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CASO VIT K A TRIESTE - Una vittoria personale ma una sconfitta per tutti

Il caso della famiglia di Trieste merita un approfondimento anche se ne abbiamo già parlato ---> QUI ma partiamo dall'inizio:

  • I genitori mandano una "diffida preventiva" che non viene presa in carico
  • I genitori si recano in ospedale per il parto che avviene il 12 maggio
  • I genitori RIFIUTANO tutto il Protocollo Neonato (cure ed esami oltre la vit K) e molto probabilmente la segnalazione è partita da qui
  • I genitori tornano nello stesso ospedale dopo 3 giorni per un calo di peso del neonato (perchè non andare dal pediatra?)
  • I genitori accettano il prelievo per le malattie metaboliche e firmano il dissenso per la vit k
  • I genitori il 4 giugno ricevono la chiamata dalla Direttrice di Neonatologia e vengono convocati davanti al giudice Minorile. Vengono contattai anche dagli assistenti sociali
  • I genitori il 15 luglio si presentano davanti al Giudice Minorile che decide di NON procedere perchè i genitori sono stati collaborativi (sulle cure) e per la vit k spetta a loro la decisione (sulla prevenzione)

Partiamo dal presupposto che questi genitori non hanno fatto la procedura corretta, perchè avrebbero dovuto fare:

  • Al momento del ricovero della gestante, con l'apertura della cartella clinica, chiedere la procedura effettuata dal reparto di neonatologia e decidere cosa o non cosa rifiutare sul neonato
  • Esami non invasivi come l'esame di Agpar, quello audiometrico e metabolico (obbligatorio per Legge) sono considerati fondamentali per il minore
  • Per la vit K si può anche chiedere l'alternativa, cioè invece dell'inoculazione si poteva chiedere la somministrazione in gocce. Comunque essendo PREVENZIONE E NON CURA, il rifiuto andava messo nella CARTELLA CLINICA. Così facendo restava memoria di tutto quello effettuato al neonato (CURE) ed il rifiuto eventualmente della sola vit k ed anticorpo monoclonare RSV (PREVENZIONE). Questo per NON rischiare di finire sotto INCURIA DEL MINORE ed attenzionati dal giudice Minorile. 

Come spiegato nel ---> VADEMECUM GESTANTI

Così facendo avrebbero esercitato il loro Diritto di Scelta di Cura sul minore, sancito dalla Legge 219/2017 ma va posta particolare attenzione quando si è i tutori di terze persone. Cioè SUL PROPRIO CORPO si può rifiutare QUALSIASI atto medico, anche l'idratazione artificiale ma, su terzi, è un'altra storia. Infatti per quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 3 della legge n. 219/2017, il quale così recita in relazione ai minori ed incapaci: “Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all’articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria”.

Le CURE erano gli esami, ritenuti appropriati e necessari, mentre la PREVENZIONE, con la Vit K, NON E' CURA. Quindi non si capisce perchè far veicolare il messaggio che "NON si possa rifiutare la Vit K se no si finisce davanti al Giudice", quando la questione era tutt'altro. Questo messaggio manipolato non fa altro che creare disinformazione e terrorismo fra i neo genitori perchè, se non spiegato bene cosa sia successo e non insegnato ai genitori come comportarsi correttamente, non rimarrà purtroppo l'unico caso. Chi ha donato dei soldi per aiutare la famiglia è stato avvisato che erano a fondo perduto? Cioè che sarebbero serviti SOLO a quella famiglia senza dare niente in cambio, cioè NON dando un precedente per tutti? Lasciamo perdere poi la campagna elettorale sulla questione e della litigata pubblica per la paternità del caso. Può essere un caso che può servire ad altri neo genitori? Si spera proprio di no. Resta indiscusso che questa famiglia si è messa nei casini, ha avuto bisogno di pagare un avvocato per scagionarsi, ed è comunque riuscita ad avere un lieto fine con una vittoria assolutamente personale. Non è previsto rimborso delle spese legali perchè i genitori erano "gli accusati" e l'avvocato è stato pagato per scagiornarli, non per accusare il reparto. Anzi meglio non provare neanche a fare causa per i danni, è già andata bene così. Ha creato un precedente giuridico? Assolutamente no. Il reparto di Neonatologia ha solo applicato la Legge, in tutela del minore. La convocazione dal Giudice Minorile era prevista in questo caso, e non come un abuso sulle genitorialità, il quale ha deciso quello che dice la Legge: "La tutela della salute del minore spetta ai genitori, a meno che non si crei la condizione di INCURIA".

SIATE CONSAPEVOLI, SIATE LIBERI anche di partorire in ospedale senza preoccupazioni

Alessandra Ghisla - Consulente con studi di diritto

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Marianna ha reagito a questo messaggio.
Marianna

Alessandra buongiorno,  leggendo mi sorge una domanda..

Ma anche se sono esami non invasivi previsti per legge, con la rettifica della legge 145 del 2001 , perché non posso rifiutarli lo stesso senza avere segnalazioni? 

Grazie 

Daniel

Cita da daniel su 30 Luglio 2025, 11:52

Alessandra buongiorno,  leggendo mi sorge una domanda..

Ma anche se sono esami non invasivi previsti per legge, con la rettifica della legge 145 del 2001 , perché non posso rifiutarli lo stesso senza avere segnalazioni? 

Grazie 

Daniel

Non credo che come genitore tu rifiuti TUTTA la medicina a prescindere. Se tuo figlio avesse un'infezione, andresti dal dottore per fargli prescrivere un antibiotico? Se avesse problemi alla vista, lo porteresti da un ottico? Se si dovesse rompere un braccio, andresti al PS? Tu sei libero di rifiutare QUALSIASI ATTO MEDICO. La Legge 219/2017 si basa sul concetto che "DENTRO AL MIO CORPO DECIDO IO", quindi quello che entra ma gli esami sul minore sono NON INVASIVI E NECESSARI e sono all'esterno del corpo. Ecco perchè sono anche obbligatori il casco e le cinture, perchè ESTERNI al corpo come i DPI lavorativi. Oltretutto mentre sul tuo corpo decidi tu, qui si parla di altri individui che hanno i loro diritti. Le scelte genitoriali possono essere superate nell'interesse superiore del minore, logicamente se scelte omissive o nocive. Bisogna valutare bene le scelte sui propri figli, questo è stabilito anche per Legge. 

Sicuramente non si potrà sempre rifiutare qualsiasi trattamento o intervento,  ma è anche vero che comunque posso scegliere di effettuarli in un secondo momento da personale di mia fiducia ad esempio e non nella struttura dove è venuta alla luce la creatura.

Premetto che non sto facendo polemica, anzi il contrario, mi sembra però che questi soggetti protocollati con camice bianco , portino avanti situazioni che se vanno contro i loro "principi", giusti o sbagliati che siano, ti creano problemi.

E questo non è giusto perché quando vivi senza avere una possibilità di scelta,  non si chiama più stato di diritto..

Grazie ancora

Ciao 

Daniel

Alessandra Ghisla ha reagito a questo messaggio.
Alessandra Ghisla
Cita da daniel su 30 Luglio 2025, 18:47

Sicuramente non si potrà sempre rifiutare qualsiasi trattamento o intervento,  ma è anche vero che comunque posso scegliere di effettuarli in un secondo momento da personale di mia fiducia ad esempio e non nella struttura dove è venuta alla luce la creatura.

Premetto che non sto facendo polemica, anzi il contrario, mi sembra però che questi soggetti protocollati con camice bianco , portino avanti situazioni che se vanno contro i loro "principi", giusti o sbagliati che siano, ti creano problemi.

E questo non è giusto perché quando vivi senza avere una possibilità di scelta,  non si chiama più stato di diritto..

Grazie ancora

Ciao 

Daniel

Qui andiamo però sul discorso di scelta fra SANITA' PUBBLICA O SANITA' PRIVATA. I genitori possono scegliere di partorire a casa, pagando logicamente, come possono scegliere di rivolgersi a specialisti privati anzichè pubblici, a partire dalla pediatra. Per i figli invece bisogna entrare nell'ottica che SONO nostri figli e ne siamo i tutori naturali. Ma i nostri figli sono anche dei cittadini con dei DIRITTI. La scelta genitoriale impone dei doveri, tra i quali la cura, il mantenimento e l'istruzione dei figli. Può lo Stato intervenire sulle scelte genitoriali? Solo in caso appunto di incuria, indigenza, violenza e di omissione. Se sul proprio corpo c'è scelta discrezionale assoluta, purtroppo sul corpo di terzi non è così. Nessuno può creare un danno ad un altro. Vanno fatte delle valutazioni e delle scelte accurate, nell'interesse del minore restando comunque in uno Stato di Diritto. Bisogna aver chiaro il proprio ruolo di genitore, proprio per non essere messa in discussione la responsabilità genitoriale da terze figure come è successo a Trieste.