RIFIUTO DI TUTTO IL PROTOCOLLO PARTO
Cita da Alessandra Ghisla su 22 Giugno 2025, 17:58
Mi hanno girato questo post e vorrei analizzarlo con tutti voi per evitare che questi abusi, cioè finire sotto gli assistenti sociali, vengano portati avanti e possano creare anche gravi problemi alla responsabilità genitoriale.
Purtroppo non ho sentito i genitori, quindi appurato la fonte ed analizzato i fatti oggettivi, ma già da questo post si possono evidenziare delle criticità e delle leggerezze da parte dei genitori stessi. Azioni che poi probabilmente hanno portato alla richiesta di colloquio e che meritano un'attenta riflessione affinchè altri genitori non si ritrovino nelle stesse condizioni.
Dobbiamo partire dal presupposto che sul PROPRIO corpo si ha decisione assoluta ed insindacabile. Si può rifiutare QUALSIASI atto medico, cure salvavita o vaccinazioni. Ma sul corpo di terzi, cioè sui quali siamo chiamati noi a decidere? Qui la situazione si complica. L’art. 3 della legge n. 219 2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), prevede che il consenso/rifiuto/personalizzazione ai trattamenti sanitari sia prestato dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale sulla persona di età minore (o dal tutore) tenendo in considerazione la di lei volontà e perseguendone l’interesse. Il contesto deve essere ovviamente “informato” e cioè preceduto da informazione specifica in modo da rendere consapevole chi deve esprimerlo dei dati relativi la questione sanitaria. Quindi l’informazione deve essere completa, aggiornata e comprensibile sia riguardo alla diagnosi sia riguardo alla prognosi e concernere anche le possibili alternative, benefici e rischi di accertamenti e terapie. In caso di minorenni, la Cass. n. 21748/2007 affermò, a proposito del consenso ai trattamenti medici dell’incapace, che il tutore deve agire nel suo esclusivo interesse e nella ricerca del best interest, deve decidere non al posto dell’incapace né per l’incapace, ma con l’incapace. Tuttavia l’art. 3 non sembra lasciare spazio all’effettiva possibilità per il minorenne di esprimere il rifiuto o il consenso autonomo alle cure: pur essendo chiamato ad esprimere la sua volontà valorizzata dal suo ascolto, in definitiva il consenso o il dissenso rispetto al trattamento necessario sono dei genitori o del tutore. In caso di contrasto tra questi e il medico, decide il Giudice tutelare.
Qui abbiamo due genitori non proprio concordi che però rifiutano tutto il protocollo, quindi anche i test di screening neonatale come il prelievo al tallone od il controllo audiometrico. Va bene fare i novax o nocontrotutto ma non su terzi. Tale prassi va completamente rivista alla luce di quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 3 della legge n. 219/2017, il quale così recita in relazione ai minori ed incapaci: “Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all’articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria”.
Già qui era partita la segnalazione ma, dopo qualche giorno, i genitori ritornano in ospedale e, su insistenza del personale medico, acconsentono agli screening. Non si dimostrano convinti delle proprie scelte sul minore, quindi un colloquio è il minimo in questo caso. In questo caso, al confronto con i vaccini obbligatori Lorenzin, NON SI FIRMA UN MODULO DI DISSENSO ALLA VACCINAZIONE ma si fa annotare nella cartella clinica il RIFIUTO che, alle dimissioni, verrà poi firmata anche dal paziente. Voi non vi rifiutate di firmare un modulo, cioè non è che non esplicate la procedura aziendale di firma del modulo del dissenso, voi fate inserire il RIFIUTO nella cartella clinica che verrà poi firmata, rispettando così la procedura conforme a Legge. Per la vitamina K si può anche chiedere l'alternativa visto sia prevista anche la formula via bocca. Perchè un conto è il protocollo alla nascita NEI PRIMI DUE GIORNI, dove viene riportato voce per voce sulla cartella clinica, non è previsto consenso ma rifiuto si, e si firmano solo le dimissioni; un altro è portare DOPO il neonato dal suo pediatra di libera scelta che, ai controlli di routine, potrebbe proporre la prevenzione contro la bronchite (entro 12 mesi) e lì si, DEVE farmi firmare il modulo di consenso/dissenso informato alla somministrazione di anticorpo monoclonale Nirsevimab per la profilassi dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) come spiegato ben qui ---> VADEMECUM PER LE GESTANTI
Non è la firma al DISSENSO INFORMATO che li ha portati davanti all'avvocato del Tribunale dei Minori ed assistenti sociali ma tutta una serie di leggerezze, delle quali manco se ne rendono conto. Oggi ci vogliono genitori CONSAPEVOLI e SUPER PREPARATI, soprattutto sul loro dovere genitoriale.
I figli sono certamente nostri ma sono anche piccoli cittadini che hanno i loro diritti, anche al di sopra delle scelte genitoriali. NON DIMENTICHIAMOLO MAI!
Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritto
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Mi hanno girato questo post e vorrei analizzarlo con tutti voi per evitare che questi abusi, cioè finire sotto gli assistenti sociali, vengano portati avanti e possano creare anche gravi problemi alla responsabilità genitoriale.
Purtroppo non ho sentito i genitori, quindi appurato la fonte ed analizzato i fatti oggettivi, ma già da questo post si possono evidenziare delle criticità e delle leggerezze da parte dei genitori stessi. Azioni che poi probabilmente hanno portato alla richiesta di colloquio e che meritano un'attenta riflessione affinchè altri genitori non si ritrovino nelle stesse condizioni.
Dobbiamo partire dal presupposto che sul PROPRIO corpo si ha decisione assoluta ed insindacabile. Si può rifiutare QUALSIASI atto medico, cure salvavita o vaccinazioni. Ma sul corpo di terzi, cioè sui quali siamo chiamati noi a decidere? Qui la situazione si complica. L’art. 3 della legge n. 219 2017 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento), prevede che il consenso/rifiuto/personalizzazione ai trattamenti sanitari sia prestato dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale sulla persona di età minore (o dal tutore) tenendo in considerazione la di lei volontà e perseguendone l’interesse. Il contesto deve essere ovviamente “informato” e cioè preceduto da informazione specifica in modo da rendere consapevole chi deve esprimerlo dei dati relativi la questione sanitaria. Quindi l’informazione deve essere completa, aggiornata e comprensibile sia riguardo alla diagnosi sia riguardo alla prognosi e concernere anche le possibili alternative, benefici e rischi di accertamenti e terapie. In caso di minorenni, la Cass. n. 21748/2007 affermò, a proposito del consenso ai trattamenti medici dell’incapace, che il tutore deve agire nel suo esclusivo interesse e nella ricerca del best interest, deve decidere non al posto dell’incapace né per l’incapace, ma con l’incapace. Tuttavia l’art. 3 non sembra lasciare spazio all’effettiva possibilità per il minorenne di esprimere il rifiuto o il consenso autonomo alle cure: pur essendo chiamato ad esprimere la sua volontà valorizzata dal suo ascolto, in definitiva il consenso o il dissenso rispetto al trattamento necessario sono dei genitori o del tutore. In caso di contrasto tra questi e il medico, decide il Giudice tutelare.
Qui abbiamo due genitori non proprio concordi che però rifiutano tutto il protocollo, quindi anche i test di screening neonatale come il prelievo al tallone od il controllo audiometrico. Va bene fare i novax o nocontrotutto ma non su terzi. Tale prassi va completamente rivista alla luce di quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 3 della legge n. 219/2017, il quale così recita in relazione ai minori ed incapaci: “Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all’articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria”.
Già qui era partita la segnalazione ma, dopo qualche giorno, i genitori ritornano in ospedale e, su insistenza del personale medico, acconsentono agli screening. Non si dimostrano convinti delle proprie scelte sul minore, quindi un colloquio è il minimo in questo caso. In questo caso, al confronto con i vaccini obbligatori Lorenzin, NON SI FIRMA UN MODULO DI DISSENSO ALLA VACCINAZIONE ma si fa annotare nella cartella clinica il RIFIUTO che, alle dimissioni, verrà poi firmata anche dal paziente. Voi non vi rifiutate di firmare un modulo, cioè non è che non esplicate la procedura aziendale di firma del modulo del dissenso, voi fate inserire il RIFIUTO nella cartella clinica che verrà poi firmata, rispettando così la procedura conforme a Legge. Per la vitamina K si può anche chiedere l'alternativa visto sia prevista anche la formula via bocca. Perchè un conto è il protocollo alla nascita NEI PRIMI DUE GIORNI, dove viene riportato voce per voce sulla cartella clinica, non è previsto consenso ma rifiuto si, e si firmano solo le dimissioni; un altro è portare DOPO il neonato dal suo pediatra di libera scelta che, ai controlli di routine, potrebbe proporre la prevenzione contro la bronchite (entro 12 mesi) e lì si, DEVE farmi firmare il modulo di consenso/dissenso informato alla somministrazione di anticorpo monoclonale Nirsevimab per la profilassi dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) come spiegato ben qui ---> VADEMECUM PER LE GESTANTI
Non è la firma al DISSENSO INFORMATO che li ha portati davanti all'avvocato del Tribunale dei Minori ed assistenti sociali ma tutta una serie di leggerezze, delle quali manco se ne rendono conto. Oggi ci vogliono genitori CONSAPEVOLI e SUPER PREPARATI, soprattutto sul loro dovere genitoriale.
I figli sono certamente nostri ma sono anche piccoli cittadini che hanno i loro diritti, anche al di sopra delle scelte genitoriali. NON DIMENTICHIAMOLO MAI!
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