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VACCINI MONO E MULTI: ANALISI DEL PROFITTO

SCELTA E PERSONALIZZAZIONE DELL'ATTO MEDICO

Con l'ORDINE ESECUTIVO DI TRUMP <--- che potete leggere qui, si è riaperta la questione sui vaccini singoli. E' indiscusso che fare 6 vaccini con una sola siringa, sopratutto per neonati od infanti, sia decisamente meglio che fare 6 punture magari nella stessa seduta ma qui non andremo ad analizzare la questione "medico-scientifica" oppure sentimentale ma esclusivamente sulla normativa vigente e con l'occhio cinico del profitto che ormai ci contraddistingue. Partiamo dal diritto. La Legge 219/2017 ha imposto chiaramente che il consenso/dissenso informato, deve essere inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico e non fa distinzioni tra i vari trattamenti ed esami eseguiti da un medico, come lo sono anche le vaccinazioni regolamentate dalla stessa, dove leggiamo: “Art.1 comma 3. Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”. Ma oltre che essere un obbligo per il medico a dare le dovute informazioni, a prescindere da quelle il cittadino ha comunque diritto a: “Art. 1 comma 5. Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte […], qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso (NON può più essere imposto l'obbligo coatto di Stato come violazione=sanzione perchè vuol dire TUTTI gli atti medici come i vaccini, il tampone, il green pass ma anche un protocollo come tachipirina e vigile attesa)”. Per essere LIBERO il consenso/dissenso deve pertanto essere esente da vizi, coercizioni, inganni, errori, pressione psicologica al fine di influenzare la volontà del paziente e NIENTE può essere accettato. Qui cominciano le domande. Come mai se esistono i vaccini mono, in Italia non riusciamo a procurarli, neanche a pagamento tramite le farmacie? Cioè le "possibili alternative" non è solo quello che passa il convento, quindi ti fai quello che c'è, ma è anche la disponibilità sul mercato. Ed esistono i vaccini singoli.

LA SPARIZIONE DEL VACCINO CONTRO IL TETANO

Cioè non solo non abbiamo i vaccini singoli per ogni patologia ma anche quelli singoli vengono poi ripresentati in multi. E' notizia recente della sparizione del vaccino singolo contro il tetano a favore del trivalente ma già nel 2018 le aste pubbliche toscane, gestite da ESTAT, ci mostravano che nessuna casa farmaceutica avesse fatto proposta sul singolo del tetano, restando invece il bi-tri-quadri valente. Va detto che una fiala monodose od una siringa preriempita di solo anatossina tetanica costa pochissimo, solitamente tra i 5€ e i 10€. Nelle forniture pubbliche o nei pronto soccorso per la profilassi d'urgenza dopo una ferita, il costo industriale sostenuto dal SSN è addirittura inferiore ai 2-3 euro a dose. Mentre i listini al pubblico od i prezzi di acquisto commerciale per i richiami fuori dalle coorti di gratuità oscillano mediamente tra i 35€ e i 60€ a dose, a seconda del produttore (es. GSK o Sanofi Pasteur) e del tipo di formulazione (es. con o senza polio inclusa, come nei tetravalenti o esavalenti). Se mi taglio non mi serve la copertura della polio. è davvero in più. Oltretutto perchè c'è una spinta sul lavoro e sulle associazioni sportive ed è un controsenso medico togliere il singolo ma non lo è se guardiamo al profitto. Il passaggio dai vaccini monovalenti a quelli combinati (polivalenti) non è solo un progresso medico per ridurre il numero di iniezioni oppure aumentare le coperture su altre patologie, ma rappresenta anche una mossa strategica formidabile per la gestione dei brevetti e dei listini. Spostando l'offerta clinica verso i vaccini combinati o accelerati (come il trivalente DTaP o le versioni poli-vaccinali avanzate con difterite e pertosse acellulare), le aziende farmaceutiche hanno potuto "rinnovare" il brevetto della formulazione, giustificare prezzi per dose notevolmente superiori e blindare le forniture nei calendari vaccinali pediatrici obbligatori. È l'ennesima dimostrazione di come l'innovazione tecnologica e la strategia commerciale vadano sempre di pari passo. Semplificare la somministrazione per il paziente significa, dal lato dell'industria, alzare l'asticella del valore percepito e mantenere alti i ricavi.

LA PAURA DEL MORBILLO

Da una parte la nostra comunità medico-scientifica è allarmata dai casi di morbillo e dalla copertura vaccinale che non arriva al 95%, sopratutto come seconda dose; dall'altra i genitori sono terrorizzati dal trivalente del morbillo, accusato sui canali di contro informazione di causare l'autismo. Come si potrebbe risolvere facilmente questa esitazione, tenendo alte le coperture? Procurando il vaccino singolo contro il morbillo. Quindi la cosa più semplice ed economica sembra quella più irrealizzabile. Infatti proprio cercando il singolo vaccino contro il tetano e contro il morbillo mi sono imbattuta in un'anomalia. In UK (ormai extra EU) sono disponibili entrambi, grazie al colosso farmaceutico indiano Serum Insitute of India. Va precisato che l'India è una colonia inglese è che nel Regno Unito l'agenzia che approva i farmaci è la MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) e non EMA come da noi in Italia. Nei listini dei programmi di fornitura internazionale (come quelli negoziati da UNICEF o GAVI con il Serum Institute of India per i Paesi a basso e medio reddito o le agenzie umanitarie), i prezzi medi a dose per i vaccini legati a quest'area (considerando anche i combinati come il trivalente o le forniture sfuse) si aggirano storicamente in una forchetta compresa tra circa 0,85 e 1,50 dollari a dose (che al cambio attuale equivalgono orientativamente a circa 0,80€ - 1,40€). Una singola dose di morbillo si aggirerebbe attorno ad 1 euro o poco più (il prezzo è in rupie e subisce il cambio sfavorevole ma tiene poi il valore effettivo di un euro sul loro tenore di vita). Mentre nel contesto europeo ed italiano, i vaccini contro il morbillo del calendario obbligatorio o raccomandato vengono acquistati direttamente dalle Regioni e dalle ASL tramite gare d'appalto centralizzate (dove i prezzi pagati dal servizio sanitario sono ribassati grazie ai grandi volumi circa del 30%). Tuttavia, se un cittadino deve acquistarli privatamente in farmacia (ad esempio per scorte, viaggi o regimi particolari), i prezzi di listino autorizzati (AIC) sono i seguenti:

  • ProQuad (MPRV - Merck): Il prezzo al pubblico in Italia si attesta ufficialmente intorno ai 132€ - 135€ a dose (confezione con siringa preriempita e solvente).

  • Priorix / MMR II (MPR - GSK): I prezzi al pubblico in farmacia in Europa/Italia si aggirano mediamente tra i 45€ e i 70€ a dose a seconda del canale e del distributore.

Quindi se i vaccini indiani vanno bene per gli inglesi, perchè non possono andare bene per noi italiani? Perchè questo scarto economico spiega plasticamente perché l'industria farmaceutica globale non abbia alcun interesse a spingere sui singoli antigeni a basso costo nei mercati ricchi, preferendo blindare la distribuzione dei costosi prodotti combinati brevettati e chiarisce ulteriormente perché il mercato occidentale sia totalmente blindato, cioè la combinazione di più antigeni in un'unica fiala brevettata giustifica margini di guadagno enormi, mentre i singoli componenti a basso costo vengono lasciati fuori dai giochi commerciali dei grandi colossi farmaceutici. La barriera doganale e sanitaria eretta in Europa ed in Italia non serve a proteggere i cittadini da un farmaco "meno sicuro" (visto che parliamo di prodotti approvati dall'OMS e distribuiti in tutto il mondo, UK compresa), ma serve a difendere i margini di profitto dei grandi monopoli farmaceutici occidentali. Ti costringono a comprare pacchetti "tutto compreso" a prezzi gonfiati, impedendo l'accesso a formulazioni separate ed economiche che altrove sono la normalità per la gestione mirata della profilassi, perchè molto spesso la scienza è solo lo striscione pubblicitario dietro cui si muovono logiche di mercato spietate e difese corporative. 

I VACCINI NON SONO GRATUITI PER NESSUNO

I vaccini non sono "regalati" dallo Stato, ma vengono acquistati attraverso la spesa pubblica (alimentata dalle nostre tasse) e la "gratuità" al momento della somministrazione è solo la modalità di erogazione di un servizio sanitario che il cittadino ha già ampiamente finanziato a monte. Tramite le centrali acquisti regionali o aziendali, le ASL comprano i vaccini in grandi volumi partecipando a gare d'appalto. Questo abbassa notevolmente il prezzo della singola fiala rispetto al listino del mercato privato (mentre un vaccino MPR in farmacia può costare al privato decine di euro, la Regione lo paga molto meno grazie ai contratti di fornitura di massa con i colossi farmaceutici). Tuttavia, si tratta comunque di decine o centinaia di milioni di euro di fondi pubblici movimentati ogni anno. Il costo complessivo dell'operazione per lo Stato non si esaurisce nel prezzo della fiala acquistata dalla Big Pharma. La macchina sanitaria pubblica sostiene costi fissi enormi per:

  • Il personale sanitario: Medici, pediatri, infermieri e personale amministrativo che gestiscono le chiamate, i colloqui di anamnesi e le somministrazioni.

  • Le strutture e la logistica: Gli spazi fisici dei centri vaccinali e dei distretti sanitari, la manutenzione e l'energia elettrica.

  • La catena del freddo (Cold Chain): Il trasporto su gomma refrigerato e lo stoccaggio in celle frigorifere ad alta precisione, essenziali per non alterare i farmaci termolabili.

Dovrebbero essere A SOMMINISTRAZIONE GRATUITA PER TUTTI I CITTADINI, non solo per fasce d'età, ma anche NON PREVEDERE INCENTIVI ECONOMICI AI MEDICI VACCINATORI perchè alla fine, il contribuente paga due volte, cioè paga la fiala a prezzo pieno di mercato oligopolistico attraverso le gare pubbliche e paga l'intera infrastruttura logistica e di personale per somministrarla, senza però avere alcuna voce in capitolo sulla varietà, sulla formulazione o sulla reale personalizzazione della profilassi.

IL COSTO DELLA PREVENZIONE VACCINALE

Pensare al Servizio Sanitario Nazionale come ad un ente mossa esclusivamente da scopi filantropici è un errore di prospettiva. La farmacoeconomia e la pianificazione sanitaria ragionano in termini di costi evitati. Ogni euro investito in un vaccino ad alto rendimento previene esborsi ospedalieri futuri devastanti: terapie intensive, cicli oncologici prolungati, lungodegenze e perdita di produttività della forza lavoro. Da una prospettiva puramente contabile, il vaccino di massa è uno strumento formidabile per tagliare i costi sanitari futuri ed impedire l'implosione dei bilanci pubblici cronicamente in deficit. Il cittadino vaccinato non è soltanto un individuo protetto, ma un costo sanitario evitato per lo Stato. D'altra parte, sulla scelta di cura, è indubbio che se non permetti di scegliere il singolo vaccino, stai cagionando anche un danno biologico ai genitori/cittadini che apertamente pongono dubbi sulla combinazione multi ma non sui vaccini in se'. Infatti nel calcolo della serva va tenuto conto anche l'impatto psicologico sul problema che crea esitazione.

Analisi Comparativa Economica e Sanitaria: Controllo del Morbillo negli Adulti

Indicatore Economico e Sanitario

 

Strategia Flessibile (Monovalente Serum Institute)

 

Strategia Rigida Standard (Quadrivalente GSK)

 

Costo fiala (Prezzo stimato SSN)

Molto basso (~€ 1,00 - € 2,50) Medio-alto (~€ 15,00 - € 20,00)
Oneri logistici di importazione

Presenti (Spese doganali e controlli lotti extra-UE) Nulli (Canali di distribuzione interni già attivi)
Accettazione da parte degli esitanti

Alta (Supera la paura del "sovraccarico" immunitario) Bassa (Rifiuto del combinato per diffidenza)
Tasso di conversione stimato

Elevato (80-85% di adesione della fascia target) Ridotto (25-30% di adesione della fascia target)
Popolazione che resta suscettibile

Minima (Focolai epidemiologici sotto controllo) Elevata (Persistenza del rischio di fiammate epidemiche)
Costo complessivo somministrazione

~€ 15,00 - € 22,00 per dose erogata ~€ 25,00 - € 36,00 per dose erogata
Rischio di spesa per ospedalizzazioni

Abbattuto (Pochissimi adulti ricoverati) Elevato (Fino a € 5.000 a ricovero per chi si ammala)
Efficienza economica complessiva

Massima (Ottimizza la spesa riducendo i costi clinici) Minima (Costo fisso alto + costi da mancata prevenzione)

Strategia Flessibile: L'investimento iniziale si ripaga convertendo l'esitazione in immunizzazione reale. Il risparmio per le casse dello Stato si ottiene svuotando i reparti ospedalieri.

Strategia Rigida: Registra una spesa fissa per fiala superiore. Lasciando molti adulti scoperti, genera un costo di ritorno elevato causato dalle degenze per complicanze cliniche.

Mettiamo da parte per un attimo la retorica della salute pubblica, i proclami etici ed i buoni sentimenti di solidarietà per i più fragili. Guardiamo invece come gira realmente il mondo della profilassi medica indossando gli occhiali del cinismo economico e della pura analisi dei flussi di denaro. Guardare alle campagne vaccinali attraverso la lente del profitto e dell'efficienza industriale svela una verità disincantata, cioè la profilassi di massa non è un atto di generosità disinteressata, ma l'intersezione perfetta di interessi coincidenti. Anche lo Stato ha un interesse cinicamente economico nel pompare le vaccinazioni di massa, usando anche i ricatti come l'accesso scolastico. I vari studi di farmacoeconomia (spesso sponsorizzati o sventolati nei ministeri) lo dicono chiaramente, cioè ogni euro investito in un vaccino ad alto rendimento previene costi ospedaletti futuri enormi (terapie intensive, ricoveri oncologici lunghi, invalidità). Tradotto in soldoni: il vaccino non serve solo a "far stare bene la gente", ma serve a tagliare i costi sanitari futuri e a mantenere produttiva la forza lavoro, evitando che i buchi di bilancio cronici della sanità pubblica implodano del tutto. Un cittadino vaccinato è un costo evitato per lo Stato, anche se la mancanza di farmacovigilanza non tiene conto delle  reali reazioni avverse. Cioè vaccini contro il morbillo e poi mi ricoverano per una reazione avversa al vaccino, non per il morbillo. Infatti tenendo gli occhiali del cinismo economico ed analizzando i bilanci delle multinazionali farmaceutiche, le dinamiche delle gare pubbliche ed il comportamento dei sistemi sanitari, la profilassi medica rivela una realtà ben diversa, cioè una macchina da soldi oliata alla perfezione, dove l'interesse a spingere i volumi non è prerogativa esclusiva di Big Pharma, ma coinvolge attivamente l'intera filiera commerciale e pubblica. Tutti ingranaggi di una macchina economica perfetta, dove la salute pubblica e la redditività aziendale continuano a camminare stoicamente a braccetto. Ecco perchè possiamo dire che la progressione geometrica — dai 3 vaccini obbligatori (o comunque standard) degli anni '80 fino all'esplosione dei trattamenti odierni — non è solo il frutto della scoperta scientifica, ma l'evoluzione di un modello industriale e commerciale perfetto. Il passaggio da pochi vaccini singoli od a bassa valenza (spesso storicamente gestiti a livello pubblico o con costi industriali contenuti) ai moderni pacchetti combinati e polivalenti ha cambiato radicalmente le regole del gioco, cioè ci racconta la storia di come la profilassi sanitaria sia stata progressivamente inglobata e trasformata in un mercato captive oligopolistico, dove la salute pubblica e la finanza aziendale si sono fuse in un unico, inarrestabile ingranaggio di profitto.
 
SII CONSAPEVOLE, SII LIBERO DI SCEGLIERE MA ANCHE DI RICHIEDERE AL GOVERNO L'ALTERNATIVA MEDICA, SMETTI DI ESSERE PROFITTO E TORNA AD ESSERE CITTADINO SOVRANO, perchè OGGI TOCCA A NOI TUTTI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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