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RICHIESTA DI ANNULLAMENTO DELL'ORDINANZA "ANTIRABBIA" IN VENETO

Dopo aver pubblicato l'articolo sulla folle ORDINANZA CON OBBLIGO VACCINAZIONE MICROCHIP PER TUTTI I CANI E GATTI DEL COMUNE DI VITTORIO VENETO sono stata contattata da una residente del Comune, la quale ha 3 gatti d'appartamento, molto preoccupata per la sua situazione. La prima azione da fare, verso un'ordinanza non conforme, è quella di chiederne l'annullamento per effetto dell’art. 21-septies della Legge 241/90 perché: “comma 1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge” ed in base all’art. 21-octies: “comma 1. È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza”. Proprio per proteggere i cittadini "a rischio penale" mi sono offerta pro bono di fare da promotore, cioè inviando la diffida a mio nome e dalla mia pec, perchè la Legge 241/90 sul procedimento amministrativo, all'Articolo 9, prevede espressamente questa possibilità: «Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o diffusi, nonché i portatori di interessi privati cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.». Seppur non sia un mio problema, potrebbe poi diventarlo. Non possiamo più permettere abusi e consuetudine e CHIUNQUE possa aiutare, ha il dovere civico di intervenire.

Per difenderci al meglio, dobbiamo capire esattamente perché le richieste del Comune di Vittorio Veneto sui gatti e sui cani sani sono totalmente fuori legge, e cosa prevede invece la vera normativa veterinaria.

🐱 1. Il "Caso Gatti": Perché l'obbligo a tappeto è un abuso totale

La legge ordinaria della Regione Veneto (L.R. 60/1993) parla chiaro: per i gatti il microchip è puramente volontario. Diventa obbligatorio solo se si richiede il passaporto europeo per andare all'estero. Lo stesso vale per il vaccino antirabbico: l'Italia è un paese indenne da rabbia urbana, quindi nessun gatto deve essere vaccinato per legge.

Il Comune ha usato l'ordinanza d'urgenza per imporre a tutti i gatti (anche quelli che vivono al 100% in appartamento e non vedono un topo da anni) sia il microchip che il vaccino entro 15 giorni.

  • Il blocco legale: Un'ordinanza del Sindaco non può inventarsi un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) di massa scardinando le leggi regionali e l'Articolo 32 della Costituzione.

  • Il blocco dei dati: L'ULSS ha minacciato "controlli incrociati". Ma come fanno a incrociare i dati dei gatti se i gatti non sono censiti in anagrafe? È un bluff psicologico per spingere i cittadini a portarli spontaneamente negli hub dell'ULSS per schedarli e vaccinarli.

🐶 2. Il "Caso Cani": Isolare il rischio sì, vaccinare a forza "al buio" no

Nessuno nega che di fronte a un caso di Lyssavirus lo Stato debba monitorare la situazione. Ma la legge nazionale (il Regolamento di Polizia Veterinaria D.P.R. 320/1954) stabilisce una procedura chiarissima che il Comune ha ignorato:

  • Sì all'isolamento del rischio: Se un animale (cane o gatto) ha avuto un contatto diretto e accertato (morso o graffio) con il cane infetto, l'autorità può e deve disporre il sequestro sanitario (quarantena di 10-15 giorni) per monitorare se si sviluppano sintomi.

  • No alla vaccinazione coatta: L'ordinanza del Comune dice che i cani e i gatti sospetti vanno vaccinati per forza, "anche contro la volontà del proprietario". Questo è un grave errore scientifico e clinico.

    1. Se un animale è in quarantena perché si teme sia stato contagiato, il virus potrebbe essere in incubazione. Vaccinarlo "al buio" in quel momento non lo cura, ma rischia di distrarre il suo sistema immunitario o accelerare la malattia (effetto ADE).

    2. I vaccini si fanno solo su animali perfettamente sani. Imporlo per legge durante un isolamento sospetto serve solo alla burocrazia per mettere un "timbro" di adempimento, mettendo a rischio la vita del cane.

💡 In sintesi: Cosa dice la legge reale?

Il Sindaco ha il potere di ordinare la quarantena fiduciaria a casa per i pochissimi animali che hanno davvero rischiato il contagio (contatti stretti e tracciati). NON ha invece il potere di obbligare l'intera cittadinanza a spendere soldi e sottoporre a trattamenti sanitari invasivi migliaia di animali sani che non hanno mai visto il cane positivo

Infatti non solo abbiamo chiesto l'annullamento dell'ordinanza non conforme ed in eccesso di potere ma abbiamo anche proposto un'ordinanza conforme, proprio sul caso specifico di salute pubblica perchè spetta al Sindaco, responsabile dell’atto amministrativo regolamentato da Legge 241/90, riesaminare la normativa vigente che merita un approfondimento anche come nuova valutazione dell'interesse pubblico originario e spetta alla pubblica amministrazione protocollare l’atto, aprire un’istruttoria e rispondere con un atto amministrativo secondario che modifichi, annulli o confermi il precedente che, se confermato, permetta la giusta discussione nelle sedi competenti, anche se ci riserveremo di portare l’ordinanza in sede penale e civile e non al TAR come indicato, visto che l’atto è insanabilmente nullo. Sono partiti 5 giorni per rispondere e vogliamo andare fino in fondo alla questione perchè se non difendiamo questi diritti, domani tutti noi li potremo perdere perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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