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IL DOTT. BURIONI ED I DANNEGGIATI DA VACCINO

In questi giorni il dott. Burioni si è scagliato contro i danneggiati da vaccino che sono stati a Roma il 18 ottobre. Modi discutibili a parte, se si apre un foglietto illustrativo dei vaccini contro il Covid, tocca anche dargli ragione. Non sta di certo agendo da essere umano, mostrando empatia, ma da medico con dati alla mano. Non fraintendete, sono convinta che i vaccini siano per tutti ma non tutti li sopportano, ma qui lui gioca sulla modalità di riconoscimento della REAZIONE AVVERSA DA VACCINO, che va spiegata per riconoscere il palese bias.

Molte persone che oggi hanno visto la loro salute peggiorare, anche in maniera cronica, raccontano che i medici, durante le visite, affermano una reazione avversa al vaccino che non possono però dichiarare ufficialmente. Infatti non è neanche il medico curante che può dichiarare una reazione avversa, a meno che non sia entro 15 giorni dall'inoculazione del vaccino (principio di casualità), ma avrebbe l'obbligo di segnalare OGNI cambio di salute con la farmacovigilanza attiva e di aprire la relativa scheda al paziente. Perciò chiedere ad un medico di riconoscere il danno da vaccino e di certificarlo è una richiesta impossibile, mentre va assolutamente chiesto di segnalare OGNI cambio di salute post-farmaco, anche a lungo termine, e quello lo deve fare. La sua mancanza è riscontrabile in una violazione del codice penale e disciplinare. Ma andiamo per ordine proprio per capire COME FARE ad aprirsi da soli una SEGNALAZIONE PER REAZIONE AVVERSA POST FARMACO<--- ne abbiamo già parlato qui, mettendo anche la procedura corretta e dove inviarla, ma vale la pena approfondire la questione.

1. A chi e come si può segnalare

• Si segnala una sospetta reazione avversa (ADR: Adverse Drug Reaction), che non è altro che QUALSIASI cambio di salute post farmaco, anche a lungo termine all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) tramite la sua piattaforma online oppure compilando uno specifico modulo (cartaceo o elettronico) da inviare al Responsabile di farmacovigilanza della struttura sanitaria oppure al Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) del medicinale (Azienda farmaceutica). 

• Anche i cittadini (non solo medici o operatori sanitari) possono segnalare. Diventa FARMACOVIGILANZA PASSIVA.

• Le segnalazioni riguardano qualsiasi cambio di salute post farmaco: grave o non grave, noto o non noto. 

• I tempi per gli operatori sanitari (nel caso di medicinali): entro 2 giorni dalla conoscenza del caso; per medicinali biologici (vaccini inclusi) il termine può essere ridotto a 36 ore.

2. Cosa succede dopo la segnalazione

• Una volta inviata, la segnalazione viene registrata nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) gestita da AIFA. 

• Le aziende farmaceutiche, se titolari del medicinale, hanno l’obbligo di raccogliere e trasmettere le segnalazioni ricevute alla farmacovigilanza (attiva e passiva).

• Successivamente la reazione viene valutata per decidere eventuali azioni regolatorie (es. modifica della scheda tecnica, restrizioni, sospensione) da parte dell’AIFA/regolatori. 

3. Come si dichiara se sia o meno una reazione avversa – il nesso di causalità

• Importante: la segnalazione è di una “sospetta reazione avversa”. Non significa che sia certamente causata dal farmaco. 

• La valutazione del nesso di causalità si basa su metodiche standardizzate, condivise a livello nazionale/internazionale (ad esempio algoritmi dell’World Health Organization per i vaccini). 

• I fattori che si considerano includono (ma non solo):

- la temporalità (il farmaco è stato assunto prima dell’evento?)

- se esistono altre cause possibili dell’evento (malattia, altri farmaci, condizioni concomitanti)

- il tipo di evento (è noto per quel farmaco/farmaco simile?)

- l’evidenza da letteratura, dati post‑marketing, tossicologia etc.

- Gli esiti possibili della valutazione sono ad esempio: correlabile, non correlabile, indeterminato, non classificabile. 

4. Quindi: quando e da chi viene dichiarato

• In un primo momento chi segnala invia i dati (paziente, farmaco sospetto, evento, tempistica). Non è richiesto che chi segnala dimostri la causalità.

• Poi la farmacovigilanza territoriale/regionale e AIFA (in coordinamento con l’azienda farmaceutica e la titolare dell’AIC) valutano il caso.

• A livello aziendale, il titolare dell’AIC ha un ruolo attivo nella raccolta, nella verifica, e nel rapporto con l’ente regolatorio.

• Solo dopo l’analisi il nesso di causalità può essere ufficialmente riconosciuto come correlato o meno al farmaco.

5. Cosa NON significa la segnalazione

• La segnalazione non significa automaticamente che il farmaco ha causato l’evento. Il fatto che l’evento si sia verificato dopo l’assunzione non prova di per sé una relazione causa‑effetto. 

• Non è dunque una “prova” isolata, ma un elemento che può scatenare ulteriori analisi, studi o modifiche al profilo di sicurezza del farmaco.

Nota importante

• Una singola segnalazione non prova causalità, anche se può essere riconosciuta come evento rarissimo.

• Serve un numero consistente di casi simili per poter modificare le informazioni sul farmaco od addirittura farlo ritirare dal mercato.

DIVENTA FONDAMENTALE CHE OGNI PROBABILE O PRESUNTO DANNEGGIATO DA VACCINO SI FACCIA LA SCHEDA DI FARMACOVIGILANZA PASSIVA. E' possibile segnalare anche dopo anni tramite visite mediche, prescrizioni, esami od altro.

Siate CITTADINI ATTIVI E CONSAPEVOLI che si muovono per farsi riconoscere il DANNO. Siate LIBERI di zittire questi medici come il dott. Burioni.

Alessandra Ghisla 

(Questo topic è di proprietà intellettuale dell'autore che ne permette condivisione ma con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it)