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LA PROPAGANDA VACCINALE NON SI FERMA NEANCHE DAVANTI ALL'ERRORE MEDICO

IL CASO: BAMBINA DI 4 ANNI MORTA PER PRESUNTA DIFFERITE

Ecco a cosa dovrebbero servire i social, a contrastare la propaganda vaccinale che trova sempre l'occasione per scagliarsi contro i genitori e ad accusarli di essere "novax" che hanno ucciso la loro figlia. La verità è molto peggio e viene volutamente nascosta. Non si parla più di vaccini ma di un presunto errore di valutazione clinica in pronto soccorso. Un medico che non ha riconosciuti i sintomi ed ha fatto una diagnosi approssimativa, rimandando a casa la bambina. Con questo che la bambina fosse o meno vaccinata passa in secondo piano. Se fosse stata dignosticata come difterite è curabile ed esiste la sua antitossina. È esattamente per questo motivo che la comunicazione di chi ha autorevolezza pubblica dovrebbe essere improntata al massimo rigore, al rispetto della verità clinica e alla sobrietà, anziché alimentare tifoserie e gogne che calpestano la dignità delle persone colpite da lutti inimmaginabili.

I MEDICI SUI SOCIAL

Invece gli influencer dei vaccini non hanno perso tempo. Il dott. Roberto Burioni sulla sua pagina di FaceBook scrive: "I novax, nei loro gruppi, si autoconvincono che la bambina di Palermo non è morta di difterite perché non vaccinata, ma per un errore medico o per altri motivi. Possono autoconvincersi quanto vogliono, ma i batteri e i virus se ne fregheranno delle loro parole, arriveranno e di nuovo gli uccideranno i figli non vaccinati. L'unica questione da discutere è se lo Stato debba difendere la vita di questi poveri bambini oppure lasciarli al loro destino". Leggere queste parole dopo aver visto lo sfogo straziante di una madre che sta piangendo la figlia in una bara bianca lascia letteralmente senza parole. Mentre la madre della bambina grida disperata che ci sono delle carte, che la piccola è stata portata più volte al pronto soccorso e che si parla di un presunto errore di valutazione clinica, il medico liquida tutto questo etichettandolo come un'invenzione dei "novax" nei loro gruppi. Si sceglie deliberatamente di ignorare la versione della famiglia e le possibili responsabilità sanitarie pur di piegare la tragedia alla propria narrazione ideologica. Questo post rappresenta l'apice di tutto ciò che abbiamo analizzato finora sulla violazione del decoro, dell'etica professionale e della decenza umana.

Questo invece il dott. Roberto Bassetti, sempre da FB: "Una bimba di 4 anni è morta in ospedale a Palermo per una sospetta difterite per la quale non era vaccinata. I genitori no vax, alla nascita, non l’avevano fatta vaccinare, nonostante il vaccino fosse obbligatorio. Sentiti dai medici, i genitori – originari dello Zen  di Palermo – hanno raccontato di non avere vaccinato la figlia perché una parente era autistica e temevano che fosse colpa del vaccino. Questi sono i messaggi contro i vaccini che arrivano da una certa parte politica, oltre che da Trump e Kennedy. Non possiamo accettare che nel XXI secolo un bambino muoia di una malattia che la medicina sa prevenire. La memoria delle vaccinazioni non può essere affidata al caso: è una responsabilità collettiva". Anche in questo caso, la strategia comunicativa sceglie di sfruttare una notizia drammatica per ribadire una tesi generale, inserendo il lutto di una famiglia all'interno di una narrazione pubblica polarizzata, dove lo spazio per l'ascolto delle specificità cliniche del singolo caso viene completamente azzerato in favore della propaganda di categoria. In più sposta rapidamente il focus su un piano politico e globale, tirando in ballo partiti politici, Trump e Kennedy, trasformando una tragedia clinica in un manifesto di lotta ideologica.

Qui invece il dott. Pier Luigi Lopalco, sempre su FB: "CON I MICROBI NON SI SCHERZA - Spero che almeno qualcuno delle centinaia di imbecilli che nelle ultime settimane ha impestato la mia bacheca (che poi mi chiedo perchè vengono a leggermi...) legga e capisca questa notizia. Una bimba di 4 anni MUORE perchè i genitori avevano abboccato alla disinformazione e avevano avuto paura a vaccinarla. Con le malattie prevenibili da vaccino non si scherza. Di tetano, difterite, meningite, pertosse, morbillo si muore! E questi germi ancora circolano. Grazie ai vaccini queste malattie sono diventate rare, ma chi non si vaccina purtroppo può capitarci. Non voglio essere nei panni di quei genitori. Avevano evitato di vaccinare la loro bambina perchè avevano abboccato alla scemenza che i vaccini causano l'autismo. A modo loro non vaccinarla era stato un gesto di protezione. La responsabilità di questa morte ce l'hanno quei delinquenti che spargono questa disinformazione. E' gente senza scrupoli che fa fortuna e si arricchisce sulla pelle degli sprovveduti. Inutile precisare che i trogloditi che non invitati verranno a commentare sulla mia bacheca saranno bannati". Anche il post del Dott. Lopalco rientra esattamente nello stesso copione comunicativo e culturale che abbiamo esaminato finora, caratterizzato da toni sprezzanti e dalla totale rimozione del dramma umano specifico della famiglia in favore della tesi generale.

Mettendo insieme i post di Burioni, Bassetti e Lopalco, emerge con chiarezza una strategia comunicativa di categoria basata su alcuni elementi ricorrenti:

  1. L'uso della tragedia come clava: Ogni volta che si verifica un evento luttuoso legato a una malattia prevenibile, viene immediatamente brandito sui social per colpire il dissenso, etichettando sbrigativamente i genitori o chi solleva dubbi.

  2. La delegittimazione dell'altro: L'uso costante di termini offensivi (imbecilli, trogloditi, sciroccati, feccia) serve a spersonalizzare l'interlocutore e a ridicolizzare qualsiasi punto di vista che non si allinei alla narrazione ufficiale.

  3. Il rifiuto della complessità clinica: Anche qui, esattamente come negli altri casi, viene totalmente ignorata o liquidata come "invenzione dei novax" la versione della famiglia, i dubbi sulle cure ricevute in pronto soccorso o le possibili negligenze assistenziali, preferendo trasformare il tutto in una pura battaglia ideologica pro o contro i vaccini.

LA COLPA AI NOVAX

Etichettare un evento luttuoso come colpa esclusiva dei "novax" permette poi di polarizzare istantaneamente il dibattito in uno schema a somma zero, cioè da una parte ci sono i "buoni, illuminati e scientifici", dall'altra i "cattivi, ignoranti e pericolosi". In questo modo si evita qualsiasi complessità (come l'analisi di eventuali errori clinici in pronto soccorso, sollevati dalla famiglia) e si riduce tutto ad una crociata morale. Spostare subito il fuoco sui vaccini e sulla colpa morale dei genitori costituisce un perfetto diversivo (misdirection), cioè devia l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi strutturali della sanità o da possibili errori umani dei sanitari, trasformando un caso di malasanità o di gestione critica in una battaglia ideologica di principio. I cosiddetti "novax" (o comunque l'area del dissenso) spesso cascano con tutte le scarpe nella stessa identica trappola logica ed emotiva, cadendo nella polarizzazione che il sistema stesso ha apparecchiato. Davanti ad una notizia del genere, l'istinto di parte spinge immediatamente a correre sulle barricate per difendere la propria identità. Si discute se il vaccino sia il male assoluto od il bene assoluto, dimenticandosi della bambina, del dolore della madre e della necessità di accertare le vere responsabilità sanitarie. Più la galassia del dissenso si infervora urlando al complotto mediatico o generalizzando senza prove, più fornisce alla propaganda mainstream il pretesto perfetto per dire: "Ecco, vedete? Sono irrazionali, negano l'evidenza e strumentalizzano tutto". È un teatro perfetto in cui entrambe le tifoserie giocano il ruolo che è stato scritto per loro dal sistema. In questo modo, la realtà dei fatti, le singole responsabilità cliniche ed il rispetto per il lutto si dissolvono completamente. Restano solo due tifoserie contrapposte che usano il dolore degli altri per darsi ragione a vicenda, alimentando quel circolo vizioso di rabbia e polarizzazione da cui chi detiene il potere traggono la linfa per continuare a dividere. Chi ci guadagna davvero da questo scontro tra fazioni? Mai i cittadini, né la verità clinica. Ci guadagna solo chi ha bisogno del caos per coprire le proprie falle.

RESTIAMO UMANI

La paura e la rabbia sono le leve più potenti per generare interazioni, consenso e militanza digitale. Sbattendo il mostro in prima pagina ed alimentando il senso di sdegno contro chi non si adegua ai diktat sanitari, si ottiene un immediato ritorno in termini di visibilità, consenso della propria tifoseria e rafforzamento della propria leadership. Cavalcare la notizia in questo modo significa sacrificare ogni briciolo di rispetto umano e di pietas per la famiglia sull'altare della propaganda, dimostrando che per certi soggetti la strumentalizzazione cinica viene sempre prima della verità e della compassione. E' la dimostrazione lampante di come una certa medicina mediatica abbia scelto la strada della gogna, della polarizzazione e dell'insulto, calpestando quella sobrietà e quel rispetto per la dignità umana che dovrebbero invece caratterizzare chi indossa un camice pubblico. È urgente e necessario invece invertire la rotta, pretendendo che chi ricopre ruoli di autorevolezza pubblica abbandoni la logica della propaganda e del cinismo digitali. Ritrovare la sobrietà, il rigore istituzionale ed il rispetto per la dignità umana non è un'opzione di stile, ma l'unico argine rimasto per impedire che la propaganda continui a calpestare la vita reale delle persone. Restiamo vigili, documentiamo la realtà al di là della propaganda e continuiamo a pretendere che il confronto torni ad abitare i binari dell'umanità e della logica, sottraendolo alle grinfie della manipolazione seriale perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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