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I DIRITTI DEI MINORI - IL CASO DELLA "FAMIGLIA NEL BOSCO"

Partiamo da un presupposto che UN BAMBINO non è nè dello Stato nè di proprietà dei suoi genitori ma è un CITTADINO CON PROPRI DIRITTI CHE POTREBBERO ANCHE SUPERARE LE SCELTE GENITORIALI. Sono fondamentalmente 3 gli obblighi e doveri genitoriali: CURA, MANTENIMENTO ED ISTRUZIONE dei figli. Nel nostro ordinamento giuridico, la tutela dei minori è considerata un principio fondamentale e prioritario, sancito ai massimi livelli normativi. Il minore è visto non solo come un soggetto bisognoso di protezione, ma come un titolare di diritti autonomi che devono essere garantiti in ogni circostanza. La tutela dei minori si basa sui seguenti pilastri:
 
1. Il Principio del "Superiore Interesse del Minore" (Best Interest Principle)
Questo è il concetto cardine. Ogni decisione che riguarda un minore (dalla scuola, all'affidamento, alle cure mediche, fino alle decisioni giudiziarie) deve avere come priorità assoluta la considerazione del suo benessere psicofisico, morale ed educativo. I genitori sono legalmente responsabili della gestione dei figli fino alla loro maggiore età (18 anni) o fino a quando non raggiungono l'indipendenza economica. La responsabilità genitoriale include la cura, l'educazione, l'istruzione e la gestione del patrimonio del figlio. Dopo i 18 anni, i genitori non sono più legalmente responsabili dei figli, che diventano invece responsabili delle proprie azioni e dei propri debiti. Se i genitori sono incapaci di svolgere i loro compiti, la legge prevede che vengano assolti i loro doveri.
 
2. Normativa Internazionale e Costituzionale
La tutela ha basi solide e vincolanti:
  • Costituzione Italiana: Diversi articoli tutelano indirettamente il minore, in particolare l'Articolo 31 che impegna la Repubblica a proteggere l'infanzia e la gioventù, e l'Articolo 33 sul diritto all'istruzione.
  • Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (1989): Ratificata dall'Italia, questa convenzione è il testo di riferimento che elenca i diritti civili, sociali, economici e culturali dei minori, dal diritto alla vita, all'identità, all'istruzione e alla protezione dalla violenza.
3. I Meccanismi di Tutela Specifici
Il sistema giuridico italiano ha creato strutture e procedure dedicate:
  • Responsabilità Genitoriale: I genitori hanno il dovere e il diritto di mantenere, istruire ed educare i figli, sempre nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. La riforma del diritto di famiglia e il successivo Decreto Legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 hanno sostituito il concetto di "potestà genitoriale" con quello di "responsabilità genitoriale" per sottolineare la funzione di cura e protezione verso il figlio, piuttosto che un potere su di lui.
  • Servizi Sociali e Tribunale per i Minorenni: In caso di negligenza, abuso o situazioni familiari problematiche, intervengono i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni. Quest'ultimo ha poteri specifici per adottare misure a protezione del minore, che possono arrivare, nei casi più gravi, all'allontanamento temporaneo dalla famiglia e all'affidamento a parenti o strutture idonee.
  • Il Curatore Speciale: Nei procedimenti giudiziari in cui gli interessi del minore sono in conflitto con quelli dei genitori, viene nominato un curatore speciale che rappresenta esclusivamente il minore.

In sintesi, l'ordinamento giuridico considera la tutela dei minori come una priorità sociale e legale inderogabile, basata sui principi di protezione, dignità e interesse superiore del bambino e dell'adolescente e, sapendo questa base, è più facile capire anche l'ordinanza del Giudice per il caso dei 3 bambini della ormai famosa "Famiglia nel Bosco". Purtroppo la questione è sfuggita al controllo e si sta leggendo di tutto ed il contrario di tutto. L'Italia ormai si basa sull'opinione pubblica, le credenze popolari, la disinformazione e la psicosi collettiva, che diventa poi campagna elettorale, e, proprio per questo, invece è importante entrare nei fatti oggettivi ed analizzare passo dopo passo la decisione di togliere questi bambini ai loro genitori naturali. Noi ne abbiamo parlato QUI  ma partiamo da alcuni fatti che non sono alla cronaca ma derivano dai racconti da chi vive lì e sa bene come siano andati i fatti. Palmoli è un comune italiano di 800 abitanti ca. della provincia di Chieti in Abruzzo, situato a 727 mt s.l.m. cioè un piccolo paese montano. Tutti sapevano della famiglia straniera nella stalla inagibile e con tutti, non solo i compaesani, si intende anche le Forze dell'ordine, il Sindaco, le ASL che non solo avevano accettato i nuovi "cittadini" ma erano andati anche in protezione ed aiuto concreto. Nel frattempo della ristrutturazione del rudere era stato offerto loro un appartamento gratuito ma subito rifiutato. La situazione che stiamo vedendo noi oggi è la fine di un percorso di più di un anno che parte dall'intossicazione di funghi che ha riguardato l'intera famiglia. La cosa grave è che era stato un vicino ad aver trovato il bambino di 5 anni riverso per la strada, perchè la casa non è isolata nel bosco, ha del bosco, ed era stata chiamata l'ambulanza. Logicamente sono partiti i soccorsi anche per il resto della famiglia, i quali si sono si sono giustificati che "Stavano troppo male per chiamare i soccorsi". Eppure la madre lavora online tramite il suo sito internet (QUI) come curatrice energetica e medium, reso privato dopo la sentenza e sui social di maggior interesse pubblico.

Infatti sarebbe bastato aprire la diretta sul suo canale YouTube per chiedere aiuto ed evitare una possibile tragedia. Anche se poi ci hanno tenuto a precisare che non hanno mangiato funghi velenosi ma troppi, quando uno chef come lo è il babbo dovrebbe sapere che sono epatossici in grandi quantità. Comunque il peggio doveva ancora arrivare, perchè una volta in ospedale i genitori hanno rifiutato le cure previste e si parla di una probabile fuga all'estero per poi ritornare alla loro casa nel bosco. Infatti per quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 3 della legge n. 219/2017, il quale così recita in relazione ai minori ed incapaci: “Nel caso in cui il rappresentante legale della persona interdetta o inabilitata oppure l’amministratore di sostegno, in assenza delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) di cui all’articolo 4, o il rappresentante legale della persona minore rifiuti le cure proposte e il medico ritenga invece che queste siano appropriate e necessarie, la decisione è rimessa al giudice tutelare su ricorso del rappresentante legale della persona interessata o dei soggetti di cui agli articoli 406 e seguenti del codice civile o del medico o del rappresentante legale della struttura sanitaria”. Da qui la segnalazione agli assistenti sociali. Il resto si trova poi nell'ordinanza del giudice.

Partiamo da un fatto oggettivo. Dove vivevano da quasi due anni non era la romanzata "casa nel bosco" ma un annesso (tipo stalla) dove non c'erano stanze ma un unico ambiente. La questione principale e che non ci fosse neanche la fossa biologica nè i più fondamentali allacci (acqua, corrente elettrica). Probabilmente non solo senza abitabilità ma anche non agibile e manco un adulto potrebbe vivere così in maniera stanziale e continuativa. In più l’art.8 CEDU, prevede che l'assenza di servizi essenziali come acqua corrente, luce, gas e un bagno interno in un'abitazione in cui vivono dei minori rappresenta una grave violazione dei loro diritti fondamentali, sia secondo la normativa italiana che in base ai principi e alle direttive europee. Infatti si può leggere: "L’assenza di agibilità e, pertanto, di sicurezza statica (anche sotto il profilo del rischio sismico e della prevenzione di incendi), degli impianti elettrico, idrico e termico e delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità dell’abitazione comporta una presunzione ex lege (art. 24 TUE) dell’esistenza di pericolo di pregiudizio per l’incolumità e l’integrità fisica dei minori". Nessuno vieta loro di vivere nella natura, ma quando ci sono dei minori la loro decisione dev'essere subordinata al benessere degli stessi secondo le disposizioni della nostra costituzione e le norme europee. Norme nate per garantire ai minori un tenore di vita adeguato al loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale. L'alloggio è un elemento cruciale di tale tenore di vita. Nell'ordinanza del giudice c'è scritto: "...è pacifica l’assenza degli impianti elettrico, idrico e termico, dei quali non è ovviamente verificabile la conformità". In Italia, una casa che manca completamente dell'impianto elettrico, idrico, sanitario e termico non può in alcun modo ottenere il certificato di abitabilità (o agibilità). Una casa priva di questi impianti essenziali è considerata inidonea all'uso residenziale. Può essere venduta o acquistata come "collabente" o "rudere" (Categoria Catastale F/2), ma non può essere legalmente abitata finché tutti gli impianti non saranno installati a norma e non sarà ottenuto il certificato di agibilità. Un conto è acquistare una casa agibile, anche storica con i condoni del caso, ma sulle nuove ristrutturazioni vanno eseguite le indicazioni recenti. Quindi si anche la conformità anti sismica. Poi si può vivere tranquillamente con bio edilizia o con sistemi alternativi. Avere un pozzo non significa non avere l'acqua corrente in casa. Aggiungo che la loro stufa produce da 2-8 litri di acqua calda. Giusto per fare 5 camomille e non per poter lavare 3 bambini non più neonati. Nel 2025 puoi trovare un impianto da 3 kW con accumulo a meno di 6mila euro. Il classico 6 kW con accumulo da 10 kWh può costare dai 7 ai 15mila euro chiavi in mano. Aggiungere la pompa di calore per l’acqua calda può costare 6mila euro. Ma qui non c'era da fare solo adeguamenti ma proprio partire da zero ed in ogni video che hanno fatto non si vedono cantieri aperti da ditte specializzate. Fare gli alternativi ha dei costi che, dall’idea, non vogliono o possono affrontare. L'indigenza voluta o meno è già un motivo per revisionare la responsabilità genitoriale. 

Qui si parla tanto dell'istruzione parentale, assolutamente garantita in Italia, ma che, nel loro caso presente delle ombre. I bambini non parlano italiano, tanto che c'è stato bisogno di un interprete. Per sostenere l'esame annuale di idoneità all'istruzione va fatto in Italiano. Non solo sembra che non abbiano fatto la procedura corretta per richiedere l'istruzione parentale (QUI come fare) ma si pongono dubbi sull'esame rilasciato dalla “Novalis Open School” di Brescia. Qui però spezzo una lancia a favore dei genitori. Loro hanno l’obbligo di istruzione quindi che si assolve anche con parentale. Non devono per forza studiare con altri bambini. Al contrario sono le scuole, delle quali usufruisci tramite iscrizione ad avere l’obbligo di garantire il diritto d’istruzione, socializzazione ed inclusione. Molto probabilmente la richiesta di iscrizione a scuola, al posto dell'istruzione parentale, è solo per togliere i bambini da una situazione famigliare alienante, aiutarli con la lingua e la socializzazione fra pari. 

Come avevamo premesso, l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del caso SOLO a ridosso dell'ordinanza del Giudice Cautelare e, si contesterebbe ai genitori, l'utilizzo dei figli solo per aprire un caso mediatico e politico e per farne parlare. Nel momento che si mettono in discussione i diritti dei minori a cascata se ne aggiungono altri. Infatti si legge: "In considerazione delle gravi e pregiudizievoli violazioni dei diritti dei figli all’integrità fisica e psichica, all’assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza, i genitori vanno sospesi dalla responsabilità genitoriale". 

Anche sulla questione "OBBLIGO VACCINALE" non c'è da stupirsi. Seppur resti una scelta genitoriale acconsentire o rifiutare qualsiasi atto medico, quindi è accettato rifiutare anche l'obbligo vaccinale, sopratutto perchè prevenzione e non cure ritenute necessarie od urgenti, dall'altra parte l'accesso alle cure gratuite ed al servizio sanitario nazionale è un DIRITTO del minore che deve essere garantito, soprattutto quando si discutono propri i suoi diritti. Comunque con la sospensione della responsabilità genitoriale, spetterà al tutore provvisorio sia iscrivere i bambini a scuola che firmare il consenso informato per qualsiasi atto medico, vaccinazioni comprese. Senza più la tutela sui minori è impossibile anche solo pensare di rientrare nel paese d'origine. 

Il caso è sicuramente un caso personale che, con altre azioni, non avrebbe avuto lo stesso risultato e non è paragonabile a nessun altro caso. Come considerazioni finali, magari agli occhi dell'opinione pubblica, potrebbero sembrare sciocchezze ma tutte sommate rendono molto grave la situazione. Anche io reputo l'allontanamento dei figli dalla propria famiglia sempre una decisione da prendere come ultima ratio, visto che porterà anche dei traumi ai minori ma qui sembrerebbe più una presa di posizione ideologica da parte dei genitori, i quali non hanno voluto nè mediare nè sanare in nessun modo. Confermato anche dall'avvocato che li seguiva ed il quale si è tolto il mandato. Infatti neanche nel giardino privato si può fare una buca per terra e farci dentro i bisogni, in maniera continuativa ed abituale. Le normative comunali e sanitarie richiedono che qualsiasi scarico domestico (anche solo feci e urine) sia collegato:

• alla fognatura pubblica, oppure

• a una fossa biologica / fossa settica a norma.

Una buca a cielo aperto non è considerata un impianto di raccolta. Se non puoi collegarti alla fognatura, puoi installare:

① Fossa imhoff / fossa settica a norma

È il sistema più comune per case isolate.

② Bagno chimico mobile

Se ti serve una soluzione temporanea.

③ Compost toilet (wc compostante)

Possibile, ma solo se certificato e usato secondo regolamento, con sistemi chiusi e controllati (non una buca). Le sanzioni vanno da multe a obbligo di ripristino.

Il parametro non è tanto quello che uno fa o non fa ma se possa o non possa farlo e qui di violazioni è pieno. Speriamo comunque che la situazione si risolva il prima possibile, proprio per l'interesse dei minori. Perchè qui non c'entra nulla "colpire" chi vuole vivere fuori dal sistema, chi vuole l'istruzione parentale o chi decide di non vaccinare i figli. Qui è fare le cose così, fregandosene delle Leggi vigenti e giocare sulla pelle dei propri figli. Se vogliamo vivere in uno Stato di Diritto e pretendere che i nostri DIRITTI siano garantiti, dobbiamo essere i primi a restare nelle disposizioni vigenti conformi, perchè esistono anche tantissime Leggi Giuste che abbiamo il dovere civico di eseguire. 

Siate consapevoli, siate liberi
 

Alessandra Ghisla

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