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LE TECNICHE DI BOICOTTAGGIO DELLA RESISTENZA - LA SOVRAPPOSIZIONE (IL SABOTAGGIO PER IMITAZIONE)

Per risolvere un problema vanno valutate tutte le angolazioni, soprattutto la fonte del problema stesso e Sun Tzu nell' Arte della Guerra lo diceva chiaramente: "Se conosci il nemico e conosci te stesso, la tua vittoria è sicura". Studiare il nemico non significa solo monitorare le mosse del Governo o del Sistema, ma sezionare chirurgicamente la psicologia del tradimento che avviene all'interno del mondo del dissenso stesso. Conoscere le tecniche del boicottaggio interno, ci fa capire anche chi è davvero dalla nostra parte e lavora per lo stesso fine. Su LA TRUFFA DELLA FIDUCIA O CONFIDENCE TRICK ne abbiamo già parlato. Viene lì evidenziato che il VERO "Gatekeeping" (Il Guardiano del Cancello) è la figura che si pone a capo del dissenso per decidere cosa sia "giusto" o "sbagliato" dire. Il Gatekeeper parla come te, usa i tuoi stessi slogan, cita persino la Costituzione (ma solo le parti che non portano a una soluzione immediata). Questo crea un legame di fiducia che spegne l'allarme critico del cittadino. Il Gatekeeper non è quello che ti dà torto; è quello che ti dà ragione a parole, ma ti impedisce di agire nei fatti. Il Gatekeeper blocca le azioni che funzionano davvero e promuove quelle innocue per il sistema. Ma perchè lo fa? Per semplici interessi personali. Si innesca così l'"Economia del Problema", cioè una dinamica sociologica e psicologica dove il mediatore (il piccolo truffatore od il leader carismatico) trae il proprio potere, la propria visibilità e spesso il proprio sostentamento dalla permanenza del problema, non dalla sua soluzione. Per il Gatekeeper, l'emergenza (sia essa Lorenzin, Covid o Hantavirus) è una risorsa. Finché il cittadino è spaventato e confuso, ha bisogno di qualcuno che "interpreti" i fatti per lui. Più il problema è complesso e irrisolvibile, più il Gatekeeper ottiene clienti, donazioni, iscritti ai canali, visibilità mediatica e potere contrattuale con il sistema. I social media hanno poi trasformato la "Truffa della Fiducia" in un'industria ad alto rendimento, dove il consenso digitale non è più solo un numero, ma una vera e propria moneta di scambio politica e commerciale. Molti aspettano di vedere il "bonifico del Ministero" per credere al tradimento, ma la verità è molto più banale e, proprio per questo, più difficile da sradicare. Non serve un contratto firmato col sangue per essere funzionali al sistema ma basta l'opportunismo che è la vera catena che lega l'opposizione al sistema. In sociologia e scienza politica, questo fenomeno si definisce Convergenza di Interessi. Questi soggetti non sono "dipendenti" del sistema, ne sono i parassiti. Il sistema crea l'emergenza (l'ostacolo), e loro vendono la "falsa mappa" per superarlo. Entrambi traggono vantaggio dalla sopravvivenza del problema, cioè il sistema mantiene il controllo, il truffatore mantiene il suo pubblico (e il relativo potere mediatico/economico). Per molti, il dissenso è diventato una professione o un trampolino politico. Risolvere il problema significa "licenziarsi o sparire", invece gestire il problema per non risolverlo mai, permette di scalare posizioni, diventare leader di partitini, od ottenere ospitate TV, conferenze in giro per l'Italia e vendite di libri. Così la realtà è più amara visto che si allineano al sistema perché il sistema è la loro mangiatoia. Il piccolo truffatore del dissenso ha bisogno dell'emergenza tanto quanto il politico che la emana. Sono due facce della stessa medaglia che si alimentano a vicenda sulle vostre spalle. Il politico vi toglie la libertà, il Gatekeeper vi toglie lo strumento legale per riprendervela, vendendovi in cambio emozioni e visibilità. Purtroppo il business dietro i novax è una realtà e va affrontata prima di farci boicottare del tutto e renderci schiavi del sistema. 

In 10 anni sul campo in prima persona ho visto molte volte tecniche di sovrapposizione a delle nostre iniziative, con il vero e proprio intento di lanciare un'iniziativa simile ma "annacquata" o tecnicamente fallace. Il sabotaggio per imitazione è una tecnica di "ingegneria del dissenso" vecchia come il mondo, ma oggi viene usata con una precisione chirurgica per neutralizzare iniziative che potrebbero essere davvero efficaci. I sabotatori non attaccano frontalmente (perché ci darebbero visibilità), invece ti affiancano con una copia difettosa delle tue iniziative. Creano una piattaforma od un manuale che sembra il nostro, ma privo di strumenti operativi. Oppure parlano degli stessi argomenti inquinandoli e non portando alla risoluzione del problema. 

Oppure quando un comitato decide di andare in delegazione al Ministero portando istanze fuori competenza o, peggio, senza il supporto di una massa critica di firme o di denunce che spinga da dietro, commette un errore che spesso è voluto dal sistema, innescando il sabotaggio dell'attivismo tramite la delega. Il Ministero concede volentieri un incontro a delegazioni "morbide" o tecnicamente confuse. Serve a dare l'illusione del dialogo. I funzionari sorridono, prendono le carte, promettono di "valutare" e mandano tutti a casa, in attesa di risposte che mai arriveranno. Questa è la tecnica che trasforma i cittadini da "protagonisti del diritto" a "spettatori di una gita". I sabotatori per imitazione puntano sulla pigrizia delle persone. Sanno che il cittadino medio preferisce che "qualcun altro" faccia la fatica di andare a parlare alle autorità al posto suo. Se la gente vede che un comitato è già "al tavolo", smette di agire. Pensa: "Ci sono già loro, io posso stare tranquillo". Questo uccide la resistenza nel momento della sua massima crescita, creando la resa psicologica. Il sistema non vince solo perché è "forte", vince perché convince l'avversario che combattere è inutile. Se vedi gente "preparata" fallire, non è detto che il sistema sia imbattibile; spesso significa che quella preparazione era solo di facciata o che è stata usata per scopi diversi dalla vittoria legale. Quando questi leader falliscono (spesso perché le loro azioni erano tecnicamente vuote), la gente pensa: "Se non ce l'ha fatta lui che è preparato ed agguerrito, non può farcela nessuno". Questo genera apatia. La gente smette di agire e si limita a guardare i video del leader, trasformando l'attivismo in intrattenimento. Questo è il sabotaggio perfetto, cioè usare il fallimento di un leader per uccidere la speranza di migliaia di persone.

Nel mondo del dissenso, il fallimento non è quasi mai un incidente di percorso, ma un vero e proprio modello di business per il "truffatore del dissenso". Questo tipo di sabotaggio è "perfetto" perché si auto-alimenta e porta vantaggi enormi a chi lo mette in atto, a discapito della causa. Se il problema venisse risolto, il truffatore perderebbe la sua ragione d'esistere. Il truffatore ha bisogno che il problema permanga. Un problema irrisolto significa poter fare altre dirette, altre raccolte fondi, altri congressi e vendere altri libri o campagne elettorali. Sui social, la visibilità segue la logica dell'indignazione, non della soluzione. Se lui desse ai suoi follower la "soluzione facile", la gente risolverebbe il problema e smetterebbe di seguire i suoi video. Quindi, deve mantenere i cittadini in uno stato di ansia perenne per garantirsi il potere contrattuale con il sistema. Manipolano la realtà per far credere che servano loro (i mediatori) e non la Legge. Inquinano il pozzo della conoscenza tecnica per rendervi dipendenti dalla loro narrazione. Non scambiate i '"like" con la libertà. Oggi i social sono il mercato dove la vostra paura viene venduta al miglior offerente. Vogliono solo che continuiate a cliccare, perché la vostra visualizzazione è il loro potere mediatico, la loro poltrona o il loro prossimo contratto. Uscite dalla truffa della fiducia digitale. Riprendetevi il tempo dello studio e della competenza. Ricordate: chi vi dà la "soluzione facile" vi rende liberi, invece chi vi dà il "nemico quotidiano" vi sta solo usando per scalare la classifica della propria visibilità. Non dimenticate mai che la sovranità non si clicca, si esercita e non si delega a nessuno. 

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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