DOTT. BURIONI: IL MEDICO DEVE TORNARE A FARE IL MEDICO
Cita da Alessandra Ghisla su 16 Agosto 2026, 18:49
Dopo aver spiegato il IL CASO DELLA REVISIONE TRIENNALE OBBLIGO LORENZIN è arrivato il momento di contestare ogni abuso, anche quello social-mediatico. Sono stanca di essere vittima della propaganda, con chiunque che si permette di trattarmi come un essere inferiore, come se poi davvero potesse farlo. A questo dico NO! Abbiamo tantissimi strumenti di tutela ed è ora di esercitarli tutti. Da sempre non sono mai stata una fan dei programmi di prevenzione vaccinale ma so anche che posso decidere quale atto medico proseguire o quale rifiutare. Non sono no a nessun farmaco ma sono pro diritti, perchè se vogliamo giocare alla Legge, quella vera e dimostrabile, ne esiste solo una, cioè dal 2001 l'obbligo vaccinale può essere universalmente riconosciuto come INAPPLICABILE e quindi ILLECITO ed ILLEGITTIMO. Si parla di ABROGAZIONE TACITA che si verifica quando una norma successiva disciplina l'intera materia già regolata dalla legge anteriore, oppure quando le nuove disposizioni sono totalmente incompatibili con le precedenti. Perché non serve il Giudice? Perché l'abrogazione avviene automaticamente nel momento in cui la nuova legge entra in vigore. Il giudice interviene solo ex post per confermare che l'abrogazione è già avvenuta, ma l'effetto è immediato. Non solo la legge 145/2001 abroga ogni obbligo vaccinale, ma con la Lorezin prima e obbligo Covid dopo (vaccino e tampone) la Legge 219/2017 ha imposto chiaramente che il consenso/dissenso informato e non fa distinzioni tra i vari trattamenti ed esami eseguiti da un medico, come lo sono anche le vaccinazioni regolamentate dalla stessa, dove leggiamo: “Art.1 comma 3. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché' riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”. Ma oltre che essere un obbligo per il medico a dare le dovute informazioni, a prescindere da quelle il cittadino ha comunque diritto a: “Art. 1 comma 5. Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte […], qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso (vuol dire TUTTI gli atti medici che siano curativi, urgenti, necessari, salvavita, preventivi, diagnostici, palliativi o sperimentali. Sono atti medici anche i vaccini, il tampone, il green pass ma anche un protocollo come tachipirina e vigile attesa oppure ospedaliero)”. Per essere LIBERO il consenso/dissenso deve pertanto essere esente da vizi, coercizioni, inganni, errori, pressione psicologica al fine di influenzare la volontà del paziente e NIENTE può essere accettato. Il rifiuto a qualsiasi trattamento medico, nella forma scritta del dissenso informato, è un DIRITTO, applicato come previsto da Legge, e non è un’omissione oppure violazione di Legge. Quindi nessuna multa, gogna pubblica ma nemmeno perdere dei diritti come il lavoro o la scuola. L'unico ATTO MEDICO previsto nel nostro ordinamento, che non prevede consenso/dissenso libero ed informato è un TSO che non riguarda la salute pubblica ma è un fermo amministrativo con sedazione tramite ordinanza del Sindaco con firma di due medici (istruttoria), perchè il soggetto ha infranto la Legge, non collabora con le Forze dell'ordine ed è pericoloso per sè e per gli altri. Si tratta di SICUREZZA PUBBLICA, non salute pubblica. Già che è stato dichiarato "interdetto", se dovesse essere ricoverato in psichiatria verrà nominato un tutore che FIRMA per lui il consenso/dissenso ai trattamenti medici proposti. NON SONO COATTI, il cittadino non è in grado di intendere e di volere e lì lo Stato interviene anche sulla tua salute.
Se poi vogliamo proprio fare i puntigliosi bisogna chiarire che oggi il concetto di collettivismo sanitario annulla l'individuo trasformandolo in un "soldato" od in un "bene di consumo" dello Stato. Il Giuramento di Ippocrate (quello vero, tradizionale) vincola il medico ad un rapporto esclusivo con il singolo paziente. Il medico deve fare il bene della persona che ha davanti, secondo scienza e coscienza, indipendentemente da considerazioni politiche, religiose o sociali. E se il vaccino è un atto medico, e lo è, per il quale è obbligatorio il consenso/dissenso informato, allora deve sottostare a tutte le regole della medicina, non a quelle della politica anche se ormai è sempre più evidente che l'obbligo vaccinale non è altro che propaganda e prevaricazioni governative e nulla c'entra con il diritto oppure la scienza. Anzi nel Codice Deontologico del Medici si legge chiaramente: “Art. 17 Rispetto dei diritti del cittadino - Il medico nel rapporto con il cittadino deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona”, e che "La Corte di Cassazione in merito all’onere dell’acquisizione del consenso informato previsto dalla legge n.219/2017, ha stabilito che è un dovere proprio di chi prescrive ed effettua la prestazione sanitaria acquisire personalmente il consenso informato, il medico in rapporto alla responsabilità specifica di propria diretta competenza dell’intervento proposto. (Cass.sez Civile III° n.29709/2019, n.28985/2019 e ord.n.16892/2019)" ed "il Consenso informato è un atto precontrattuale in cui si forma e si orienta la volontà dell’assistito e in cui le parti sono tenute ad operare in buona fede (art. 1377 CC) nel rispetto dei diritti tutelati dagli artt. 2, 13, 32 della Costituzione (Corte Cost. n.438/08)". L'accettazione (consenso) come il rifiuto (dissenso) a qualsiasi atto medico, vaccini compresi, deve restare nella riservatezza dello studio del medico curante, protetto da privacy. Proprio la FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri e la SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale hanno pubblicato il modulo del dissenso informato alle vaccinazioni pediatriche https://www.sipps.it/wp/wp-content/uploads/2022/09/SIP079_guidaVACCINI_2022-0912.pdf e che ogni medico vaccinatore dovrebbe avere come documento valido e conforme nel suo cassetto. In più la presenza di coercizione o ricatto (sia esso fisico, psicologico o economico come la violazione di Legge con sanzione oppure la minaccia di perdere il lavoro o di essere esclusi da scuola) non solo rende il consenso nullo, ma lo trasforma in un vizio della volontà che ha rilevanza penale e civile. In diritto, il consenso per essere valido deve essere libero, oltre che informato. Se manca la libertà, l'atto medico scivola nell'alveo della violenza privata o della lesione personale. Secondo il Codice Civile (Art. 1427 e seguenti), il consenso è annullabile se è dato per errore, violenza o dolo. La minaccia di un "male ingiusto e notevole" (perdere lo stipendio, non prendere un mezzo pubblico, essere esclusi da scuola o da attività pubbliche e private) è considerata violenza morale. Un consenso estorto sotto la minaccia di indigenza non è un atto di volontà, è una resa. Il medico che accetta un consenso firmato da una persona che dichiara (o palesa) di farlo solo per non subire un ricatto politico, sta violando il Codice Deontologico. Il medico ha il dovere di verificare che il paziente sia convinto e sereno. Se il medico procede sapendo che il paziente è "costretto" dalle circostanze normative, diventa complice di un'estorsione del consenso. La sua posizione di garanzia gli imporrebbe di fermarsi e verbalizzare il dissenso o la coercizione. E qui non c'è scudo penale che regga.
Vi terrò aggiornati perchè ho richiesto, ai sensi della Legge 241/1990 in materia di trasparenza dei procedimenti amministrativi, di essere formalmente notiziati in merito all'esito della presente segnalazione, ivi compresa l'eventuale adozione di un provvedimento di archiviazione, di inammissibilità o di apertura del procedimento disciplinare e qui non è il solito patetico show degli avvocatoni novax che riescono anche a farsi denunciare. Per me un medico deve tornare a fare il medico, come la normativa di settore ed il suo contratto prevede. Sia chiaro che qui non ci sono più SIVAX o NOVAX ma è subentrato un terzo polo, cioè IL CITTADINO INFORMATO E CONSAPEVOLE. La serietà e la competenza è la nostra prima linea di difesa. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
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Dopo aver spiegato il IL CASO DELLA REVISIONE TRIENNALE OBBLIGO LORENZIN è arrivato il momento di contestare ogni abuso, anche quello social-mediatico. Sono stanca di essere vittima della propaganda, con chiunque che si permette di trattarmi come un essere inferiore, come se poi davvero potesse farlo. A questo dico NO! Abbiamo tantissimi strumenti di tutela ed è ora di esercitarli tutti. Da sempre non sono mai stata una fan dei programmi di prevenzione vaccinale ma so anche che posso decidere quale atto medico proseguire o quale rifiutare. Non sono no a nessun farmaco ma sono pro diritti, perchè se vogliamo giocare alla Legge, quella vera e dimostrabile, ne esiste solo una, cioè dal 2001 l'obbligo vaccinale può essere universalmente riconosciuto come INAPPLICABILE e quindi ILLECITO ed ILLEGITTIMO. Si parla di ABROGAZIONE TACITA che si verifica quando una norma successiva disciplina l'intera materia già regolata dalla legge anteriore, oppure quando le nuove disposizioni sono totalmente incompatibili con le precedenti. Perché non serve il Giudice? Perché l'abrogazione avviene automaticamente nel momento in cui la nuova legge entra in vigore. Il giudice interviene solo ex post per confermare che l'abrogazione è già avvenuta, ma l'effetto è immediato. Non solo la legge 145/2001 abroga ogni obbligo vaccinale, ma con la Lorezin prima e obbligo Covid dopo (vaccino e tampone) la Legge 219/2017 ha imposto chiaramente che il consenso/dissenso informato e non fa distinzioni tra i vari trattamenti ed esami eseguiti da un medico, come lo sono anche le vaccinazioni regolamentate dalla stessa, dove leggiamo: “Art.1 comma 3. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché' riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”. Ma oltre che essere un obbligo per il medico a dare le dovute informazioni, a prescindere da quelle il cittadino ha comunque diritto a: “Art. 1 comma 5. Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte […], qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso (vuol dire TUTTI gli atti medici che siano curativi, urgenti, necessari, salvavita, preventivi, diagnostici, palliativi o sperimentali. Sono atti medici anche i vaccini, il tampone, il green pass ma anche un protocollo come tachipirina e vigile attesa oppure ospedaliero)”. Per essere LIBERO il consenso/dissenso deve pertanto essere esente da vizi, coercizioni, inganni, errori, pressione psicologica al fine di influenzare la volontà del paziente e NIENTE può essere accettato. Il rifiuto a qualsiasi trattamento medico, nella forma scritta del dissenso informato, è un DIRITTO, applicato come previsto da Legge, e non è un’omissione oppure violazione di Legge. Quindi nessuna multa, gogna pubblica ma nemmeno perdere dei diritti come il lavoro o la scuola. L'unico ATTO MEDICO previsto nel nostro ordinamento, che non prevede consenso/dissenso libero ed informato è un TSO che non riguarda la salute pubblica ma è un fermo amministrativo con sedazione tramite ordinanza del Sindaco con firma di due medici (istruttoria), perchè il soggetto ha infranto la Legge, non collabora con le Forze dell'ordine ed è pericoloso per sè e per gli altri. Si tratta di SICUREZZA PUBBLICA, non salute pubblica. Già che è stato dichiarato "interdetto", se dovesse essere ricoverato in psichiatria verrà nominato un tutore che FIRMA per lui il consenso/dissenso ai trattamenti medici proposti. NON SONO COATTI, il cittadino non è in grado di intendere e di volere e lì lo Stato interviene anche sulla tua salute.
Se poi vogliamo proprio fare i puntigliosi bisogna chiarire che oggi il concetto di collettivismo sanitario annulla l'individuo trasformandolo in un "soldato" od in un "bene di consumo" dello Stato. Il Giuramento di Ippocrate (quello vero, tradizionale) vincola il medico ad un rapporto esclusivo con il singolo paziente. Il medico deve fare il bene della persona che ha davanti, secondo scienza e coscienza, indipendentemente da considerazioni politiche, religiose o sociali. E se il vaccino è un atto medico, e lo è, per il quale è obbligatorio il consenso/dissenso informato, allora deve sottostare a tutte le regole della medicina, non a quelle della politica anche se ormai è sempre più evidente che l'obbligo vaccinale non è altro che propaganda e prevaricazioni governative e nulla c'entra con il diritto oppure la scienza. Anzi nel Codice Deontologico del Medici si legge chiaramente: “Art. 17 Rispetto dei diritti del cittadino - Il medico nel rapporto con il cittadino deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della persona”, e che "La Corte di Cassazione in merito all’onere dell’acquisizione del consenso informato previsto dalla legge n.219/2017, ha stabilito che è un dovere proprio di chi prescrive ed effettua la prestazione sanitaria acquisire personalmente il consenso informato, il medico in rapporto alla responsabilità specifica di propria diretta competenza dell’intervento proposto. (Cass.sez Civile III° n.29709/2019, n.28985/2019 e ord.n.16892/2019)" ed "il Consenso informato è un atto precontrattuale in cui si forma e si orienta la volontà dell’assistito e in cui le parti sono tenute ad operare in buona fede (art. 1377 CC) nel rispetto dei diritti tutelati dagli artt. 2, 13, 32 della Costituzione (Corte Cost. n.438/08)". L'accettazione (consenso) come il rifiuto (dissenso) a qualsiasi atto medico, vaccini compresi, deve restare nella riservatezza dello studio del medico curante, protetto da privacy. Proprio la FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri e la SIPPS - Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale hanno pubblicato il modulo del dissenso informato alle vaccinazioni pediatriche https://www.sipps.it/wp/wp-content/uploads/2022/09/SIP079_guidaVACCINI_2022-0912.pdf e che ogni medico vaccinatore dovrebbe avere come documento valido e conforme nel suo cassetto. In più la presenza di coercizione o ricatto (sia esso fisico, psicologico o economico come la violazione di Legge con sanzione oppure la minaccia di perdere il lavoro o di essere esclusi da scuola) non solo rende il consenso nullo, ma lo trasforma in un vizio della volontà che ha rilevanza penale e civile. In diritto, il consenso per essere valido deve essere libero, oltre che informato. Se manca la libertà, l'atto medico scivola nell'alveo della violenza privata o della lesione personale. Secondo il Codice Civile (Art. 1427 e seguenti), il consenso è annullabile se è dato per errore, violenza o dolo. La minaccia di un "male ingiusto e notevole" (perdere lo stipendio, non prendere un mezzo pubblico, essere esclusi da scuola o da attività pubbliche e private) è considerata violenza morale. Un consenso estorto sotto la minaccia di indigenza non è un atto di volontà, è una resa. Il medico che accetta un consenso firmato da una persona che dichiara (o palesa) di farlo solo per non subire un ricatto politico, sta violando il Codice Deontologico. Il medico ha il dovere di verificare che il paziente sia convinto e sereno. Se il medico procede sapendo che il paziente è "costretto" dalle circostanze normative, diventa complice di un'estorsione del consenso. La sua posizione di garanzia gli imporrebbe di fermarsi e verbalizzare il dissenso o la coercizione. E qui non c'è scudo penale che regga.
Vi terrò aggiornati perchè ho richiesto, ai sensi della Legge 241/1990 in materia di trasparenza dei procedimenti amministrativi, di essere formalmente notiziati in merito all'esito della presente segnalazione, ivi compresa l'eventuale adozione di un provvedimento di archiviazione, di inammissibilità o di apertura del procedimento disciplinare e qui non è il solito patetico show degli avvocatoni novax che riescono anche a farsi denunciare. Per me un medico deve tornare a fare il medico, come la normativa di settore ed il suo contratto prevede. Sia chiaro che qui non ci sono più SIVAX o NOVAX ma è subentrato un terzo polo, cioè IL CITTADINO INFORMATO E CONSAPEVOLE. La serietà e la competenza è la nostra prima linea di difesa. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.
Alessandra Ghisla
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