LA TUTELA DELLA SALUTE COLLETTIVA COME SACRIFICIO DELL'EROE DI GUERRA
Cita da Alessandra Ghisla su 7 Marzo 2026, 11:18
Nel 2017 esce la Legge Lorenzin che rafforza non solo l'obbligo vaccinale ma anche sanzione e, seppur mediatica-politica, la perdita di diritti (esclusione scolastica). Il Consiglio di Stato, adunanza della Commissione speciale del 20 settembre 2017 - NUMERO AFFARE 01614/2017, interviene con: "Ritiene, invero, questa Commissione Speciale che la previsione della copertura vaccinale sia funzionale all’adempimento di un generale dovere di solidarietà che pervade e innerva tutti i rapporti sociali e giuridici. Senza entrare in valutazioni di carattere epidemiologico che dovrebbe essere riservate agli esperti (e che certamente non spettano ai giuristi), risulta infatti evidente - sulla base delle acquisizioni della migliore scienza medica e delle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali - che soltanto la più ampia vaccinazione dei bambini costituisca misura idonea e proporzionata a garantire la salute di altri bambini e che solo la vaccinazione permetta di proteggere, proprio grazie al raggiungimento dell’obiettivo "dell’immunità di gregge", la salute delle fasce più deboli, ossia di coloro che, per particolari ragioni di ordine sanitario, non possano vaccinarsi”. Tutti noi siamo stati educati che i vaccini sono importanti, hanno debellato malattie mortali, servono per proteggere tutti e ci sta tutto ma c'è un limite che è stato superato cioè quello dell'inviolabilità del corpo umano, sopratutto durante il Covid, che nulla c'entra con lo Stato di Diritto. Per la scienza, l'immunità di gregge (herd immunity) è un concetto teorico nato negli anni '30 osservando le epidemie di morbillo. Si riferisce alla protezione che si ottiene quando una vasta parte della popolazione ha superato la malattia naturalmente, sviluppando un'immunità sterilizzante, completa e duratura (che coinvolge sia le IgA delle mucose che le IgG del sangue). Si basa poi sul valore R0 (numero di riproduzione di base), il quale rappresenta il numero medio di persone che un singolo individuo infetto può contagiare in una popolazione completamente suscettibile, che cambia in base alla patologia. Per esempio il morbillo ha un R0 a 12-18, chiedendo il 92-95% di copertura. Mentre l'influenza stagionale varia da 0.9 – 2.1, chiedendo il 50% di copertura. Per il Covid siamo passati dal ceppo originale di Wuhan con R0 da 2.5 – 3, chiedendo il 60-70% alla variante Omicron da 12-18, chiedendo il 92-95%. L'immunità naturale (da guarigione) crea una barriera nelle mucose respiratorie (IgA). I vaccini attuali stimolano principalmente gli anticorpi nel sangue (IgG). Questo significa che il virus può comunque colonizzare il naso e la gola del vaccinato e diffondersi agli altri. Se il virus "passa", non c'è protezione collettiva, ma solo (eventuale) protezione individuale dai sintomi gravi. Poiché i vaccini hanno mostrato una protezione dall'infezione molto bassa ed a rapido decadimento (waning), la matematica dice che anche vaccinando il 100% della popolazione, il virus continuerebbe a circolare. La propaganda scientifica poi ha deliberatamente confuso per anni la distinzione tra immunità di gregge (naturale) e copertura vaccinale (artificiale), puntando gli obiettivi solo su quest'ultima. Un timbro sul libretto vaccinale. In questo caso, la scelta di vaccinarsi rientra esclusivamente nell'autodeterminazione del singolo (Art. 32 della Costituzione), esattamente come la scelta di curarsi per una patologia non trasmissibile. Lo Stato non può obbligarti a un trattamento che ha benefici solo per te (o presunti tali), perché verrebbe meno l'interesse collettivo. Infatti il "gregge" non esiste se il recinto è bucato.
Ma il peggio lo sancisce, in extra giudicato, la Corte Costituzionale. Il parere 5/2018 rappresenta uno dei passaggi più controversi e discussi degli ultimi anni, poiché ha fatto da "apripista" giuridico all'estensione degli obblighi vaccinali (all'epoca per il decreto Lorenzin sui minori). La Corte ha stabilito che il diritto alla salute non è solo un "diritto individuale" (come previsto dall'Art. 32), ma ha anche una valenza sociale. Secondo i Giudici, la legge può imporre un trattamento sanitario se questo è diretto non solo a migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri. È interessante notare che la Corte specifica che l'obbligo vaccinale non è una "coercizione fisica" (nessuno ti prende con la forza), ma un condizionamento. Qui la Corte introduce il concetto di "dovere di solidarietà" (Art. 2 Cost.) come giustificazione per limitare l'autodeterminazione del singolo, senza mai riportare il consenso/dissenso informato, cioè come se i vaccini non fossero un atto medico ma altro. La giustificazione della "salute collettiva" si basa su un utilitarismo becero: "È meglio che soffra uno per salvarne cento". È il momento in cui, giuridicamente, l'individuo inizia a essere trattato come "parte di un gregge" e non come fine in sé. Un punto fondamentale della sentenza (che spesso viene ignorato da chi sostiene l'obbligo) è che il trattamento non è lecito se mette a rischio la salute del singolo oltre una soglia di "normalità", cioè solo se il danno è lieve o trattabile ma che il danno c'è. Se lo Stato ti chiede di rischiare una miocardite o una reazione avversa per proteggere un "gregge" che il farmaco nemmeno garantisce, non sta chiedendo solidarietà, sta esigendo un olocausto statistico. Se la salute fosse davvero collettiva, il corpo sarebbe un "bene demaniale" (come una strada o un ponte). Ma il diritto riconosce che il corpo è il luogo della sovranità individuale. "Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana." (Art. 32, comma 2). Questi "limiti" sono l'inviolabilità fisica e la dignità. Se un vaccino può causare un danno (anche raro), l'obbligo viola il limite del rispetto della persona. Fine della discussione legale.
Infatti partiamo dal presupposto che la narrazione del "vaccinarsi per gli altri" o "per proteggere i più fragili" è pura propaganda emotiva mentre ci fanno il lavaggio del cervello. Anzi è il passaggio cruciale dalla Bioetica della cura alla Biopolitica del controllo. Non siamo più cittadini con sogni, diritti e storie (la bios), ma solo organismi da gestire, vaccinare e monitorare (la zoé). Per "salvare la vita" (biologica), lo Stato distrugge tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta (libertà, socialità, istruzione, dignità). È il trionfo della medicina come religione di Stato, lo scientismo, che gestisce la vita e la morte. Se accettiamo che la salute collettiva possa esigere il sacrificio della salute individuale (senza consenso e sotto ricatto), abbiamo accettato il principio del Totalitarismo Biologico. Se oggi è un vaccino per "il bene comune", domani potrebbe essere un espianto d'organi obbligatorio o l'eutanasia di Stato per "non pesare sulle casse comuni". Se l'individuo è un costo o un rischio, lo Stato "razionalizza" la sua esistenza. Infatti non è una questione vaccini si o vaccini no ma che nel mio corpo decido solo io cosa far entrare, a prescindere dal consiglio medico o dall'interesse pubblico. Difendere l'inviolabilità del corpo non è una scelta sanitaria, è la difesa della nostra Libertà Metafisica, la quale esprime il concetto che situa la nostra libertà non "dentro" le leggi dello Stato, ma "prima" di esse. È l'idea che l'essere umano possieda una sovranità intrinseca che non gli è stata concessa da nessun governo, e che quindi nessun governo può legittimamente revocare. La Libertà Metafisica afferma che il confine della tua pelle è il confine del tuo regno. Se perdi questo, diventi un "affittuario" del tuo stesso corpo, soggetto a sfratto o modifica da parte del "proprietario" (lo Stato). La Libertà Metafisica è il potere di agire secondo la propria coscienza, anche quando questa contrasta con la norma sociale o il "senso comune" imposto ed in quell'istante, tu eserciti una libertà che è fuori dalla portata del legislatore, la libertà di restare fedele alla tua natura. Il diritto positivo (le leggi scritte) può stabilire anche obblighi, ma la Libertà Metafisica stabilisce dei limiti invalicabili. Comunque anche il nostro ordinamento non riconosce la tutela della salute collettiva come sacrificio del singolo per proteggere gli altri e la Sentenza 5/2018 non ha dato il via libera alla violazione del nostro corpo. Ha solo detto che, se obbligo deve esserci, lo decide lo Stato e non la Regione. Tutto il resto è un eccesso di giudicato che la politica usa come clava per zittire il dissenso.
Infatti il diritto alla salute (Art. 32 Cost.) è un diritto dell'individuo. Non esiste una "salute della massa" che possa essere migliorata peggiorando la salute del singolo. La salute è un bene incomprimibile, o è tutelata nel singolo o non è affatto tutelata. La "salute collettiva" è solo la somma delle saluti individuali; se ne colpisci una, hai già tradito il precetto costituzionale. Infatti la "tutela della salute pubblica o collettiva" impone come pericolo per la comunità di un agente esterno tipo una falda inquinata, fumi tossici, inquinamento ambientale ma agisce nel rimuovere la causa, non dentro il corpo di chi colpito. Lo Stato ha il dovere di garantire che l'acqua sia potabile, che l'aria non sia tossica, che il cibo sia sano. Questa è la dimensione collettiva, agire sull'ambiente intorno all'uomo. Lo Stato non può usare il corpo di un cittadino come "scudo" o "filtro" per proteggerne un altro. Quando lo Stato pretende di "bonificare" te stesso tramite un'iniezione, sta invertendo il principio. Non sta pulendo l'aria che respiri, sta modificando la tua biologia interna. Questa non è tutela della salute pubblica, è ingegneria sociale biologica. Ti dicono che il sacrificio serve alla comunità, ma serve solo a coprire le carenze del sistema sanitario od a proteggere contratti commerciali secretati. Nessuno può essere chiamato a rischiare la propria vita o la propria salute per una statistica collettiva. Se lo Stato ti chiede di "sacrificarti", non è più uno Stato di diritto ma un Leviatano che si nutre dei suoi figli. Capire che la "salute pubblica" riguarda l'ambiente e non il controllo del corpo permette ai cittadini di smettere di sentirsi in colpa. Rompere il senso di colpa significa togliere allo Stato il potere di manipolare le masse attraverso la favola del "sacrificio dell'eroe".
Ci hanno parlato di "sacrificio dell'eroe", di "dovere civico" e di una "salute collettiva" che avrebbe il diritto di calpestare l'individuo. Perchè usano la figura dell'eroe? Perché l'eroe appartiene alla sfera del Sacro, non del Diritto. Quando una società è in crisi (pandemia), cerca un rito di purificazione. La vaccinazione di massa è stata trasformata in un rito di iniziazione collettiva. Chi non partecipa non è solo "uno che non si cura", è l' infedele, il "sacrilego" che impedisce la salvezza del gruppo. A livello filosofico e giuridico, il parallelo tra il sacrificio del soldato e la vaccinazione di massa è l'artificio retorico più potente — e pericoloso — utilizzato dal potere. Filosoficamente, il soldato è l'unico soggetto a cui lo Stato chiede legalmente di morire. Ma questo si basa su un presupposto preciso cioè che il soldato accetta il rischio perché la sua funzione è il combattimento. Egli è parte di una gerarchia bellica. Il soldato opera nello "stato di eccezione" della guerra. In guerra, il soldato sacrifica la vita per difendere un confine o un popolo da un'aggressione esterna. Applicare la logica del soldato al civile significa militarizzare la società civile. Se il cittadino è un soldato, allora il corpo del cittadino appartiene allo Stato come un'arma o un'armatura. Nella vaccinazione di massa, il "nemico" è stato identificato nel cittadino stesso (il "non vaccinato" come l'untore, il nemico interno). In questo scenario, la salute non è più un diritto dell'individuo, ma un'efficienza del parco buoi dello Stato.
Quando il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale abusano della parola "Solidarietà" per giustificare l'invasione del nostro corpo, stanno compiendo un furto semantico. Stanno chiamando "amore per il prossimo" quella che è, in realtà, sottomissione al potere. Nessun dovere di solidarietà può spingersi fino a imporre a un individuo di correre un rischio per la propria salute (specialmente se ignoto o sperimentale) per un presunto beneficio altrui. Solidarietà è un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, certamente diverso dal sacrificio, perché quest'ultimo implica la privazione di un bene proprio (spesso l'integrità o la vita) a favore di un altro, mentre la solidarietà è una scelta di partecipazione che arricchisce il tessuto sociale senza dover necessariamente annientare il singolo. Ma la solidarietà non è un assegno in bianco firmato col sangue dei nostri figli. Non esiste solidarietà senza trasparenza. Non esiste dovere senza responsabilità. Se lo Stato vuole la nostra solidarietà, deve prima darci la Verità: analisi dei lotti, dati reali sulle reazioni avverse e rispetto assoluto del Consenso Informato. Finché mancheranno questi elementi, quello che chiedono non è solidarietà, è sottomissione biologica. E noi, armati della Costituzione e della Legge 219, diciamo che il corpo è inviolabile e, difendendo l'inviolabilità del tuo corpo, tu stai difendendo anche il mio, quello del tuo vicino e persino quello di chi oggi ti attacca. Stai presidiando il confine che impedisce al potere di trasformarci in biomassa gestibile. Il vero atto solidale oggi non è ubbidire ciecamente, ma difendere l'inviolabilità del corpo di tutti, affinché domani nessuno sia più costretto a sacrificare se stesso sull'altare di una statistica ministeriale. E non importa se l'opinione popolare non comprende la nostra lotta, per noi questo è importante perchè se non difendiamo quel diritto, tutti gli Italiani perdono quel diritto. E' in gioco il nostro futuro.
NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it)

Nel 2017 esce la Legge Lorenzin che rafforza non solo l'obbligo vaccinale ma anche sanzione e, seppur mediatica-politica, la perdita di diritti (esclusione scolastica). Il Consiglio di Stato, adunanza della Commissione speciale del 20 settembre 2017 - NUMERO AFFARE 01614/2017, interviene con: "Ritiene, invero, questa Commissione Speciale che la previsione della copertura vaccinale sia funzionale all’adempimento di un generale dovere di solidarietà che pervade e innerva tutti i rapporti sociali e giuridici. Senza entrare in valutazioni di carattere epidemiologico che dovrebbe essere riservate agli esperti (e che certamente non spettano ai giuristi), risulta infatti evidente - sulla base delle acquisizioni della migliore scienza medica e delle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali - che soltanto la più ampia vaccinazione dei bambini costituisca misura idonea e proporzionata a garantire la salute di altri bambini e che solo la vaccinazione permetta di proteggere, proprio grazie al raggiungimento dell’obiettivo "dell’immunità di gregge", la salute delle fasce più deboli, ossia di coloro che, per particolari ragioni di ordine sanitario, non possano vaccinarsi”. Tutti noi siamo stati educati che i vaccini sono importanti, hanno debellato malattie mortali, servono per proteggere tutti e ci sta tutto ma c'è un limite che è stato superato cioè quello dell'inviolabilità del corpo umano, sopratutto durante il Covid, che nulla c'entra con lo Stato di Diritto. Per la scienza, l'immunità di gregge (herd immunity) è un concetto teorico nato negli anni '30 osservando le epidemie di morbillo. Si riferisce alla protezione che si ottiene quando una vasta parte della popolazione ha superato la malattia naturalmente, sviluppando un'immunità sterilizzante, completa e duratura (che coinvolge sia le IgA delle mucose che le IgG del sangue). Si basa poi sul valore R0 (numero di riproduzione di base), il quale rappresenta il numero medio di persone che un singolo individuo infetto può contagiare in una popolazione completamente suscettibile, che cambia in base alla patologia. Per esempio il morbillo ha un R0 a 12-18, chiedendo il 92-95% di copertura. Mentre l'influenza stagionale varia da 0.9 – 2.1, chiedendo il 50% di copertura. Per il Covid siamo passati dal ceppo originale di Wuhan con R0 da 2.5 – 3, chiedendo il 60-70% alla variante Omicron da 12-18, chiedendo il 92-95%. L'immunità naturale (da guarigione) crea una barriera nelle mucose respiratorie (IgA). I vaccini attuali stimolano principalmente gli anticorpi nel sangue (IgG). Questo significa che il virus può comunque colonizzare il naso e la gola del vaccinato e diffondersi agli altri. Se il virus "passa", non c'è protezione collettiva, ma solo (eventuale) protezione individuale dai sintomi gravi. Poiché i vaccini hanno mostrato una protezione dall'infezione molto bassa ed a rapido decadimento (waning), la matematica dice che anche vaccinando il 100% della popolazione, il virus continuerebbe a circolare. La propaganda scientifica poi ha deliberatamente confuso per anni la distinzione tra immunità di gregge (naturale) e copertura vaccinale (artificiale), puntando gli obiettivi solo su quest'ultima. Un timbro sul libretto vaccinale. In questo caso, la scelta di vaccinarsi rientra esclusivamente nell'autodeterminazione del singolo (Art. 32 della Costituzione), esattamente come la scelta di curarsi per una patologia non trasmissibile. Lo Stato non può obbligarti a un trattamento che ha benefici solo per te (o presunti tali), perché verrebbe meno l'interesse collettivo. Infatti il "gregge" non esiste se il recinto è bucato.
Ma il peggio lo sancisce, in extra giudicato, la Corte Costituzionale. Il parere 5/2018 rappresenta uno dei passaggi più controversi e discussi degli ultimi anni, poiché ha fatto da "apripista" giuridico all'estensione degli obblighi vaccinali (all'epoca per il decreto Lorenzin sui minori). La Corte ha stabilito che il diritto alla salute non è solo un "diritto individuale" (come previsto dall'Art. 32), ma ha anche una valenza sociale. Secondo i Giudici, la legge può imporre un trattamento sanitario se questo è diretto non solo a migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri. È interessante notare che la Corte specifica che l'obbligo vaccinale non è una "coercizione fisica" (nessuno ti prende con la forza), ma un condizionamento. Qui la Corte introduce il concetto di "dovere di solidarietà" (Art. 2 Cost.) come giustificazione per limitare l'autodeterminazione del singolo, senza mai riportare il consenso/dissenso informato, cioè come se i vaccini non fossero un atto medico ma altro. La giustificazione della "salute collettiva" si basa su un utilitarismo becero: "È meglio che soffra uno per salvarne cento". È il momento in cui, giuridicamente, l'individuo inizia a essere trattato come "parte di un gregge" e non come fine in sé. Un punto fondamentale della sentenza (che spesso viene ignorato da chi sostiene l'obbligo) è che il trattamento non è lecito se mette a rischio la salute del singolo oltre una soglia di "normalità", cioè solo se il danno è lieve o trattabile ma che il danno c'è. Se lo Stato ti chiede di rischiare una miocardite o una reazione avversa per proteggere un "gregge" che il farmaco nemmeno garantisce, non sta chiedendo solidarietà, sta esigendo un olocausto statistico. Se la salute fosse davvero collettiva, il corpo sarebbe un "bene demaniale" (come una strada o un ponte). Ma il diritto riconosce che il corpo è il luogo della sovranità individuale. "Nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana." (Art. 32, comma 2). Questi "limiti" sono l'inviolabilità fisica e la dignità. Se un vaccino può causare un danno (anche raro), l'obbligo viola il limite del rispetto della persona. Fine della discussione legale.
Infatti partiamo dal presupposto che la narrazione del "vaccinarsi per gli altri" o "per proteggere i più fragili" è pura propaganda emotiva mentre ci fanno il lavaggio del cervello. Anzi è il passaggio cruciale dalla Bioetica della cura alla Biopolitica del controllo. Non siamo più cittadini con sogni, diritti e storie (la bios), ma solo organismi da gestire, vaccinare e monitorare (la zoé). Per "salvare la vita" (biologica), lo Stato distrugge tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta (libertà, socialità, istruzione, dignità). È il trionfo della medicina come religione di Stato, lo scientismo, che gestisce la vita e la morte. Se accettiamo che la salute collettiva possa esigere il sacrificio della salute individuale (senza consenso e sotto ricatto), abbiamo accettato il principio del Totalitarismo Biologico. Se oggi è un vaccino per "il bene comune", domani potrebbe essere un espianto d'organi obbligatorio o l'eutanasia di Stato per "non pesare sulle casse comuni". Se l'individuo è un costo o un rischio, lo Stato "razionalizza" la sua esistenza. Infatti non è una questione vaccini si o vaccini no ma che nel mio corpo decido solo io cosa far entrare, a prescindere dal consiglio medico o dall'interesse pubblico. Difendere l'inviolabilità del corpo non è una scelta sanitaria, è la difesa della nostra Libertà Metafisica, la quale esprime il concetto che situa la nostra libertà non "dentro" le leggi dello Stato, ma "prima" di esse. È l'idea che l'essere umano possieda una sovranità intrinseca che non gli è stata concessa da nessun governo, e che quindi nessun governo può legittimamente revocare. La Libertà Metafisica afferma che il confine della tua pelle è il confine del tuo regno. Se perdi questo, diventi un "affittuario" del tuo stesso corpo, soggetto a sfratto o modifica da parte del "proprietario" (lo Stato). La Libertà Metafisica è il potere di agire secondo la propria coscienza, anche quando questa contrasta con la norma sociale o il "senso comune" imposto ed in quell'istante, tu eserciti una libertà che è fuori dalla portata del legislatore, la libertà di restare fedele alla tua natura. Il diritto positivo (le leggi scritte) può stabilire anche obblighi, ma la Libertà Metafisica stabilisce dei limiti invalicabili. Comunque anche il nostro ordinamento non riconosce la tutela della salute collettiva come sacrificio del singolo per proteggere gli altri e la Sentenza 5/2018 non ha dato il via libera alla violazione del nostro corpo. Ha solo detto che, se obbligo deve esserci, lo decide lo Stato e non la Regione. Tutto il resto è un eccesso di giudicato che la politica usa come clava per zittire il dissenso.
Infatti il diritto alla salute (Art. 32 Cost.) è un diritto dell'individuo. Non esiste una "salute della massa" che possa essere migliorata peggiorando la salute del singolo. La salute è un bene incomprimibile, o è tutelata nel singolo o non è affatto tutelata. La "salute collettiva" è solo la somma delle saluti individuali; se ne colpisci una, hai già tradito il precetto costituzionale. Infatti la "tutela della salute pubblica o collettiva" impone come pericolo per la comunità di un agente esterno tipo una falda inquinata, fumi tossici, inquinamento ambientale ma agisce nel rimuovere la causa, non dentro il corpo di chi colpito. Lo Stato ha il dovere di garantire che l'acqua sia potabile, che l'aria non sia tossica, che il cibo sia sano. Questa è la dimensione collettiva, agire sull'ambiente intorno all'uomo. Lo Stato non può usare il corpo di un cittadino come "scudo" o "filtro" per proteggerne un altro. Quando lo Stato pretende di "bonificare" te stesso tramite un'iniezione, sta invertendo il principio. Non sta pulendo l'aria che respiri, sta modificando la tua biologia interna. Questa non è tutela della salute pubblica, è ingegneria sociale biologica. Ti dicono che il sacrificio serve alla comunità, ma serve solo a coprire le carenze del sistema sanitario od a proteggere contratti commerciali secretati. Nessuno può essere chiamato a rischiare la propria vita o la propria salute per una statistica collettiva. Se lo Stato ti chiede di "sacrificarti", non è più uno Stato di diritto ma un Leviatano che si nutre dei suoi figli. Capire che la "salute pubblica" riguarda l'ambiente e non il controllo del corpo permette ai cittadini di smettere di sentirsi in colpa. Rompere il senso di colpa significa togliere allo Stato il potere di manipolare le masse attraverso la favola del "sacrificio dell'eroe".
Ci hanno parlato di "sacrificio dell'eroe", di "dovere civico" e di una "salute collettiva" che avrebbe il diritto di calpestare l'individuo. Perchè usano la figura dell'eroe? Perché l'eroe appartiene alla sfera del Sacro, non del Diritto. Quando una società è in crisi (pandemia), cerca un rito di purificazione. La vaccinazione di massa è stata trasformata in un rito di iniziazione collettiva. Chi non partecipa non è solo "uno che non si cura", è l' infedele, il "sacrilego" che impedisce la salvezza del gruppo. A livello filosofico e giuridico, il parallelo tra il sacrificio del soldato e la vaccinazione di massa è l'artificio retorico più potente — e pericoloso — utilizzato dal potere. Filosoficamente, il soldato è l'unico soggetto a cui lo Stato chiede legalmente di morire. Ma questo si basa su un presupposto preciso cioè che il soldato accetta il rischio perché la sua funzione è il combattimento. Egli è parte di una gerarchia bellica. Il soldato opera nello "stato di eccezione" della guerra. In guerra, il soldato sacrifica la vita per difendere un confine o un popolo da un'aggressione esterna. Applicare la logica del soldato al civile significa militarizzare la società civile. Se il cittadino è un soldato, allora il corpo del cittadino appartiene allo Stato come un'arma o un'armatura. Nella vaccinazione di massa, il "nemico" è stato identificato nel cittadino stesso (il "non vaccinato" come l'untore, il nemico interno). In questo scenario, la salute non è più un diritto dell'individuo, ma un'efficienza del parco buoi dello Stato.
Quando il Consiglio di Stato e la Corte Costituzionale abusano della parola "Solidarietà" per giustificare l'invasione del nostro corpo, stanno compiendo un furto semantico. Stanno chiamando "amore per il prossimo" quella che è, in realtà, sottomissione al potere. Nessun dovere di solidarietà può spingersi fino a imporre a un individuo di correre un rischio per la propria salute (specialmente se ignoto o sperimentale) per un presunto beneficio altrui. Solidarietà è un atteggiamento di benevolenza e comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, certamente diverso dal sacrificio, perché quest'ultimo implica la privazione di un bene proprio (spesso l'integrità o la vita) a favore di un altro, mentre la solidarietà è una scelta di partecipazione che arricchisce il tessuto sociale senza dover necessariamente annientare il singolo. Ma la solidarietà non è un assegno in bianco firmato col sangue dei nostri figli. Non esiste solidarietà senza trasparenza. Non esiste dovere senza responsabilità. Se lo Stato vuole la nostra solidarietà, deve prima darci la Verità: analisi dei lotti, dati reali sulle reazioni avverse e rispetto assoluto del Consenso Informato. Finché mancheranno questi elementi, quello che chiedono non è solidarietà, è sottomissione biologica. E noi, armati della Costituzione e della Legge 219, diciamo che il corpo è inviolabile e, difendendo l'inviolabilità del tuo corpo, tu stai difendendo anche il mio, quello del tuo vicino e persino quello di chi oggi ti attacca. Stai presidiando il confine che impedisce al potere di trasformarci in biomassa gestibile. Il vero atto solidale oggi non è ubbidire ciecamente, ma difendere l'inviolabilità del corpo di tutti, affinché domani nessuno sia più costretto a sacrificare se stesso sull'altare di una statistica ministeriale. E non importa se l'opinione popolare non comprende la nostra lotta, per noi questo è importante perchè se non difendiamo quel diritto, tutti gli Italiani perdono quel diritto. E' in gioco il nostro futuro.
NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it)
