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FIRMA ANCHE TU CONTRO LE ESCLUSIONI LORENZIN

COME FARE PER ADERIRE ALLA PETIZIONE POPOLARE PER TUTTI I CITTADINI ITALIANI MAGGIORENNI:

  1. LEGGERE LA PETIZIONE CHE VERRA' INVIATA IL 01 GIUGNO ----> QUI
  2. SCARICARE, STAMPARE, COMPILARE E FIRMARE IL DOCUMENTO ---> QUI
  3. PROCEDERE CON IL CONTRIBUTO DI 5 EURO CON OGGETTO: DONAZIONE NOTA MIM ---> QUI 
  4. FARE FOTO DEL DOCUMENTO DI IDENTITA' (CI, PATENTE O PASSAPORTO) oppure PDF
  5. FARE FOTO DEL MODULO DI ADESIONE oppure PDF
  6. PREPARARE LA E-MAIL CON OGGETTO E MESSAGGIO: "PETIZIONE NOTA MIM"
  7. ALLEGARE ALLA E-MAIL LA FOTO (PDF) DEL MODULO E DOCUMENTO DI IDENTITA' ED INVIARE A ----> segreteria@tuteladirittosoggettivo.it
  8. TENERE IL MODULO ORIGINALE PER L'ADESIONE SE DOVESSE SERVIRE
  9. SE NON VOLETE PARTECIPARE ALLA PETIZIONE, POTETE PRENDERE IL DOCUMENTO, MODIFICARLO AD PERSONAM ED INVIARLO CON LA VOSTRA PEC. 
  10. CONDIVIDERE TRA TUTTI I VOSTRI CONTATTI E SUI VOSTRI PROFILI/PAGINE SOCIAL
Purtroppo i social alterano la percezione della realtà, facendo credere che commentare, condividere, riunirsi online siano le azioni corrette per combattere questa guerra contro gli INALIENABILI DIRITTI DEI CITTADINI ITALIANI. Si arriva a sera che, dopo aver scrollato o letto tutte le notizie, commentato indignandosi o dando la propria opinione, si va a letto stanchi e soddisfatti ma senza aver fatto niente di davvero utile e concreto. Infatti è chiaro che le nostre opposizioni e lamentele non arrivano dove invece dovrebbero arrivare. Ed è proprio questo che vuole il sistema, cioè imprigionarci da soli in una gabbia digitale. Certo che va bene riunirsi in gruppi di appartenenza ma non basta. Qui il cittadino DEVE esercitare il suo diritto soggettivo e rivendicare lo stesso Stato di Diritto che usano per abusare dei suoi diritti, mentre non lo usa per difenderli e chiedere finalmente giustizia. Io non subisco la norma, io la controllo.

Sarebbe invece il caso di usare i social solo come strumento di coordinamento rapido, ma riservare le forze per il mondo fisico perchè il sistema ama il dissenso digitale perché è tracciabile, prevedibile e facilmente neutralizzabile con un "ban", mentre è terrorizzato dal dissenso analogico. Tu usi lui, lui non usa te. La consapevolezza senza azione è solo un'allucinazione collettiva. Internet ci ha dato il materiale da studiare, ma la guerra la dobbiamo combattere noi. Tutela del Diritto soggettivo è più il gruppo del fare che del chiacchierare e vi sta dando una grande opportunità su un argomento che tiene viva la conversazione da social ancora oggi, cioè le criminali esclusioni 0-6 anni Lorenzin. Ma non è solo una questione di scuola ma di ricatto sanitario su un diritto inalienabile come il lavoro, oppure lo spostarsi od il godere di pubbliche e private attività. Non aspettiamo che qualcuno intervenga o che cambino le regole, proponiamo noi la Nota di Indirizzo Operativo. Usiamo il diritto come uno scudo per proteggere l'accesso all'istruzione dei nostri figli. Non c'entra solo il diritto all'istruzione perchè vanno difesi tutti i diritti a tutti, affinchè non diventino privilegi per qualcuno ed altri no. 

La scadenza è per il 1 giugno 2026. Non crediate che sia tutto inutile, tanto non faranno nulla perchè non è tanto quello che faranno loro che conta ma è il messaggio forte e chiaro che mandiamo noi FUORI DAI SOCIAL e direttamente nei loro uffici. Il tempo delle scuse è finito. Non togliamoci la possibilità di partecipare alla vera guerra e proteggere il nostro futuro. Siate attivi, siate fisici, siate reali perchè chi ha la Legge dalla sua parte ed un corpo pronto all'azione è l'unico che può davvero far crollare il muro.

FAQ SULLA PETIZIONE POPOLARE: 

1. Che cos’è esattamente una PETIZIONE POPOLARE?

AL CITTADINO ITALIANO NON VIENE INSEGNATO IL POTERE DI AUTOTUTELA NE' I BASILARI STRUMENTI DI DIFESA CONTRO SOPRUSI PUBBLICI E PRIVATI. Vive in delega a terzi, senza mai porsi il problema se le varie azioni possono portare ad altri interessi che non sono i suoi. Così matura l'idea che "non può fare nulla" o, peggio, che "mai può vincere ed ottenere giustizia". Ed è così che si vince la guerra, con una battaglia che non viene combattuta. Vincono a tavolino per arresa VOLONTARIA del cittadino e lo fanno CONVINCENDOTI GIA' PRIMA CHE SARAI SCONFITTO, per sconfiggerti davvero. IL DIRITTO DI PETIZIONE è uno di questi strumenti. Poter partecipare agli interessi di Stato anche come metro di legalità e come promotore di corrette applicazioni su poco trasparenti azioni autoritarie. Sono 3 le petizioni previste in Italia ed è un diritto previsto dalla Costituzione. La petizione abrogativa (500.000 firme), la petizione per proporre una Legge (50.000 firme), la petizione di sensibilizzazione (da 3 firme in su). Non serve un numero minimo di firme per avere valore legale, ma più siamo, più il peso politico aumenta. Arrivare a 20.000 firme significa obbligare il Ministero a prendere atto che c'è un problema di massa che riguarda la certezza del diritto e il patto sociale tra Stato e Cittadini. Chiamarla raccolta firme è riduttivo. Quella la possiamo collocare tra quelle che vengono fatte con firma online, quindi facili da fare con un click e che raggiungono anche milioni di firme, ma che non hanno valore legale ma “solo” politico. Ed ecco perchè sono per la maggior parte inascoltate e, quindi, inutili. Ed è a queste che vi hanno abituato. Se vi convincete dell'inutilità della petizione, non esercitate il suo diritto se proposte invece serie ed efficaci.

2. Che differenza c’è con la raccolta firme online?

  • La PETIZIONE POPOLARE non è una semplice "raccolta firme", ma la partecipazione attiva di cittadini maggiorenni che si uniscono per fare una richiesta al Governo, tramite la raccolta della sua FIRMA IN CALCE che termina il 1 giugno 2026.  

  • La RACCOLTA FIRME ONLINE la possiamo collocare tra quelle che vengono fatte con firma online su siti specifici (change.org per esempio), quindi facili da fare con un click e che raggiungono anche milioni di firme, ma che non hanno valore legale ma “solo” politico. Ed ecco perchè sono per la maggior parte inascoltate e, quindi, inutili. 

3. Perché è nata questa petizione?

Perché in tutta Italia stiamo assistendo a un fenomeno gravissimo: ancora oggi molti bambini vengono esclusi da nidi e materne con procedure arbitrarie che vanno oltre quello che dice la legge. Dirigenti scolastici ed uffici comunali stanno applicando la Legge Lorenzin (119/2017) "a modo loro", spesso ignorando le scadenze e i diritti dei minori previsti invece nell'art. 3-bis. Questa petizione chiede al Ministro Valditara di rimettere ordine con una Nota di Indirizzo chiara che fermi gli abusi. Con questa mossa speriamo almeno di liberare le materne statali dai dirigenti sceriffi sanitari e di avere almeno una possibilità per usufruire del sistema d'istruzione.

4. Cosa chiediamo concretamente al Ministro Valditara?

Chiediamo che il Ministero emani una Nota Operativa che obblighi tutte le scuole (statali, comunali e paritarie) a seguire un protocollo unico e perentorio su tutto il territorio nazionale:

  • Stop alle richieste di documenti all'iscrizione: La scuola non può chiederli prima di aver fatto il controllo con l'ASL.

  • Rispetto delle scadenze: Nessuna esclusione deve avvenire dopo del 20 luglio e solo dopo che i genitori hanno avuto la possibilità di presentare i documenti previsti (inclusa la formale richiesta di vaccinazione).

  • Basta controlli arbitrari: Dopo il 20 luglio, la scuola non può più tormentare le famiglie con ulteriori richieste durante l'anno.

5. Perchè è importante la partecipazione di tutti i cittadini seppur senza figli piccoli od in età scolastica?

Perché questa non è una battaglia sulle vaccinazioni, è una battaglia di civiltà e di legalità amministrativa. Se permettiamo che un burocrate (un dirigente o un sindaco) calpesti la legge oggi su questo tema, domani lo farà su qualsiasi altro diritto (lavoro, spostamenti, privacy). Firmare significa dire: "Lo Stato deve rispettare le sue stesse leggi conformi". Difendere il diritto all'istruzione dei più piccoli significa difendere la libertà di tutti.

6. Perchè si insiste per andare in scuole pubbliche scadenti quando ci sono le scuole parentali?

Primo perchè non possiamo permettere che le scuole pubbliche vengano utilizzate come ricatto per i cittadini. Secondo perchè le scuole parentali non risolvono il problema del luogo vicino a casa, della spesa famigliare e, sopratutto, non offrono la possibilità di richiedere nè il sostegno nè l'educatore per i bambini disabili oppure con danni del neurosviluppo. Terzo la scelta della scuola DEVE restare una scelta dei genitori e non forzata da abusi e violazioni governative. 

7. Qual è il vantaggio di firmare "in gruppo"?

Una petizione popolare con centinaia di firme crea un allarme sociale. Obbliga le istituzioni a rispondere perché il problema non riguarda più un "singolo cittadino sospettoso", ma una vasta comunità consapevole che chiede trasparenza, rendendola anche una questione politica. Questo non impedisce al cittadino di prendere l'istanza, messa a disposizione gratuitamente, modificarla ad personam e di inviarlo SINGOLARMENTE agli indirizzi ascritti. Certo che esposto singolo può essere ignorato anche se centinaia di esposti singoli è più difficile. L'importante è mandarlo in massa.

8. È previsto un contributo economico?

Sì, è richiesto un contributo di 5 euro. Questo non è un "prezzo" per la petizione (che è un diritto gratuito e può essere inviata personalmente), ma una quota per sostenere le spese vive dell'operazione collettiva.  Il contributo copre i costi organizzativi, la logistica per la raccolta e la verifica delle firme, le spese di segreteria e l'infrastruttura di comunicazione che permette alla promotrice di coordinare centinaia di persone su tutto il territorio nazionale. Sostenere l'istanza significa sostenere la struttura che rende possibile questa battaglia di legalità. NON SONO PREVISTI ALTRI COSTI. 

La petizione non è solo un atto con valore giuridico ma è una scelta strategica che trasforma un problema individuale individuale in un fatto politico e sociale impossibile da ignorare. Più firme raccogliamo, più la voce diventa un grido che non può essere nascosto dal silenzio ministeriale. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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