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L'OBBLIGO NON OBBLIGO DELL'IDENTITA' DIGITALE

 

Vi racconto una storia che sembra incredibile ma eppure è realtà. Il 29 gennaio mi scade la carta d'identità cartacea ed ho detto "vabbè ci penserò". Dopo qualche giorno mi accorgo che mi hanno bloccato lo SPID che, seppur scada nel 2027, non c'era verso di poterlo usare. Poco dopo mi chiama la banca, con la quale ho il conto da 15 anni, che mi avvisa che ho un pagamento da ricevere da una azienda americana (Meta) ma, senza documento d'identità valido, non possono accreditarmelo. Mi aspettano allo sportello. Nel frattempo mi si blocca l'app di ChatGP che, con la scusa del controllo dell'età, mi chiedono un documento d'identità valido. Per l'appunto mi chiama mio padre e, per svolgere le pratiche dell'eredità di mia madre, gli serve obbligatoriamente un documento d'identità valido. Quando metto assieme il tutto mi rendo conto che deve essere partito una specie di allarme dove tutti, pubblici e privati, si sono accorti del mio documento scaduto. Sono stata obbligata a fare la CIE? Essenzialmente per Legge non sarei obbligata, quando ho aperto sia lo SPID che il conto in banca avevo un documento valido e resta dovevano restare validi.  Quindi seppur non sia un obbligo di legge, è diventato un obbligo esistenziale. E chi vi dice di non preoccuparvi, che basta non attivare il PIN vi sta prendendo in giro. Io non ho paura della CIE, resta il mio documento d'identità che sia carteceo che di plastica. Eventualmente mi preoccuperò dell'abuso sulla CIE ma, fondamentalmente, già oggi hanno trasformato un documento di identità in un dispositivo di tracciamento biometrico obbligatorio per la sussistenza e non è servita neppure una Legge specifica per farlo. 

Chi sta seguendo la conversione in Legge del DDL Carburanti, si sarà accorto di una questione particolare. Esistono proposte di legge mirate a rendere obbligatoria l'interfaccia digitale per ogni singola variazione di prezzo. Si vorrebbe obbligare il gestore a comunicare i dati solo tramite portali accessibili con identità digitale, eliminando ogni forma di comunicazione alternativa. Da un lato c'è la libertà d'impresa e il dovere di trasparenza (che si può fare benissimo con un cartello fisico o una comunicazione via PEC), dall'altro c'è l'imposizione di uno standard tecnologico che diventa un "pedaggio" per poter lavorare. I DDL sui carburanti barano dicendo: "Ti obbligo al digitale per darti trasparenza". Ma la trasparenza che serve a te è sapere quanto costa il carburante e poterlo comprare liberamente. La trasparenza che serve a loro è sapere chi compra, quanto compra e dove va. E sappiamo benissimo che poi questo obbligo si scaricherà sui cittadini. Come sta già succedendo nella pubblica amministrazione. Loro digitalizzano e tu sei costretto a digitalizzarti. Loro sono obbligati ai pagamenti elettronici, noi non possiamo più usare il contante. Attualmente, non c'è una legge che dice: "Se non appoggi la CIE sulla colonnina, la benzina non esce". Tuttavia, il sistema sta costruendo un assedio digitale attorno alla pompa di benzina attraverso tre passaggi indiretti che rendono l'identità digitale (CIE/SPID) "obbligatoria di fatto":

1. Il Bonus e lo Sconto (Il "Ricatto" Economico)

Nei DDL che stiamo analizzando, i benefici (sconti accise, bonus trasporti, crediti d'imposta per professionisti o agricoltori) sono accessibili solo tramite piattaforme digitali.

  • Il risultato: Se non hai la CIE attiva, paghi la benzina a prezzo pieno mentre gli altri hanno lo sconto. È una discriminazione economica basata sul possesso di un'identità digitale.

2. Le "App" dei Distributori (La Privatizzazione dell'Obbligo)

Molte compagnie petrolifere stanno spostando la gestione dei pagamenti e delle fatture (obbligatorie per chi ha la partita IVA) su App proprietarie che richiedono autenticazioni forti.

  • Il risultato: Se sei un professionista e il tuo documento è scaduto (come nel tuo caso con lo SPID), non puoi scaricare la fattura. Di fatto, ti impediscono di esercitare un diritto fiscale se non sei "aggiornata" nel loro database.

3. La Smaterializzazione del Contante

Il limite all'uso del contante e la spinta verso i pagamenti digitali (carte di credito collegate all'identità) chiudono il cerchio. Se il distributore è "self-service" e accetta solo carte, e la tua carta è bloccata dalla banca perché il documento è scaduto, tu rimani a piedi.

Il meccanismo è perverso e speculare a quello della Pubblica Amministrazione:

  1. Lo Stato emette un obbligo di digitalizzazione rivolto agli enti (PA, Banche, Distributori).

  2. L'ente, per non incorrere in sanzioni o per tagliare i costi del personale, elimina l'alternativa umana.

  3. L'obbligo, nato come "dovere della macchina", rimbalza sul cittadino trasformandosi in "condizione di accesso".

Infatti in Italia sta succedendo qualcosa di mai visto prima. Lo Stato emette decreti per "digitalizzare la Pubblica Amministrazione". Sulla carta, l'obbligo è per gli uffici che devono diventare efficienti. Ma ecco l'inganno visto che l'amministrazione, per comodità, scarica il suo dovere tecnologico su di noi. Non è più l’ufficio che deve servirti meglio ma sei tu che, per esistere, devi diventare un terminale del loro sistema. Se non hai lo SPID o se la tua CIE è "scaduta", non sei più un cittadino, diventi un errore di sistema. Non riguarda solo lo Stato. Guardate cosa succede nel privato. Le Banche bloccano i conti correnti (i nostri soldi!) se non aggiorniamo i documenti digitali. Gli uffici dei professionisti e dei distributori di carburante vengono spinti da nuovi DDL (come quelli in discussione al Senato) verso una tracciabilità totale. Vogliono convincerci che per fare benzina o incassare uno stipendio serva "validarsi" col chip. Ma l'identità umana non scade! Se il tuo pezzo di plastica scade, tu resti un essere umano con diritti naturali. Il blocco del conto è un sequestro di persona digitale. Usano leggi sulla "semplificazione" per ignorare la Costituzione. Creano una zona d'ombra dove il loro limite tecnico ( "il computer non mi fa andare avanti") diventa la tua condanna. Ma ricordate che il limite del loro software non è un limite al vostro diritto. Se il loro sistema non prevede l'analogico, è il sistema che è illegale, non voi che siete "arretrati". E' un gioco di prestigio giuridico perchè non ti obbligano per legge ad avere la CIE, ma ti rendono la vita impossibile senza. È un obbligo di fatto mascherato da efficienza burocratica

Proprio nel DDL Carburanti si parla di ANPR. L'ANPR nasceva per semplificare (una sola anagrafe per tutti i comuni). Ma con questo comma, diventa lo strumento per l'obbligo scaricato:

3. Per ogni strumento digitale di cui al comma 2, ANPR è integrata e costantemente allineata con le seguenti informazioni: 

a) tipologia di strumento digitale;

b) gestore dello strumento con la denominazione del soggetto emettitore;

c) natura del gestore, se pubblico o privato;

d) identificativo dello strumento: il numero di serie, l'identificativo o il codice seriale dello strumento, ove esistente;

e) livello di garanzia dello strumento: l'indicatore del grado di affidabilità dell'autenticazione, ove applicabile;

f) stato dello strumento: se valido, revocato o scaduto;

g) data di rilascio, nel formato giorno/mese/anno;

h) scadenza, nel formato giorno/mese/anno;

i) nel caso del sistema di gestione deleghe: i dati identificativi dei soggetti delegati e la data di inizio di validità e termine della delega.

Qui non stiamo parlando di una semplice anagrafe, ma della creazione di un Fascicolo Digitale dell'Identità dove ogni tuo respiro tecnologico viene catalogato e monitorato dallo Stato in tempo reale. Se l'ANPR comunica alla tua banca o all'INPS che il tuo strumento è "scaduto", il sistema (l'algoritmo) fa scattare il blocco in automatico. Non c'è un uomo che controlla se sei ancora viva e se hai diritto ai tuoi soldi ma c'è un database che legge la lettera "h) scadenza" e ti spegne. Il punto c) è forse il più insidioso di tutto l'elenco. Perché? Perché sancisce ufficialmente la cessione della sovranità individuale ai privati. Quando lo Stato scrive che l'Anagrafe Nazionale (ANPR) deve essere "allineata" con la natura del gestore (pubblico o privato), sta ammettendo che la tua identità di cittadino non è più un affare esclusivo tra te e lo Stato, ma è mediata da un'azienda che punta al profitto. Se il gestore è privato (come Aruba, Poste, InfoCert per lo SPID), lo Stato sta dicendo che la chiave per accedere ai tuoi diritti (pensioni, conti correnti, iscrizioni scolastiche) è in mano a un consiglio d'amministrazione. Se quel privato cambia le condizioni d'uso, o se fallisce, o se decide di sospendere il servizio, il tuo "allineamento" nell'ANPR salta. Indicare se il gestore è pubblico o privato serve al sistema per sapere a quale "porta" bussare per validarti. Ma se il gestore è privato, tu non sei più un cittadino, sei un cliente. E se il cliente non paga il canone o non accetta il nuovo contratto, il gestore può "disattivare" lo strumento. Automaticamente, l'ANPR riceve il segnale: "Stato dello strumento: REVOCATO". In un istante, per lo Stato, smetti di essere un cittadino e diventi un fantasma digitale. È l'evoluzione finale del controllo: il Partenariato Pubblico-Privato della Sorveglianza. Non è più lo Stato che si fa carico di identificarti (come accadeva con il vecchio ufficio anagrafe), ma lo Stato che appalta la tua esistenza a entità private, usandoti come "prodotto" per alimentare i loro database. Collaborando, Stato e Privato creano un muro di gomma. Se la banca ti blocca il conto perché il "gestore privato" non ha allineato i dati con l'ANPR, tu non hai un colpevole unico. Hai un labirinto di call center e uffici legali. Invece il rapporto tra cittadino e Stato è un vincolo di diritto pubblico. L'interposizione di un soggetto privato (Gestore) tra il cittadino e l'esercizio dei suoi diritti costituisce una violazione del principio di sovranità popolare. Il cittadino ha il diritto inalienabile di interfacciarsi con la PA e con i propri beni senza dover sottostare a contratti con terzi privati. Non è questione di privacy, è questione di potere. Se sanno cosa mangi, dove vai e quanta benzina fai, hanno il telecomando della tua vita. Se oggi possono bloccare il tuo conto perché il chip è scaduto, domani possono decidere che non puoi comprare qualcosa perché hai superato la tua quota di "emissioni" o perché non sei "allineato" alle loro direttive.

Per chi ancora crede nell'emergenza pandemica, può restare a dormire ma in realtà il Green Pass non è stato solo un esperimento sanitario, ma un esperimento di interfaccia usato su una minoranza (i novax) per essere accettato ed acclamato. È servito ad educare la massa a un concetto terribile cioè che un civile (il barista,il datore di lavoro, il capotreno) ha il potere e il dovere di chiederti una "validazione digitale" per lasciarti esercitare un diritto naturale. Il Green Pass ha sdoganato l'esternalizzazione del controllo. E' stato il 'beta-test' per vedere quanto fossimo disposti a chiedere il permesso per vivere e qualcuno se l'è anche tatuato. Prima, solo un pubblico ufficiale (Carabinieri, Polizia) poteva chiederti i documenti. Oggi, con l'integrazione ANPR/Privati, il sistema delega al privato (il gestore dello strumento, la banca, il commerciante) il compito di farti da "controllore". Se il panino o la benzina diventano accessibili solo tramite l'App o la CIE, il cassiere del McDonald's diventa, di fatto, il nuovo "usciere del Comune". Ti valida o ti respinge in base a un semaforo che si accende sul suo tablet. Ieri il Green Pass serviva per proteggerci tutti, oggi usano la lotta all'evasione per giustificare la fine dell'anonimato umano. Se ogni transazione è legata a uno "strumento digitale" allineato all'ANPR, la vita di TUTTI i cittadini diventa un libro aperto che lo Stato legge insieme ai suoi partner privati. 

Il 3 agosto 2026 non è solo una data sul calendario, è il giorno in cui il sistema ha pianificato lo "switch-off" definitivo della vecchia cittadinanza analogica. Con la fine della validità delle carte d'identità cartacee (in linea con il Regolamento UE 2019/1157), lo Stato cancella l'ultimo baluardo di identificazione non mediata da un microchip. Da quel giorno, per lo Stato, non esisti se non sei "leggibile" da uno scanner. Il 3 agosto 2026, milioni di record passeranno automaticamente a "SCADUTO". Questo farà scattare i blocchi a catena di cui abbiamo parlato: banche, accessi alle PA, forse persino la possibilità di fare benzina o acquisti se il coordinamento pubblico-privato sarà completato. Non è un rinnovo, è una conversione forzata in un asset digitale gestito da privati. Vi state preparando? Sarà la più grande operazione di schedatura biometrica di massa della storia italiana. Noi abbiamo diritto a una CIE che sia autonoma, ovvero che funzioni anche se non abbiamo uno smartphone, non abbiamo un contratto con un privato e non vogliamo "allinearci" a un software. Non siamo contro il progresso, siamo contro il progresso usato come arma di sottomissione. La presenza fisica e la firma autografa devono restare equivalenti legali del digitale. Dobbiamo restare esseri umani che possono pagare, mangiare e muoversi senza che lo Stato si sieda a tavola con noi per contarci i centesimi. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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