei nidi e nelle materne, senza trucchi ma solo basandosi sulle indicazioni precise della Legge Lorenzin stessa. Infatti il primo inganno alle famiglie è stato far loro credere che "La Legge Lorenzin esclude i bambini novax", quando assolutamente non sia mai stato così. Anzi, per assurdo, tutela i minori e non li discrimina. Quelli che veramente stanno violando la Legge, e più di una, sono i dirigenti scolastici che non recepiscono correttamente la norma ed abusano della loro posizione, creando i veri danni ai più piccoli ed alle loro famiglie. Infatti al primo punto del "tavolo tecnico" troviamo la violazione dell'art. 9 del GDPR Privacy. La privacy è regolamentata da Legge od interesse pubblico. L'art. 3-bis purtroppo permette il trattamento dei dati vaccinali nelle modalità e tempistiche previste per le iscrizioni dai nidi fino alle superiori. Il titolare della privacy non è il Ministero dell'Istruzione ma l'Istituto Comprensivo nella forma pro tempore del dirigente scolastico. E' la segreteria dirigenziale che si occupa delle iscrizioni, dei dati di salute dei minori ed anche della documentazione vaccinale prevista per l'art. 3-bis. Se una scuola viola la privacy di un suo studente si può fare in due modi. Primo di tutti si deve chiedere un avvio indagine disciplinare all'ufficio scolastico UPD regionale per il titolare della privacy, il dirigente scolastico. Per la violazione della privacy il cittadino può fare o l'esposto al garante della privacy oppure la denuncia in procura. Entrambi poi possono essere portati al civile per il risarcimento danni. Il Ministero dell'Istruzione non è l'organo competente nè può sostituirsi a questi organi di controllo, quindi richiedere un suo intervento non ci fa apparire come cittadini consapevoli ed informati. 

Al punto 2 troviamo l'inosservanza delle procedure sul 3-bis. Il MIM non ha potere legislativo ma subisce la Legge di Stato. Nel momento che è dall’a.s. 2019/2020 che emette circolare conforme all’Art. 3-bis della L. 119/2017 (Circolare n. 18902 del 07/11/2018; Circolare n. 22994 del 13/11/2019; Circolare n. 20651 del 12/11/2020; Circolare n. 29452 del 30/11/2021; Circolare n. 33071 del 30/11/2022; Circolare n. 40055 del 12/12/2023; Circolare n. 100847 del 17/12/2024 e successiva Nota di rideterminazione n. 208 del 03/01/2025) con: "2.1 - Adempimenti vaccinali - Per quanto riguarda gli adempimenti vaccinali, si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici sull’attuazione delle misure di semplificazione previste dall’articolo 3-bis del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci” che prevedono, tra l’altro, l’invio da parte dei dirigenti scolastici alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo 2024, dell’elenco degli iscritti sino a sedici anni di età e dei minori stranieri non accompagnati" e "4.1 - Iscrizioni alle sezioni della scuola dell’infanzia Per l’anno scolastico 2025/2026 l’iscrizione alle sezioni di scuola dell’infanzia si effettua con domanda da presentare in modalità cartacea all’istituzione scolastica prescelta dall’8 al 31 gennaio 2025, attraverso la compilazione della scheda A allegata alla presente Nota. Relativamente agli adempimenti vaccinali si rinvia a quanto già indicato al paragrafo 2.1, specificando che la mancata regolarizzazione della situazione vaccinale dei minori comporta la decadenza dall’iscrizione alla scuola dell’infanzia, secondo quanto previsto dall’articolo 3 - bis, comma 5, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017, n. 119”, il MIM ne esce pulito pulito. Ha fatto quello che doveva fare, cioè indirizzare i suoi dipendenti ad applicare la normativa vigente. Se anche un dirigente scolastico dovesse violare sia le disposizione dell'art. 3-bis che dell'ordine di servizio che deriva dalla circolare ministeriale, spetta sempre ai genitori chiedere un avvio indagine disciplinare all'ufficio scolastico UPD regionale e procedere con denuncia in procura, per poi dichiararsi parte civile oppure ricorso d'urgenza al civile. Il Ministero dell'Istruzione non è l'organo competente nè può sostituirsi a questi organi di controllo, quindi richiedere un suo intervento non ci fa apparire come cittadini consapevoli ed informati. 

Al punto 3 vogliono portare la violazione del diritto all'istruzione previsto nella fascia 0-6 dal Dlgs 65/2017. I genitori non possono fare altro che chiedere un avvio indagine disciplinare all'ufficio scolastico UPD regionale e procedere con denuncia in procura, per poi dichiararsi parte civile oppure ricorso d'urgenza al civile. Al punto 4 vogliono portare la responsabilità diretta, civile e penale, dei dipendenti pubblici come lo sono i dirigenti scolastici. Di nuovo i genitori non possono fare altro che chiedere un avvio indagine disciplinare all'ufficio scolastico UPD regionale e procedere con denuncia in procura, per poi dichiararsi parte civile. Il Ministero dell'Istruzione non è l'organo competente nè può sostituirsi a questi organi di controllo, quindi richiedere un suo intervento non ci fa apparire come cittadini consapevoli ed informati. 

Quindi arrivati fino qui sarà chiaro che il Ministero, su queste proposte, non potrà fare nulla se non indicare le corrette procedure per portare le questioni nelle sedi competenti. Come mai con "direttivo preparato" ed assistenza legale non hanno pensato prima alla corretta procedura? Come mai far credere che il responsabile sia il Ministro e non direttamente il dirigente scolastico? In più non colpire direttamente il dirigente lo assolve dai suoi reati. Il "tavolo tecnico" invece deresponsabilizza il Dirigente e lo protegge. Ma con la gita al Ministero, che sembrerebbe più campagna elettorale o fatta per visibilità sui social, si deresponsabilizzano anche i genitori stessi che non vengono educati nella difesa dei loro diritti, accusando il diretto responsabile. Per cui questa iniziativa non è solo un buco nell'acqua, ma ci danneggia perchè ci rappresenta come persone poco informate e prive di una strategia di lotta seria. Poi ci credo se per tutti, i novax, sono ignoranti e si fanno manipolare dai loro guru. Come dargli torto? Ma la vera domanda è perchè proprio adesso. Qualche giorno fa abbiamo aperto una nuova petizione proprio per il ministero dell'istruzione, che trovate QUI e che vorremmo inviare il 1 giugno. La nostra richiesta non è solo di competenza esclusiva del MIM ma di sua assoluta responsabilità. Dato che ci sia Legge che non esclude nessuno e garantisce privacy e diritti (art. 3-bis) con circolare ministeriale che porta al 3-bis, chiediamo che venga emessa una nota esplicativa per far applicare a tutte le scuole d'Italia un protocollo perentorio sui modi e termini del 3-bis stesso. A prova di dirigenti pigri che dovrebbero recepire già la norma ma preferiscono inventarsela e violare i diritti dei più piccini. Infatti il MIM DEVE mettere nero su bianco che la decadenza avviene solo per il mancato deposito della documentazione entro il 10 luglio dall'iscrizione, tra la quale la formale richiesta di vaccinazione all'ASL competente, e non per i vaccini mancanti un po' a caso tutto l'anno. Questo per emettere un preciso ordine di servizio, almeno per le scuole dell'infanzia statali, che possa superare sia le circolarine ASL che quelle regionali e far allineare comunali, private e private paritarie assieme a loro, proprio sul Dlgs 65/2017 dove all’art. 1 comma 4: “Il Ministero dell'istruzione, dell’università e della  ricerca, nel rispetto delle  funzioni  e  dei  compiti  delle  Regioni,  delle Province autonome di Trento  e  di  Bolzano  e  degli  Enti  locali, indirizza, coordina e promuove il Sistema integrato di  educazione  e di istruzione su tutto il territorio nazionale”. Si dettaglia che, all’art.2 “2. Il Sistema integrato di educazione e di istruzione accoglie le bambine e i bambini in base all’età ed  è  costituito  dai  servizi educativi per l'infanzia (Nidi)  e  dalle  scuole  dell'infanzia  statali  e paritarie”. Pochi punti ma chiari e precisi che possono davvero costringere l'intervento immediato del MIM, proprio su segnalazioni di interpretazioni delinquenziali dei dirigenti stessi che fanno personalmente le esclusioni sui più piccoli. 

Purtroppo non è la prima volta che sembrerebbero esserci azioni contro le nostre iniziative. E' tristemente risaputo che nel mondo dell'attivismo e della politica esiste una dinamica precisa, cioè quando qualcuno scova la "soluzione facile al problema", per boiccotarlo chi gestisce l'opposizione controllata ha tre opzioni:

  1. Ignorarti, sperando che nessuno ti segua o legga i tuoi scritti

  2. Framing, cioè manipolano il perimetro della realtà per far sembrare una sconfitta una vittoria o distorgono il significato di una legge per renderla innocua per il sistema.
  3. Sovrapporsi, si intromettono per boicottarti con una iniziativa simile, per non dare certezza del merito oppure per rubarti il successo.

Il sistema non vuole solo fermare le idee pericolose per se stesso, vuole anche appropriarsi dei successi svuotandoli di significato, oppure oscurarli con il rumore se non riescono a controllarli. Questo perchè è proprio il problema ad alimentare il mondo del dissenso. Senza problemi non c'è più bisogno di seguire nessuno. Anzi a volte creano proprio il problema per poi vendere a caro prezzo la soluzione (che mai arriverà).  Spostando l'attenzione dai dirigenti scolastici su "tavoli" e "confronti", potrebbero rendere l'emissione della nota un atto di benevolenza del Ministro, anziché un atto dovuto per legge (il 3-bis). Questo serve a mantenere il popolo in una posizione di sudditanza grata anziché di sovranità consapevole. Se passa l'idea che i diritti si ottengono "chiedendo udienza", il popolo rimarrà sempre schiavo della concessione del potente. Chiedere "linee chiare" è la frase di chi non sa cosa chiedere. Noi abbiamo chiesto una Nota Integrativa al 3-bis, cioè un atto amministrativo preciso e vincolante. Proteggere la paternità dell'iniziativa non è egoismo, è difesa del metodo. La Sovranità è capire che la nota è un atto dovuto, è pretendere che chi siede in quegli uffici rispetti la Legge che è già stata scritta. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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