IL DDL CIELI PULITI CONTRO LA GEOINGENIERIA
Cita da Alessandra Ghisla su 7 Maggio 2026, 12:34
Finalmente è uscito il Testo del DDL CIELI PULITI che ci permette di dare un parere tecnico sull'iniziativa, visto che riguarda il "mondo del dissenso" e, fondamentalmente, anche tutti noi. Ecco qui la parte centrale:
Ad una prima lettura veloce ho pensato che ci potesse anche stare. Il cuore della norma è il divieto assoluto di effettuare "consapevolmente modifiche meteorologiche". "Chiunque" (quindi persone fisiche, ma esteso anche a Enti/Associazioni nel comma c) in Italia, territori e possedimenti (punto 1 e 2). È richiesto il dolo ("consapevolmente"), ovvero l'intenzione specifica di alterare il clima o il meteo. Include la trasmissione di informazioni via computer, posta od onde elettromagnetiche a sostegno della condotta (punto 3) ed estende il controllo alla giurisdizione marittima e territoriale speciale (punto 4). Le sanzioni previste sono estremamente pesanti, equiparabili a reati di grave entità.
Ma poi rileggendolo bene e fermandomi sulla forma mi sono accorta di gravissimi errori strutturali che potrebbero auto boicottare l'iniziativa. Prima di tutto la sostanza. Per portare avanti l'iniziativa, viene mescolata la geoingegnieria con le schie chimiche ma sono due cose completamente diverse. La geoingegneria è un ramo della scienza (spesso teorica, ma con esperimenti sul campo) che studia come manipolare deliberatamente l'ambiente per contrastare il cambiamento climatico. "Scie chimiche" è un termine gergale, non tecnico. Viene usato per descrivere il fenomeno visivo delle scie persistenti lasciate dagli aerei, ipotizzando finalità occulte (controllo mentale, diffusione di malattie, avvelenamento, controllo del clima ecc.). Quindi possiamo dire che la geoingegneria è il "contenitore" legale, mentre le scie sono eventualmente il "fenomeno" osservato, anche se sarebbe meglio usare la terminologia del D.Lgs. 152/2006: "Emissione in atmosfera di sostanze non autorizzate", "Alterazione dei parametri di inquinamento ambientale", "Ricaduta al suolo di particolato ultrafine".
Sulla forma poi bisogna essere davvero precisi perchè, in Italia, la struttura della legge è rigorosamente: Articolo > Comma > Lettera > Numero. Usare "paragrafo" all'interno di un articolo è un tipico errore di traduzione letterale dall'inglese legalistic. Anche "Commercio Interstatale" in Italia non ha alcun senso giuridico, poiché siamo uno Stato unitario e non una federazione di Stati sovrani. È la clausola magica della Costituzione USA (Commerce Clause) che permette al Governo Federale di legiferare su quasi tutto ma, un giudice italiano, davanti ad un atto che parla di "commercio interstatale", lo rigetta dopo tre secondi perché lo considera estraneo all'ordinamento. Infatti non abbiamo bisogno di importare termini americani, visto che abbiamo il Codice Penale più strutturato d'Europa ed una Costituzione che, se usata bene, non lascia scampo a nessuno.
Se l'obiettivo è raccogliere 50.000 firme per una Legge di Iniziativa Popolare (ex Art. 71 della Costituzione), il testo deve superare il vaglio dell'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione. Se la Cassazione legge "commercio interstatale" o riferimenti a modelli federali USA, il rischio non è solo il rigetto, ma la bocciatura per inammissibilità o improcedibilità. I giudici di Piazza Cavour sono dei "puristi" della forma ed un errore terminologico così macroscopico verrebbe interpretato come un difetto di tecnica legislativa che rende la norma incompatibile con l'ordinamento italiano. Ma quando scopriremo tutto ciò? Una volta consegnate le 50.000 firme (entro 6 mesi dal deposito), l'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione deve esaminare il pacchetto. Oltre al numero delle firme, controllano che la proposta sia presentata sotto forma di "progetto redatto in articoli" (come previsto dall'Art. 71 Cost. e dalla L. 352/70). Se il testo non è un vero "articolato di legge" ma un manifesto ideologico travestito (con termini estranei come "commercio interstatale" o strutture non compatibili con il codice penale), la Cassazione può dichiarare la proposta irricevibile. Ma facciamo che passi. Se la Cassazione dichiara la regolarità delle firme e del testo, il DDL approda in Parlamento e, prima di arrivare in aula, il testo passa al Servizio Studi ed alle Commissioni competenti (es. Affari Costituzionali o Giustizia). Qui i tecnici del Parlamento fanno il "tagliando" di fattibilità e se il testo cita concetti giuridici inesistenti in Italia, la Commissione può decidere di non "calendarizzarlo" mai (lasciandolo morire in un cassetto) oppure di stravolgerlo talmente tanto in fase di emendamento da renderlo irriconoscibile rispetto a quello firmato dai cittadini. Purtroppo visto che l'annuncio è già in Gazzetta Ufficiale, il "pasticcio" è ormai cristallizzato, perchè il testo non possono più modificarlo o correggerlo.
Seppur potrebbe essere una scelta, visto che alcuni legali scelgono deliberatamente di mantenere un linguaggio "internazionale" o ibrido perché sostengono che certe battaglie (come quelle sui cieli o sui diritti umani) debbano seguire standard giuridici globali, è comunque un grave errore strategico proprio per l'argomento trattato. Quando, tra un anno, la Cassazione o le Commissioni diranno che il testo è scritto male, la bocciatura sarà presentata come una leggerezza dell'avvocato o come l'ennesimo sopruso dei "poteri forti" contro la volontà popolare? Quindi ennesimo complotto e, seppur fallita, se ne parlerebbe ancora ed ancora. Quindi non diamo per scontato che un'iniziativa del genere potrebbe celare altri intenti. E quali potrebbero essere? Partiamo da un fatto pubblico. L'avvocato Frida Chialastri compare effettivamente in atti e comunicazioni ufficiali del Movimento Indipendenza (fondato da Gianni Alemanno), in particolare è indicata tra i componenti del Collegio dei probiviri del movimento. Roberto Vannacci, dopo la rottura con la Lega, ha lanciato nel 2026 il nuovo partito Futuro Nazionale. Successivamente, il movimento “Indipendenza” ha annunciato ufficialmente la confluenza dentro Futuro Nazionale. Sul piano politico-ideologico, le fonti descrivono Futuro Nazionale come un progetto: sovranista, identitario, nazionalista, critico verso UE e globalizzazione, molto focalizzato su temi di identità nazionale e famiglia tradizionale e viene percepito come una nuova destra più radicale rispetto alla Lega tradizionale. Qui adesso entriamo nel marketing politico- elettorale perchè quando un partito in fase di lancio come Futuro Nazionale promuove una legge di iniziativa popolare (le 50.000 firme), l'obiettivo primario non è far approvare la legge, ma dare ai coordinatori locali (come la Chialastri a Milano) un motivo per stare in piazza, mettere banchetti e raccogliere contatti. Finire sui giornali, fare interviste, comparsate in TV, diventare virali sui social. Far associare il volto di Futuro nazionale alla "difesa dei cieli", rendendolo l'unico partito politico per chi ha paura delle manipolazioni climatiche. Per tutti i 6 mesi della raccolta, il partito può dire: "Siamo gli unici a fare una legge sui Cieli Puliti!". Prendono i dati, i voti e la visibilità. Ma in una proposta di legge di iniziativa popolare, deve esserci un Comitato Promotore. Se questo comitato è composto da esponenti di spicco di un partito (come i membri del Collegio dei Probiviri di cui parlavamo), il partito agisce come Titolare o Responsabile del trattamento dati. Quando firmi, il modulo cartaceo o digitale contiene una clausola sulla privacy. Spesso, oltre alla finalità istituzionale (presentare la legge in Cassazione), viene inserita la spunta per la "comunicazione di attività politiche" o "invio di materiale informativo". Una volta che la raccolta firme finisce, il DDL muore, ma il database resta. Quei 50.000+ contatti diventano il pubblico target per il mail bombing elettorale, per la richiesta di donazioni (2x1000) e per l'invito ai comizi. E forse qualche voto in più. Ormai c'è da aspettarsi di tutto.
Per finire quindi non possiamo che aspettare perchè lo sapremo solo dopo aver portato le 50.000+ in Cassazione. La macchina della raccolta firme si dovrà muovere comunque ed, arrivati fin qui, che ognuno decida consapevolmente cosa è meglio fare. Votare o non votare non farà grande differenza. Mentre con il referendum Lorenzin si andava a peggiorare la legge, qui poco cambia. Se intanto comunque volete procedere a segnalare l'irrorazione, con il VADEMECUM SULLE SCIE CHIMICHE potete sempre denunciare chi tocca i nostri cieli, usando gli Ecoreati (452-bis e seguenti) e non le clausole del Rhode Island. Non servono 50.000 firme per denunciare un inquinamento. Serve una PEC e la conoscenza del nostro Codice Penale. La sovranità non si delega ad un gazebo, si esercita ogni giorno con la legge in mano perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

Finalmente è uscito il Testo del DDL CIELI PULITI che ci permette di dare un parere tecnico sull'iniziativa, visto che riguarda il "mondo del dissenso" e, fondamentalmente, anche tutti noi. Ecco qui la parte centrale:

Ad una prima lettura veloce ho pensato che ci potesse anche stare. Il cuore della norma è il divieto assoluto di effettuare "consapevolmente modifiche meteorologiche". "Chiunque" (quindi persone fisiche, ma esteso anche a Enti/Associazioni nel comma c) in Italia, territori e possedimenti (punto 1 e 2). È richiesto il dolo ("consapevolmente"), ovvero l'intenzione specifica di alterare il clima o il meteo. Include la trasmissione di informazioni via computer, posta od onde elettromagnetiche a sostegno della condotta (punto 3) ed estende il controllo alla giurisdizione marittima e territoriale speciale (punto 4). Le sanzioni previste sono estremamente pesanti, equiparabili a reati di grave entità.
Ma poi rileggendolo bene e fermandomi sulla forma mi sono accorta di gravissimi errori strutturali che potrebbero auto boicottare l'iniziativa. Prima di tutto la sostanza. Per portare avanti l'iniziativa, viene mescolata la geoingegnieria con le schie chimiche ma sono due cose completamente diverse. La geoingegneria è un ramo della scienza (spesso teorica, ma con esperimenti sul campo) che studia come manipolare deliberatamente l'ambiente per contrastare il cambiamento climatico. "Scie chimiche" è un termine gergale, non tecnico. Viene usato per descrivere il fenomeno visivo delle scie persistenti lasciate dagli aerei, ipotizzando finalità occulte (controllo mentale, diffusione di malattie, avvelenamento, controllo del clima ecc.). Quindi possiamo dire che la geoingegneria è il "contenitore" legale, mentre le scie sono eventualmente il "fenomeno" osservato, anche se sarebbe meglio usare la terminologia del D.Lgs. 152/2006: "Emissione in atmosfera di sostanze non autorizzate", "Alterazione dei parametri di inquinamento ambientale", "Ricaduta al suolo di particolato ultrafine".
Sulla forma poi bisogna essere davvero precisi perchè, in Italia, la struttura della legge è rigorosamente: Articolo > Comma > Lettera > Numero. Usare "paragrafo" all'interno di un articolo è un tipico errore di traduzione letterale dall'inglese legalistic. Anche "Commercio Interstatale" in Italia non ha alcun senso giuridico, poiché siamo uno Stato unitario e non una federazione di Stati sovrani. È la clausola magica della Costituzione USA (Commerce Clause) che permette al Governo Federale di legiferare su quasi tutto ma, un giudice italiano, davanti ad un atto che parla di "commercio interstatale", lo rigetta dopo tre secondi perché lo considera estraneo all'ordinamento. Infatti non abbiamo bisogno di importare termini americani, visto che abbiamo il Codice Penale più strutturato d'Europa ed una Costituzione che, se usata bene, non lascia scampo a nessuno.
Se l'obiettivo è raccogliere 50.000 firme per una Legge di Iniziativa Popolare (ex Art. 71 della Costituzione), il testo deve superare il vaglio dell'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione. Se la Cassazione legge "commercio interstatale" o riferimenti a modelli federali USA, il rischio non è solo il rigetto, ma la bocciatura per inammissibilità o improcedibilità. I giudici di Piazza Cavour sono dei "puristi" della forma ed un errore terminologico così macroscopico verrebbe interpretato come un difetto di tecnica legislativa che rende la norma incompatibile con l'ordinamento italiano. Ma quando scopriremo tutto ciò? Una volta consegnate le 50.000 firme (entro 6 mesi dal deposito), l'Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione deve esaminare il pacchetto. Oltre al numero delle firme, controllano che la proposta sia presentata sotto forma di "progetto redatto in articoli" (come previsto dall'Art. 71 Cost. e dalla L. 352/70). Se il testo non è un vero "articolato di legge" ma un manifesto ideologico travestito (con termini estranei come "commercio interstatale" o strutture non compatibili con il codice penale), la Cassazione può dichiarare la proposta irricevibile. Ma facciamo che passi. Se la Cassazione dichiara la regolarità delle firme e del testo, il DDL approda in Parlamento e, prima di arrivare in aula, il testo passa al Servizio Studi ed alle Commissioni competenti (es. Affari Costituzionali o Giustizia). Qui i tecnici del Parlamento fanno il "tagliando" di fattibilità e se il testo cita concetti giuridici inesistenti in Italia, la Commissione può decidere di non "calendarizzarlo" mai (lasciandolo morire in un cassetto) oppure di stravolgerlo talmente tanto in fase di emendamento da renderlo irriconoscibile rispetto a quello firmato dai cittadini. Purtroppo visto che l'annuncio è già in Gazzetta Ufficiale, il "pasticcio" è ormai cristallizzato, perchè il testo non possono più modificarlo o correggerlo.
Seppur potrebbe essere una scelta, visto che alcuni legali scelgono deliberatamente di mantenere un linguaggio "internazionale" o ibrido perché sostengono che certe battaglie (come quelle sui cieli o sui diritti umani) debbano seguire standard giuridici globali, è comunque un grave errore strategico proprio per l'argomento trattato. Quando, tra un anno, la Cassazione o le Commissioni diranno che il testo è scritto male, la bocciatura sarà presentata come una leggerezza dell'avvocato o come l'ennesimo sopruso dei "poteri forti" contro la volontà popolare? Quindi ennesimo complotto e, seppur fallita, se ne parlerebbe ancora ed ancora. Quindi non diamo per scontato che un'iniziativa del genere potrebbe celare altri intenti. E quali potrebbero essere? Partiamo da un fatto pubblico. L'avvocato Frida Chialastri compare effettivamente in atti e comunicazioni ufficiali del Movimento Indipendenza (fondato da Gianni Alemanno), in particolare è indicata tra i componenti del Collegio dei probiviri del movimento. Roberto Vannacci, dopo la rottura con la Lega, ha lanciato nel 2026 il nuovo partito Futuro Nazionale. Successivamente, il movimento “Indipendenza” ha annunciato ufficialmente la confluenza dentro Futuro Nazionale. Sul piano politico-ideologico, le fonti descrivono Futuro Nazionale come un progetto: sovranista, identitario, nazionalista, critico verso UE e globalizzazione, molto focalizzato su temi di identità nazionale e famiglia tradizionale e viene percepito come una nuova destra più radicale rispetto alla Lega tradizionale. Qui adesso entriamo nel marketing politico- elettorale perchè quando un partito in fase di lancio come Futuro Nazionale promuove una legge di iniziativa popolare (le 50.000 firme), l'obiettivo primario non è far approvare la legge, ma dare ai coordinatori locali (come la Chialastri a Milano) un motivo per stare in piazza, mettere banchetti e raccogliere contatti. Finire sui giornali, fare interviste, comparsate in TV, diventare virali sui social. Far associare il volto di Futuro nazionale alla "difesa dei cieli", rendendolo l'unico partito politico per chi ha paura delle manipolazioni climatiche. Per tutti i 6 mesi della raccolta, il partito può dire: "Siamo gli unici a fare una legge sui Cieli Puliti!". Prendono i dati, i voti e la visibilità. Ma in una proposta di legge di iniziativa popolare, deve esserci un Comitato Promotore. Se questo comitato è composto da esponenti di spicco di un partito (come i membri del Collegio dei Probiviri di cui parlavamo), il partito agisce come Titolare o Responsabile del trattamento dati. Quando firmi, il modulo cartaceo o digitale contiene una clausola sulla privacy. Spesso, oltre alla finalità istituzionale (presentare la legge in Cassazione), viene inserita la spunta per la "comunicazione di attività politiche" o "invio di materiale informativo". Una volta che la raccolta firme finisce, il DDL muore, ma il database resta. Quei 50.000+ contatti diventano il pubblico target per il mail bombing elettorale, per la richiesta di donazioni (2x1000) e per l'invito ai comizi. E forse qualche voto in più. Ormai c'è da aspettarsi di tutto.
Per finire quindi non possiamo che aspettare perchè lo sapremo solo dopo aver portato le 50.000+ in Cassazione. La macchina della raccolta firme si dovrà muovere comunque ed, arrivati fin qui, che ognuno decida consapevolmente cosa è meglio fare. Votare o non votare non farà grande differenza. Mentre con il referendum Lorenzin si andava a peggiorare la legge, qui poco cambia. Se intanto comunque volete procedere a segnalare l'irrorazione, con il VADEMECUM SULLE SCIE CHIMICHE potete sempre denunciare chi tocca i nostri cieli, usando gli Ecoreati (452-bis e seguenti) e non le clausole del Rhode Island. Non servono 50.000 firme per denunciare un inquinamento. Serve una PEC e la conoscenza del nostro Codice Penale. La sovranità non si delega ad un gazebo, si esercita ogni giorno con la legge in mano perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)
