LA PRIMA VERA GABBIA DIGITALE
Cita da Alessandra Ghisla su 20 Aprile 2026, 17:10
Decine di notizie inutili, migliaia di like, condivisioni, emoji e poi firme con un click e la giornata è andata, convinti di aver partecipato alla guerra come bravi soldatini. Peccato però che i social media ci hanno addestrato a confondere la reazione con l’azione. Un fenomeno che in sociologia della comunicazione chiamano "Slacktivism" (attivismo da poltrona) unito ad una precisa dinamica di psicologia delle masse. Il "Like" e la "Condivisione" sono gratificazioni istantanee, dopamina pura come per chi non riesce a smettere di giocare online. L'utente sente di aver "fatto la sua parte" con un click, scaricando la tensione morale senza compiere l'azione reale (firmare/aderire/partecipare). Purtroppo avete passato anni a credere che un "Mi piace" fosse una forma di resistenza. Vi hanno illuso che condividere un video indignato fosse "fare informazione". Vi hanno addomesticati, trasformando la vostra rabbia in dati per gli inserzionisti pubblicitari. Il social è il recinto dove il sistema vi permette di urlare per evitare che usciate a mordere. Finché scrivete commenti sotto il post del Ministro, siete sotto controllo. Siete rumore bianco. Siete una statistica di "engagement". Il sistema non teme milioni di commenti. Il sistema teme UNA sola PEC scritta con criterio, perché quella PEC apre un procedimento, obbliga ad una risposta e crea una responsabilità penale e amministrativa. Il sistema ha studiato perfettamente la psicologia delle masse digitali. Il sistema aveva previsto tutto, cioè aveva previsto che sareste stati migliaia a guardare e solo una manciata ad agire. Ogni vostro "like" senza azione è la conferma che il loro piano sta funzionando. Ogni vostra condivisione senza partecipare attivamente è un mattone in più nel muro della vostra cella. Se pensate che oggi basti guardare video o leggere post sui social per combattare questa guerra, siete degli illusi. Senza l'azione, la conoscenza è solo una decorazione per la vostra schiavitù. Il sistema vi vuole così, rumorosi sui social e muti davanti agli atti. Il potere non teme la tua rabbia digitale, teme la tua firma analogica. Sapete invece cosa davvero non serva a niente? Il vostro commento sui social. Tra 24 ore, il post di un gattino, l'ultima polemica politica/televisiva o l'ultima notizia inutile di geopolitica spazzeranno via le vostre lamentele. Nel mondo digitale non resta nulla, è solo un pixel che il sistema spegnerà stasera. Siete polvere che urla nel vento. L'atto scritto, invece, resta. Un documento inviato via PEC, un'istanza o diffida, un esposto alla Guardia di Finanza od ai NAS, invece queste cose entrano nel sistema. Diventano Protocollo. Diventano Responsabilità. Dite che "tanto ci ignorano"? Vi sbagliate. Per decidere di ignorarci, prima devono leggerci. Nella psicologia del potere, il silenzio non è assenza di azione, è una scelta difensiva. Se un ufficio ignora una PEC tecnicamente ineccepibile, non sta esercitando forza, sta manifestando panico procedurale. Una persona con una PEC ha costretto un intero ufficio all'illegalità pur di non affrontarlo. Questa è la vera forza. Il Governo teme questi soldati perché sono imprevedibili. Il sistema ha digitalizzato tutto per poter controllare tutto con un algoritmo. Ma un atto analogico, una firma autografa spedita via PEC, costringe un essere umano dall'altra parte a uscire dall'automatismo, a protocollare manualmente, a leggere. Abbiamo rotto la loro "zona di comfort". Per ignorarci, devono prima decidere consapevolmente di violare la legge. In quel momento, tu sei il loro incubo notturno, non un semplice utente social.
La democrazia ci ha abituati a pensare che servano le "piazze piene" per cambiare le cose. È una trappola mentale perchè non serve essere milioni per vincere, serve essere irremovibili. D'altronde Margaret Mead scrisse: "Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In fondo, è l'unico modo in cui è sempre successo". In sociologia, questo principio è noto come la Teoria della Minoranza Attiva. Non è la massa a fare la storia, ma una minoranza coerente, determinata e tecnicamente preparata che riesce a rendere instabile il consenso della maggioranza apatica. Ancora sfugge che in Diritto UNA sola persona vale come 58 milioni di cittadini. Il sistema è preparato a gestire la folla (con gli idranti o le forze dell'ordine), ma è totalmente impreparato a gestire poche persone colte, determinate e che non chiedono nulla se non il rispetto della norma. Il potere non teme la rabbia, che reprime facilmente ma teme la competenza e determinazione. Oggi non vi chiedo di essere una massa, vi chiedo di essere quella minoranza attiva. Vi chiedo di smettere di correre nella ruota del criceto e di scendere sul terreno della realtà che davvero vi riguarda. Non fatelo per me. Non fatelo per un ideale astratto. Fatelo perché siete Esseri Umani ed i vostri diritti nascono e muoiono con voi. Il sistema ha scommesso sulla vostra pigrizia digitale. Ha scommesso che, dopo aver letto queste righe, metterete un cuoricino e passerete oltre. Dimostrategli che ha perso. Dimostrategli che siete ancora esseri umani capaci di azioni che hanno valore legale e non solo pixel destinati a svanire nel feed di domani. La porta della gabbia è aperta. La scelta è nelle vostre mani. Passate dal commento al documento. Tornate a essere cittadini che esercitano un diritto, prima che il pixel diventi l’unica traccia della vostra esistenza perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

Decine di notizie inutili, migliaia di like, condivisioni, emoji e poi firme con un click e la giornata è andata, convinti di aver partecipato alla guerra come bravi soldatini. Peccato però che i social media ci hanno addestrato a confondere la reazione con l’azione. Un fenomeno che in sociologia della comunicazione chiamano "Slacktivism" (attivismo da poltrona) unito ad una precisa dinamica di psicologia delle masse. Il "Like" e la "Condivisione" sono gratificazioni istantanee, dopamina pura come per chi non riesce a smettere di giocare online. L'utente sente di aver "fatto la sua parte" con un click, scaricando la tensione morale senza compiere l'azione reale (firmare/aderire/partecipare). Purtroppo avete passato anni a credere che un "Mi piace" fosse una forma di resistenza. Vi hanno illuso che condividere un video indignato fosse "fare informazione". Vi hanno addomesticati, trasformando la vostra rabbia in dati per gli inserzionisti pubblicitari. Il social è il recinto dove il sistema vi permette di urlare per evitare che usciate a mordere. Finché scrivete commenti sotto il post del Ministro, siete sotto controllo. Siete rumore bianco. Siete una statistica di "engagement". Il sistema non teme milioni di commenti. Il sistema teme UNA sola PEC scritta con criterio, perché quella PEC apre un procedimento, obbliga ad una risposta e crea una responsabilità penale e amministrativa. Il sistema ha studiato perfettamente la psicologia delle masse digitali. Il sistema aveva previsto tutto, cioè aveva previsto che sareste stati migliaia a guardare e solo una manciata ad agire. Ogni vostro "like" senza azione è la conferma che il loro piano sta funzionando. Ogni vostra condivisione senza partecipare attivamente è un mattone in più nel muro della vostra cella. Se pensate che oggi basti guardare video o leggere post sui social per combattare questa guerra, siete degli illusi. Senza l'azione, la conoscenza è solo una decorazione per la vostra schiavitù. Il sistema vi vuole così, rumorosi sui social e muti davanti agli atti. Il potere non teme la tua rabbia digitale, teme la tua firma analogica. Sapete invece cosa davvero non serva a niente? Il vostro commento sui social. Tra 24 ore, il post di un gattino, l'ultima polemica politica/televisiva o l'ultima notizia inutile di geopolitica spazzeranno via le vostre lamentele. Nel mondo digitale non resta nulla, è solo un pixel che il sistema spegnerà stasera. Siete polvere che urla nel vento. L'atto scritto, invece, resta. Un documento inviato via PEC, un'istanza o diffida, un esposto alla Guardia di Finanza od ai NAS, invece queste cose entrano nel sistema. Diventano Protocollo. Diventano Responsabilità. Dite che "tanto ci ignorano"? Vi sbagliate. Per decidere di ignorarci, prima devono leggerci. Nella psicologia del potere, il silenzio non è assenza di azione, è una scelta difensiva. Se un ufficio ignora una PEC tecnicamente ineccepibile, non sta esercitando forza, sta manifestando panico procedurale. Una persona con una PEC ha costretto un intero ufficio all'illegalità pur di non affrontarlo. Questa è la vera forza. Il Governo teme questi soldati perché sono imprevedibili. Il sistema ha digitalizzato tutto per poter controllare tutto con un algoritmo. Ma un atto analogico, una firma autografa spedita via PEC, costringe un essere umano dall'altra parte a uscire dall'automatismo, a protocollare manualmente, a leggere. Abbiamo rotto la loro "zona di comfort". Per ignorarci, devono prima decidere consapevolmente di violare la legge. In quel momento, tu sei il loro incubo notturno, non un semplice utente social.
La democrazia ci ha abituati a pensare che servano le "piazze piene" per cambiare le cose. È una trappola mentale perchè non serve essere milioni per vincere, serve essere irremovibili. D'altronde Margaret Mead scrisse: "Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In fondo, è l'unico modo in cui è sempre successo". In sociologia, questo principio è noto come la Teoria della Minoranza Attiva. Non è la massa a fare la storia, ma una minoranza coerente, determinata e tecnicamente preparata che riesce a rendere instabile il consenso della maggioranza apatica. Ancora sfugge che in Diritto UNA sola persona vale come 58 milioni di cittadini. Il sistema è preparato a gestire la folla (con gli idranti o le forze dell'ordine), ma è totalmente impreparato a gestire poche persone colte, determinate e che non chiedono nulla se non il rispetto della norma. Il potere non teme la rabbia, che reprime facilmente ma teme la competenza e determinazione. Oggi non vi chiedo di essere una massa, vi chiedo di essere quella minoranza attiva. Vi chiedo di smettere di correre nella ruota del criceto e di scendere sul terreno della realtà che davvero vi riguarda. Non fatelo per me. Non fatelo per un ideale astratto. Fatelo perché siete Esseri Umani ed i vostri diritti nascono e muoiono con voi. Il sistema ha scommesso sulla vostra pigrizia digitale. Ha scommesso che, dopo aver letto queste righe, metterete un cuoricino e passerete oltre. Dimostrategli che ha perso. Dimostrategli che siete ancora esseri umani capaci di azioni che hanno valore legale e non solo pixel destinati a svanire nel feed di domani. La porta della gabbia è aperta. La scelta è nelle vostre mani. Passate dal commento al documento. Tornate a essere cittadini che esercitano un diritto, prima che il pixel diventi l’unica traccia della vostra esistenza perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
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