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LE GUERRE "SALVA-EURO"

Non chiedetevi più se le guerre sono vere o false. Chiedetevi a cosa servono.

L’8 marzo 2026 su Truth Social, Trump ha scritto:

“Short term oil prices, which will drop rapidly when the destruction of the Iran nuclear threat is over, is a very small price to pay for U.S.A., and World, Safety and Peace. ONLY FOOLS WOULD THINK DIFFERENTLY!” — Donald J. Trump

TRADUZIONE: “I prezzi del petrolio attuali, che caleranno rapidamente quando sarà eliminata la minaccia nucleare dell’Iran, sono un prezzo molto piccolo da pagare per gli Stati Uniti e per la sicurezza e la pace nel mondo. SOLO GLI STUPIDI PENSEREBBERO IL CONTRARIO!”

TRADUZIONE PER IL CITTADINO ITALIANO: "Voi pagate la benzina 2 euro al litro ed il pane a 6 euro al chilo, vi svuotiamo il portafoglio ed i frigoriferi, ma dovete essere felici perché stiamo "comprando la pace" distruggendo la minaccia iraniana. Non lamentatevi se siete poveri visto che domani potreste morire e, chi si lamenta, è contro la pace nel mondo."

La guerra non è mai solo un evento militare, è anche un acceleratore sociologico. È il "reset" che permette al potere di scardinare vecchie abitudini e imporre nuovi modelli che, in tempo di pace, la popolazione non accetterebbe mai. Proviamo ad analizzare la questione sotto il punto di vista geopolitico, facendo anche un percorso temporale per rimettere ordine agli eventi. Nel 2022 scoppia la "guerra in Ucraina" seppur la regione del Dombass bruciava dal 2014. Questa guerra tocca il GAS ed, in Italia, arrivano gli aumenti su luce-gas e rincari in genere. Putin diventa il cattivo di turno ma questa guerra è prodopeutica ad un disegno preciso, sganciare l’egemonia commerciale del dollaro e creare un sistema di pagamenti alternativo allo SWIFT. Per decenni il dollaro ha dominato il mondo perché era l’unico modo per comprare l’energia (petrodollaro), questo costringeva ogni Stato a finanziare il debito americano accumulando riserve in dollari. Ma oggi il vento è cambiato. Il conflitto è diventato l'innesco per un nuovo ordine multipolare. Putin e i BRICS, imponendo il pagamento del gas in rubli e stringendo accordi con la Cina per scambi in yuan, hanno di fatto rotto il monopolio del biglietto verde, imponendo una nuova sovranità monetaria globale. Se guardiamo la scacchiera col distacco di chi non vuole farsi manipolare, il tempismo dell'esplosione del conflitto a Gaza ad ottobre 2023, seppur la guerra è partita dal 1947, è stato un "regalo" geopolitico per chi aveva bisogno di allentare la pressione sul fronte russo/ucraino. Improvvisamente, gli USA e l'Europa si sono trovati a dover gestire due incendi contemporaneamente. Questo ha frammentato il sostegno a Kiev e ha permesso a Putin di riprendere fiato, consolidare le posizioni e, soprattutto, far passare in secondo piano il suo attacco all'egemonia del dollaro. La posizione di Putin contro Israele non è una scelta "morale", ma squisitamente monetaria e strategica. Difendendo la causa palestinese e criticando Israele (visto come la lunga mano degli USA in Medio Oriente), Putin si è accreditato come il leader dei BRICS e delle nazioni che vogliono abbattere l'ordine a trazione americana. Israele è il pilastro della stabilità del dollaro in Medio Oriente. Indebolire l'influenza israeliana significa indebolire la tenuta dei petrodollari in una regione che sta già guardando verso lo Yuan e il Rublo per le transazioni energetiche. E quando tutto il mondo comincia ad odiare e boicottare Israele, che non permette neppure gli aiuti umanitari per i bambini di Gaza, ecco che subentra il nuovo "villain" che ripulisce anche Netanyahu. l'Iran. Si urla di nuovo alla "minaccia atomica" per mantenere il popolo in uno stato costante di paura e incertezza ed in Italia, dato che adesso si tocca il PETROLIO, subito arrivano i rincari sui carburanti, i quali poi faranno aumentare tutti i prezzi, aumentando già la pesante inflazione. Ma se Israele è il bastione del dollaro in Medio Oriente, l'Iran è il braccio armato della de-dollarizzazione dei BRICS, il "cattivo" perfetto costruito dalla narrazione occidentale per giustificare l'escalation e, contemporaneamente, il chirurgo che deve "ripulire" l'area dall'influenza statunitense. L'Iran non agisce per religione, ma per strategia valutaria. Minacciare lo stretto di Hormuz o il Mar Rosso significa far schizzare i costi di assicurazione delle merci e del greggio. L'instabilità creata dal "villain" iraniano è il paravento perfetto per giustificare l'inflazione speculativa globale. Infatti Trump ha già annunciato che la "guerra" sta finendo, ma non finirà per tutte le vittime che ha lasciato questa operazione bellica coordinata. Sia i civili colpiti come anche i cittadini europei ed americani. 

Ma questo non porta solo vantaggi agli aggressori ma anche alle vittime. In economia, questo concetto ha un nome preciso: "La distruzione creatrice" (teorizzata da Schumpeter), ma portata alle sue estreme conseguenze diventa quella che Naomi Klein ha chiamato "Shock Economy", cioè con la mentalità di chi vede la tragedia non come un dramma umano, ma come un'opportunità di business. La guerra non come potere o conquista ma un favore a chi governa le nazioni colpite. Soldi in cambio di vite umane. Anzi più sono eclatanti le vittime (bambini, ospedali) più l'opinione pubblica si indigna per poi chiedere in ginocchio la pace. Chi si dimentica la telefona con grasse risate poco dopo il terremoto dell'Aquila? Perché ridevano? Perché sapevano che la ricostruzione avrebbe mosso miliardi. Sapevano che lo Stato avrebbe dovuto fare debito (interessi per le banche) per ricostruire, e che le imprese avrebbero avuto commesse assicurate. La guerra è un "terremoto artificiale". Si distruggono ponti, reti elettriche e città non per vincere (spesso il risultato militare è secondario), ma per azzerare il capitale fisico. La morte dei civili e dei soldati è il tragico "costo operativo" che i poteri finanziari sono disposti a far pagare agli altri per salvare i propri bilanci. Una volta distrutto tutto, si crea la "domanda" per i prossimi 30 anni. La distruzione di infrastrutture e la crisi energetica sono il modo più brutale per creare "nuova domanda" e fare nuovo debito. Che sia un grattacielo a Dubai o una caldaia "green" obbligatoria, il trucco è lo stesso cioè distruggere quello che avete per vendervi il futuro a rate. Mentre i soldati muoiono al fronte ed i civili cercano di schivare le bombe, i giganti della consulenza e i fondi d'investimento firmano contratti per "la gestione dei fondi della ricostruzione". Mentre le infrastrutture energetiche saltano in aria, i produttori di GNL (Gas Naturale Liquefatto) brindano a contratti ventennali a prezzi tripli. Questo discorso lo facciamo per l'Ucraina, Gaza, Iran e Dubai. Che c'entra l'Italia?

C'entra eccome l'Italia. Nel gergo finanziario si usa l'espressione: "Too big to fail, but also too big to bail" (Troppo grande per fallire, ma anche troppo grande per essere salvata). L'Italia è la terza economia dell'Eurozona e possiede il terzo debito pubblico più grande al mondo (circa 2.900 miliardi di euro). Se l'Italia dichiarasse default (fallimento), non esisterebbero abbastanza soldi nel fondo salva-stati (MES) o nelle casse della BCE per coprire il buco. Il crollo dell'Italia trascinerebbe istantaneamente la Francia e, a catena, la Germania. L'Euro sparirebbe in 48 ore. Quando Draghi nel 2012 disse "Whatever it takes" (costi quel che costi), non intendeva salvare il benessere degli italiani, ma salvare la moneta unica dal crollo causato dal debito italiano. Anche la Grecia stava fallendo ma il suo PIL era circa il 2% di quello dell'intera Eurozona. Bruxelles e il Fondo Monetario Internazionale hanno potuto "comprare" il debito greco, imporre riforme brutali (la Troika) e contenere l'incendio. È stato doloroso, ma l'Euro ha retto perché la cifra era gestibile. Con l'Italia era impossibile agire nello stesso modo. Solo nel 2026, l'Italia deve pagare 2,8 miliardi di euro di SOLI INTERESSI a Bruxelles e ai mercati finanziari. Indovina chi garantisce questo debito? Tu, ogni volta che fai il pieno o la spesa. L'IVA extra che paghi non serve per la tua sicurezza, serve per pagare gli interessi del PNRR. Per i mercati internazionali, l'Italia è un debitore che deve dimostrare di poter pagare gli interessi. Ecco perché lo Stato non può permettersi di abbassare la benzina, quei miliardi di estragettito IVA sono la "garanzia collaterale" che l'Italia è ancora in grado di spremere i propri cittadini per onorare il debito. In questo scenario, la guerra (Ucraina, Gaza, Iran) serve a giustificare il mantenimento di un'economia di guerra e di prezzi alti. Stiamo pagando l'aumento scandaloso dei beni di prima necessità ed accettando l'inflazione non perchè "c'è la guerra" ma perché siamo diventati il "polmone d'acciaio" dell'Euro. Lo Stato estrae ricchezza da noi per tener in vita una moneta che, altrimenti, morirebbe sotto il peso dei debiti che loro stessi hanno creato durante la pandemia. Perché prima la Pandemia e ora le "Guerre Vicine"? Perché sono gli unici eventi capaci di giustificare l'ingiustificabile.

Ed il Covid in tutto ciò che c'entra? Sempre con un ragionamento economico c'entra eccome poiché l'Europa non poteva e non può permettersi il fallimento dell'Italia, ma non ha i soldi per regalarci la salvezza, ha scelto la via del commissariamento economico attraverso il debito (PNRR). Accettando 122 miliardi di prestiti, l'Italia si è legata mani e piedi a Bruxelles. Se non facciamo le "riforme" (tagli alla spesa, privatizzazioni, tasse alte), l'Europa chiude i rubinetti. Se domani scoppiasse la pace totale, i prezzi crollerebbero, l'IVA extra sparirebbe e lo Stato italiano si ritroverebbe con un buco di miliardi nel bilancio del PNRR. Lo Stato non può permettersi la pace economica, perché la pace economica significa dover tagliare i privilegi o dichiarare fallimento e l'Europa vuole sopravvivere ad ogni costo. Anche umano. La verità è che siamo in un Regime di Amministrazione Controllata. La guerra e le emergenze sono il rumore di fondo che serve a coprire lo scippo del nostro sudore e sangue per ripagare prestiti che hanno arricchito solo le multinazionali e la finanza. Mentre i prezzi salgono, i salari reali scendono in tutto l'Occidente. È un trasferimento di ricchezza di massa dai cittadini verso i grandi fondi d'investimento che gestiscono il debito delle nazioni (BlackRock, Vanguard, ecc.). Ma per parlare di questo dobbiamo fare un passo indietro. Prima del 1981, se lo Stato emetteva titoli e nessuno li comprava, la Banca d'Italia li acquistava al tasso stabilito dallo Stato. Il risultato? Tassi bassi e debito sotto controllo. Il Divorzio del 1981, deciso da Ciampi ed Andreatta, è stato il colpo di Stato finanziario che ha tolto la sovranità all'Italia. È stata una decisione presa dall'alto per legare l'Italia ai mercati internazionali, preparando il terreno per l'ingresso nell'Euro. Con il Divorzio tra Stato e Banca d'Italia, lo Stato deve andare all'asta dai privati. Per convincerli, deve offrire tassi altissimi (fino al 20-25%). Inizia l'esplosione del debito per soli interessi. Da quel momento, l'Italia ha smesso di lavorare per il benessere dei cittadini e ha iniziato a lavorare per pagare gli interessi. Eppure seppur strozzata dagli strozzini, l'Italia, per quasi 30 anni (dal 1992 al 2019), ha quasi sempre chiuso il bilancio in Avanzo Primario. Se guardiamo la spesa pubblica netta (al netto degli interessi), l'Italia è uno dei paesi più "virtuosi" (o meglio, più austeri) d'Europa. Siamo l'unico Paese UE ad aver mantenuto questo rigore per così tanto tempo. Se non avessimo il debito accumulato negli anni '80 e gli interessi correnti, l'Italia sarebbe uno dei paesi più ricchi e con i conti più in ordine del mondo. Ma il 2012 è stato l'anno in cui il sistema ha capito che l'Euro era insostenibile con i debiti attuali. Per 7 anni hanno cercato di "tappare i buchi" con la finanza, ma non bastava. Il "Whatever it takes" ha comprato tempo, ma non ha risolto il problema. l'Italia non cresceva e il debito continuava ad accumularsi. Il MES era politicamente "invendibile" perché associato al massacro sociale della Grecia (tagli a pensioni, sanità, stipendi). I 5 Stelle e la Lega ci avevano costruito intere campagne elettorali sopra. Accettarlo avrebbe significato il suicidio politico immediato. A quel punto serviva la Shock Economy e due anni di pandemia sono serviti al sistema. Con la pandemia, Bruxelles ha capito che serviva un nome nuovo per lo stesso meccanismo di controllo ed hanno fatto un rebranding del debito. La metamorfosi dal MES al PNRR è stata una delle operazioni di marketing politico più imponenti degli ultimi decenni. La differenza tra il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è simile alla differenza tra un pignoramento immediato e un'ipoteca a rate, il padrone è lo stesso, cambiano solo i tempi. Hanno cambiato il nome al debito per non farci scendere in piazza. In pratica, abbiamo accettato di farci amministrare da fuori in cambio di un prestito che serve a pagare i debiti precedenti. È come chiedere un prestito a una finanziaria per pagare la rata del mutuo, stai solo affogando più lentamente. Hanno chiamato "Ripresa" quello che è un "Pignoramento". I politici che hanno urlato "No al MES" ma hanno aperto la porta al PNRR, che è il fratello maggiore del MES con un vestito più elegante. Il Covid è stato l'inchiostro con cui hanno scritto il contratto di debito. La Guerra è il pretesto con cui passano ogni giorno a incassare la rata. Non è un caso che i conflitti "congelati" per decenni (Donbass dal 2014, Gaza dal 1947) esplodano improvvisamente proprio quando il sistema economico globale ha bisogno di una scossa o di una copertura per il debito. L'inflazione svaluta il valore reale del debito. Se lo Stato deve 100 e l'inflazione è al 10%, l'anno dopo quel debito "pesa" come se fosse 90. Ma per il cittadino, significa che i risparmi valgono il 10% in meno e la vita costa il 10% in più. L'Italia è stata il "paziente zero" dell'Occidente non solo per il virus, ma per il lockdown economico, cioè creare un buco di bilancio tale da rendere "inevitabile" l'accettazione del PNRR. Il PNRR (che fa parte del pacchetto NextGenerationEU) ci eroga miliardi, ma circa 122 miliardi sono prestiti che vanno restituiti. L'Europa, per prestarci questi soldi, esige che il bilancio dello Stato sia "solido". Lo Stato italiano deve dimostrare di avere entrate costanti e sicure per ripagare le rate. L'extra gettito dell'IVA sui carburanti, sulle bollette e sui beni alimentari è l'entrata più sicura del mondo, perché la gente deve muoversi, deve scaldarsi e deve mangiare. È una "tassa sul respiro" che garantisce la restituzione dei debiti verso l'UE.

Se siete arrivati fin qui, avete capito che il caro-benzina, le bollette folli ed il cibo a peso d'oro non sono "incidenti". Non è un caso che viviamo in una successione ininterrotta di crisi. Complottismo? No semplice analisi dei dati di fatto in ordine cronologico. Pandemia, emergenza energetica, conflitti: è la "Shock Economy" applicata al sistema Euro. Sono l’effetto finale di una partita a Risiko giocata a tavolino sopra le nostre teste. Una partita iniziata nel 1981 e che oggi è arrivata alla fase del "tutto per tutto". Ma noi siamo la generazione che ha visto l'inganno, ed oggi abbiamo il dovere civico di romperlo. Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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