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5G: STANNO SVENDENDO IL NOSTRO FUTURO

Cari bambini,

spesso gli abbattimenti degli alberi vengono spacciati per "messa in sicurezza", "lotta ai parassiti" o "rifacimento marciapiedi" o "sostituzione con altri alberi più gestibili". Ma guarda caso, quegli abbattimenti avvengono spesso lungo i corridoi dove devono passare i segnali delle nuove antenne. E' risaputo che un filare di tigli rigogliosi "spegne" il segnale 5G avanzato. Per superarlo, la Telco dovrebbe mettere una mini-cella dopo l'albero, una sotto e una prima. Tre mini-celle costano tre volte tanto in termini di apparati, affitti e scavi per la fibra. Per la Telco, l'albero è un costo di manutenzione indiretto che va eliminato, come spiegato QUI ma c'è di più. Non è solamente un guadagno per le TELCO, quindi multinazionali private, ma anche da parte del nostro Comune. Spesso i Comuni concedono l'uso dei lampioni della luce a queste TowerCo in cambio di un canone annuo o della gestione gratuita dell'illuminazione (le famose "Smart City" a costo zero). Questi documenti devono essere pubblici. Si chiamano solitamente "Convenzioni per la concessione di infrastrutture di illuminazione pubblica" od "Accordi di partenariato per la Smart City". Un Comune può ricevere un canone che oscilla tra i 500 e i 1.500 euro l'anno per ogni singolo lampione "ospitante". Però mentre il Comune guadagna 1.000 euro, il cittadino perde il valore della casa, che diventa un forno nell'isola di calore, e la protezione dell'albero che viene potato o abbattuto per far funzionare quell'antenna. Ma come può fare questo scempio su un bene pubblico come il verde cittadino? Nei contratti tra Comuni e TowerCo, di solito viene inserita una clausola tecnica che obbliga il Comune a garantire la "piena operatività degli apparati". Se un albero cresce e le foglie "oscurano" l'antenna sul lampione, la TowerCo segnala un "disservizio tecnico". L'obbligo poi passa al Comune che è contrattualmente tenuto a intervenire. Se non pota o non abbatte, rischia di dover pagare delle penali alla società privata perché sta impedendo il profitto derivante dall'affitto del segnale agli operatori (TIM, Vodafone, etc.). Spesso in questi bandi il verde urbano viene riclassificato. Non è più un bene da tutelare per l'ambiente, ma un "ostacolo alle infrastrutture critiche". Si legge spesso che "la manutenzione del verde circostante i punti luce è finalizzata a garantire la continuità dei servizi digitali e di sicurezza (telecamere)". Usano la scusa della "sicurezza" (le telecamere sul lampione) per tagliare i rami che in realtà danno fastidio solo al 5G che supera sicuramente il 15 V/m. 

Infatti è proprio il taglio degli alberi che ci indica il superamento del 15 V/m da parte delle TELCO. Grazie alla Legge 214/2023 del Governo leggiamo che: "i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità sono adeguati, secondo il procedimento ivi previsto, alla luce delle più recenti e accreditate evidenze scientifiche, nel rispetto delle regole, delle raccomandazioni e delle linee guida dell'Unione europea (61 V/m con raccomandazioni EU e ICNIRP)". Ma il vero cavallo di troia lo troviamo nella misurazione delle onde. Prima la misurazione in 6 minuti era tarata sul picco massimo di emissione. Se l'antenna superava i 6 V/m anche solo per 10 minuti, era fuori legge. Adesso la legge permette di fare la media. Se l'antenna spara a 40 V/m (max 61 V/m) di giorno e 2 V/m di notte, la media può risultare 15 V/m. Con la media sulle 24 ore, i gestori possono installare molte più antenne nello stesso spazio, perché il "coefficiente di riduzione" (che tiene conto che di notte l'antenna dorme) permette di dichiarare valori teorici molto più bassi della realtà operativa diurna. Alzare i limiti a 61 V/m potrebbe servire solo ai gestori per risparmiare soldi. Invece di installare 10 piccole antenne a bassa potenza (che costano di più in termini di affitto e manutenzione), ne usano una sola "sparata" al massimo per coprire un'area enorme. Invece le small cells, cioè una singola scatolina montata sul lampione (grazie alla tecnologia MOCN - Multi-Operator Core Network), può ospitare contemporaneamente il segnale di 3 o 4 operatori diversi. La società che installa l'antenna (spesso una TowerCo che fa da intermediaria) incassa l'affitto da TIM, Vodafone, WindTre e Iliad contemporaneamente, usando una sola installazione.

E gli alberi che c'entrano? Sono loro il loro nemico numero uno se si supera il 15V/m, ma per un motivo fisico molto specifico che cercano di nascondere dietro la scusa della "manutenzione del verde" o della "sicurezza stradale". A 15 V/m il segnale è progettato per coprire una cella piccola (poche decine di metri). In questo raggio corto, le riflessioni sulle pareti degli edifici e la diffrazione naturale permettono al segnale di arrivare a destinazione "aggirando" le fronde e NON serve tagliare nulla. Se invece l'antenna spara ad alta potenza (limite a 61 V/m ritenuto sicuro che usa la media delle 24 ore per modulare picchi diurni) e l'obiettivo è coprire centinaia di metri, qui l'albero diventa un "buco nero" energetico che assorbe troppi Watt. La Telco taglia l'albero perché vuole usare la forza bruta dei 61 V/m per sparare il segnale il più lontano possibile, risparmiando sull'installazione di altre antenne. Le Small Cells utilizzano frequenze molto alte (microonde corte e, in prospettiva 6G, onde millimetriche). Queste onde hanno una capacità di penetrazione bassissima. Non riescono ad attraversare i solidi, ma soprattutto vengono assorbite dall'acqua. Una chioma folta è composta da migliaia di foglie piene di linfa (acqua). Per il segnale 5G ad alta frequenza, un albero non è un vegetale, è un muro d'acqua insuperabile. A differenza delle vecchie antenne che sparavano ovunque, le Small Cells usano il Beamforming, cioè un fascio di segnale stretto e preciso che punta direttamente verso lo smartphone dell'utente. Se tra il lampione (dove c'è la Small Cell) e lo smartphone del cittadino sul marciapiede c'è un ramo o un fusto, il fascio viene interrotto. Per far funzionare bene una rete di micro-celle, queste devono "vedersi" tra loro per passarsi il segnale (il cosiddetto backhaul wireless). Se i lampioni sono separati da un viale alberato, le antenne non comunicano. MA questo accade solo se vuoi coprire lunghe distanze con una sola antenna. Invece di mettere 10 antenne piccole che emettono a 3 V/m (costoso), ne mettono una sola sul lampione che spara a 40 V/m di picco per coprire tutta la zona. Quindi la soluzione più sbrigativa (ed economica) adottata dai gestori è spesso quella di chiedere l'abbattimento dei filari alberati o potature drastiche per "liberare il campo visivo" dell'antenna. Oppure basterebbe spendere davanti ad un albero e mettere 3 celle a bassa potenza anzichè una. Ma qui è proprio il Comune che non mette requisiti nei contratti sia di installazione di macro tralicci che affitto dei lampioni. L'albero non è un "ornamento", è uno schermo naturale che abbassa il campo elettromagnetico e regola la temperatura. Toglierlo per far passare un'onda è un atto di degradazione infrastrutturale. Non si tocca una foglia per far passare un'antenna. Se il segnale sbatte contro un ramo, si sposta l'antenna, non l'albero. 

Ci dicono che siamo contro il progresso. BUGIA! Per l'uso che ne facciamo noi cittadini (WhatsApp, Netflix, Social, Navigazione), il 4G+ (LTE) è già sovrabbondante. Un video in 4K richiede circa 25 Mbps ed il 4G arriva tranquillamente a 150-300 Mbps. Per cui avere il 5G sul telefono per guardare TikTok è come avere una Ferrari per andare a fare la spesa in un vicolo cieco. Non cambia assolutamente nulla nell'esperienza d'uso. Il 5G è stato progettato per tre pilastri che non riguardano i cittadini, ma le macchine con IoT Massivo (Internet of Things), cioè far connettere un milione di sensori per chilometro quadrato (contatori intelligenti, lampioni, cestini della spazzatura, sensori agricoli, telecamere); Latenza Ultra-Bassa (URLLC) che è fondamentale per la chirurgia a distanza e le auto a guida autonoma. Se un'auto deve frenare da sola, il segnale non può impiegare 50 millisecondi (4G), deve impiegarne 1 (5G) e Smart Factory per le fabbriche automatizzate dove i robot comunicano tra loro senza cavi. Quindi più che progresso è automazione. Ci hanno raccontato anche la favola della "Digitalizzazione del Paese" per giustificare l'innalzamento dei limiti elettromagnetici a 15 V/m ma la vera digitalizzazione (quella seria, sicura e veloce) si fa con la fibra ottica. La fibra non emette radiazioni, non subisce interferenze e dura decenni. Per digitalizzare un Comune, un tribunale o una scuola, serve la banda ultralarga fissa. I dati sensibili dei cittadini, le cartelle cliniche, i registri scolastici e le pratiche edilizie passano attraverso la fibra ottica. Nessun tecnico sano di mente affiderebbe la sicurezza e la stabilità dei dati di una Pubblica Amministrazione a un segnale radio 5G che fluttua in base al meteo o agli ostacoli. Dicono che il 5G serva per permettere ai cittadini di accedere ai servizi della PA da casa? Per fare una videochiamata con l'INPS o scaricare un certificato anagrafico bastano 5-10 Mbps. Il vecchio 4G ne dà 50. La fibra di casa ne dà 1000. Se un cittadino è a casa, usa il Wi-Fi (collegato alla fibra). Non ha bisogno che un'antenna esterna gli spari 15 V/m+ in camera da letto per scaricare un modulo PDF dal sito del Ministero.

Ci dicono che serve per spingere l'Italia nel futuro. BUGIA! In Cina, leader mondiali di tecnologia, con limiti a 12 V/m hanno il 5G più veloce del mondo perché hanno investito in milioni di micro-celle. Essendo i produttori dell'hardware (Huawei, ZTE), hanno ottimizzato il 5G per lavorare con segnali molto precisi. Invece di inondare una zona con 61 V/m "sperando" che il segnale arrivi, usano il Beamforming in modo maniacale per mandare solo i volt necessari esattamente dove serve. A differenza della nuova legge italiana (la 214/2023) che spalma il limite sulle 24 ore permettendo picchi altissimi di giorno, lo standard cinese (GB 8702-2014) è storicamente più rigido sulla potenza di picco. Il limite di 12 V/m è inteso come soglia massima operativa. Se un'antenna supera quel valore, è fuori norma. Quindi seppur parliamo di milioni di micro antenne, l'inquinamento elettromagnetico cittadino resta sempre nei limiti di soglia e senza picchi. Infatti la biologia (studi Ramazzini, BioInitiative) segnala che sono proprio i picchi di segnale modulato (tipici del 5G) a causare il maggior stress ossidativo cellulare, indipendentemente dalla media giornaliera. L'Unione Europea emana delle Raccomandazioni (1999/519/CE), che non sono direttive vincolanti. Ogni Stato membro è libero di mantenere limiti più cautelativi. Se può farlo la Cina, non vedo perchè non possiamo farlo anche noi.

Ci dicono che non possono aprire cantieri dappertutto. BUGIA! Il 5G a 15 V/m+ sui lampioni serve solo a non scavare i tunnel per la fibra. È la "scorciatoia" per dare un servizio mediocre (rispetto alla fibra) incassando però abbonamenti massivi e risparmiando sui cantieri. Dicono che scavare costa troppo. La realtà? La micro-trincea abbatte i costi di scavo dell'80% rispetto ai cantieri tradizionali. Esistono macchinari (spesso chiamati trenchers) che sono grandi quanto un piccolo trattore e come funzionano? Incidono l'asfalto per soli 5-10 cm di profondità e 2 cm di larghezza. Mentre la macchina scava, un aspiratore raccoglie la polvere e un altro braccio posa immediatamente il cavo in fibra. Dietro la macchina, un operatore stucca la fessura. In una sola notte puoi coprire 500-1000 metri di strada. La mattina dopo le auto ci passano sopra e non si vede nulla. Ma qui subentra un paradosso. Una rete intelligente sa "aggirare" gli ostacoli usando i rimbalzi del segnale o aggiungendo piccoli ripetitori (Small Cells) a bassa potenza sotto le chiome. Se le Telco avessero voluto rispettare i 15 V/m di picco, avrebbero dovuto riempire le città di migliaia di micro-antenne a bassissima potenza (molto costose) senza tagliare gli alberi, spendendo logicamente di più. Ma grazie a norme nazionali spesso scritte per agevolare le lobby, l'installazione di micro-antenne (con potenza ridotta e dimensioni contenute) è considerata "edilizia libera". Per mettere un traliccio di 30 metri serve un'autorizzazione complessa. Per mettere una Small Cell su un lampione o un palo della luce, basta una semplice comunicazione (SCIA). Qui è solo una volontà di NON mettere più small cells deboli ma di usarne una potente. RISPARMIO=GUADAGNO. 

Ci dicono che serve ai Comuni per "la nostra sicurezza". BUGIA! Il 5G serve alla PA per quella che chiamano "Smart City". Per un Comune, "Smart" significa connettere ogni oggetto fisico alla rete (l'Internet delle Cose o IoT). Il 5G è fondamentale perché, a differenza del 4G, può gestire milioni di dispositivi per chilometro quadrato contemporaneamente. In più le Smart City generano una quantità spaventosa di informazioni su chi entra e chi esce, dove vai, cosa compri e come ti muovi. Questa "datazzazione" della vita cittadina richiede una rete IoT Massivo (Internet of Things) che solo il 5G può dare. Stiamo parlando del CONTROLLO SOCIALE (SOGEI E AGENZIA DELLE ENTRATE). Per mantenere migliaia di queste connessioni biometriche attive contemporaneamente in una Smart City (il controllo facciale tramite CIE), la rete deve essere "densa" e potente. Alzare i limiti a 61 V/m e tagliare gli alberi serve a garantire che il "Grande Fratello Biometrico" non abbia zone d'ombra. Invece il patrimonio arboreo deve essere considerato asset strategico per la salute pubblica (mitigazione termica e qualità dell'aria) e deve prevalere sull'interesse commerciale alla copertura di rete.

Quindi cari bambini non fatevi fregare dalla promessa del progresso. Noi vi diciamo che questo non è progresso, è cattiva ingegneria dovuta alla speculazione. La nostra non è una battaglia per "gli uccellini" o per "restare nel medioevo". Non stiamo dicendo NO al futuro. Stiamo dicendo SÌ ad un futuro dove l'uomo e la natura sono al centro, non il profitto delle multinazionali e l'incompetenza territoriale. È una battaglia di Alta Tecnologia Responsabile dove diciamo "SI AL 5G", visto che non possiamo impedire il progresso tecnologico ed il libero mercato, ma lo possiamo fare consapevolmente. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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