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LA DIFFERENZA TRA DIRITTO ED OBBLIGO DI ISTRUZIONE

 

Partiamo da un presupposto fondamentale: non esiste più la scuola dell'obbligo. Per intenderci quando non andavi a scuola e venivano i carabinieri a prenderti. Oggi si parla di DIRITTO DI ISTRUZIONE/SOCIALIZZAZIONE/INCLUSIONE da 0-18 anni (dai nidi alle università) che deve essere garantito dallo Stato che non è la stessa cosa dell'OBBLIGO DI ISTRUZIONE 6-16 anni (dalle elementari alle superiori) che deve essere assolto dai genitori.

È fondamentale distinguere i due piani giuridici per comprendere la struttura del sistema educativo italiano. Ecco la distinzione netta tra l'obbligo gravante sui genitori ed il diritto garantito dallo Stato.

1. L'Obbligo di Istruzione (in capo ai genitori/tutori)

L'obbligo di istruzione riguarda la responsabilità giuridica degli adulti di riferimento nei confronti dei minori.

  • Fascia d'età: Attualmente in Italia riguarda la fascia dai 6 ai 16 anni (dalla scuola primaria al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado o alla formazione professionale).

  • Natura del dovere: È un dovere giuridico e sociale imposto ai genitori (o a chi ne fa le veci) dall'articolo 30 della Costituzione («È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli») e dalla normativa ordinaria. Per assolverlo basta aver iscritto a scuola (statale, privata o privata paritaria) il minore.

  • Lo scopo: Lo Stato impone questo obbligo per garantire che ogni minore riceva un livello minimo di istruzione e formazione, indispensabile per la crescita personale e l'esercizio della cittadinanza. Dato sia solo il diritto di istruzione e non socializzazione è prevista anche l'istruzione parentale (home scholling).

  • La sanzione: L'inosservanza di questo obbligo da parte dei genitori comporta conseguenze giuridiche, che possono essere di natura amministrativa o, nei casi più gravi di abbandono scolastico, penale (articolo 731 del Codice Penale).

  • Il soggetto responsabile: Il responsabile dell'adempimento è il genitore. Lo Stato, tramite le istituzioni scolastiche, vigila e sanziona l'inadempienza.

2. Il Diritto all'Istruzione, Socializzazione e Inclusione (garantito dallo Stato)

Il diritto all'istruzione è una prerogativa inalienabile della persona, indipendentemente dall'obbligo scolastico dei genitori.

  • Fascia d'età: Si estende dalla nascita fino al compimento del diciottesimo anno di età (e oltre, coprendo l'intero percorso universitario). Include quindi servizi educativi non obbligatori per i genitori, come i nidi e le scuole dell'infanzia (0-6 anni), e prosegue per tutto il percorso dell'istruzione superiore e universitaria.

  • Natura del diritto: È un diritto sociale fondamentale ed inalienabile, sancito e tutelato dalla Costituzione Italiana agli articoli 2, 3 e 34 («La scuola è aperta a tutti», «L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita», «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi»).

  • Lo scopo: Lo Stato deve garantire a tutti i minori, fin dalla più tenera età, l'accesso a percorsi educativi che ne favoriscano lo sviluppo psicofisico, la socializzazione e l'inclusione, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che potrebbero impedirlo.

  • Il soggetto garante: In questo caso, il ruolo è invertito. È lo Stato (e per esso le amministrazioni pubbliche, inclusi Comuni e Regioni) ad avere il dovere incondizionato di predisporre le strutture — asili nido, scuole, servizi di supporto — e di erogare il servizio, garantendone l'accessibilità a tutti gli aventi diritto.

  • Incondizionatezza: Trattandosi di un diritto costituzionale, l'erogazione del servizio da parte dello Stato non può essere subordinata ad altre condizioni od adempimenti a carico del cittadino, quali la regolarità fiscale (pagamento di tributi come la TARI) o la produzione di certificazioni vaccinali non pertinenti all'accesso educativo stesso.

In sintesi

  • L'obbligo (6-16 anni) è ciò che lo Stato pretende dai genitori affinché i figli studino.

  • Il diritto (0-18 anni) è ciò che lo Stato deve garantire ad ogni bambino ed adolescente, indipendentemente dall'obbligo dei genitori.

Il diritto 0-18, includendo nidi e materne, è una garanzia pubblica che non può essere compressa o condizionata da logiche amministrative, sanitarie o di riscossione ma da quando è uscita la Legge lorenzin nel 2017 ho sentito spesso la frase "Nidi e materne non sono scuola dell'obbligo quindi i bambini possono essere esclusi". NIENTE DI PIU' FALSO. Solita propaganda messa in circolo per convincere i genitori a rinunciare a nidi e materne pubblici e privati e, per chi non può tenerli a casa,  a dover obbligatoriamente usufruire delle "scuole parentali", la quale retta può anche costare più di un collegio svizzero. Ed ecco così che si privatizza anche l'istruzione mentre le scuole si alleggeriscono di studenti, i genitori pagano doppiamente sia la statale che la privata. Un bel regalo per il Governo e per chi ha fiutato il business delle "scuole parentali" o "scuole online" che, grazie anche al Covid, ha visto aumentare i gradi scolastici. Infatti NESSUNA LEGGE, NEANCHE LA LORENZIN, IMPEDISCE ISCRIZIONE, ACCESSO E FREQUENZA NEI NIDI E NELLE MATERNE AI BAMBINI NON IN REGOLA CON LE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE. Quello che lo fa sono azioni arbitrarie e personali del dirigente/responsabile scolastico assolutamente fuori legge. 

“La migliore battaglia è quella che vinciamo senza combattere" è una frase scritta nel' L'Arte della Guerra di Sun Tzu. Convincere i genitori che la "Legge Lorenzin escluda i bambini 0-6 novax" oppure che "Nidi e materne non sono scuola dell'obbligo quindi potete restarne fuori" è stata la prima mossa per far si che NOI, non conoscendo i nostri diritti, NON lottassimo per difenderli. Vince il Governo a tavolino per resa spontanea dell'avversario. Tantissimi genitori hanno rinunciato proprio perchè "c'è la Legge" quando la Legge non c'entra nulla. Le esclusioni scolastiche sono assolutamente FUORI LEGGE e vanno denunciate in tutte le sedi possibili perchè se non lottiamo per UN diritto, TUTTI noi perdiamo quel diritto. 

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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