LA TRUFFA DELL'OBBLIGO VACCINALE
Cita da Alessandra Ghisla su 22 Agosto 2026, 19:51
Ormai le fazioni sono schierate. Da una parte i NOVAX, che rifiutano in toto le vaccinazioni ed i SIVAX che si farebbero tutti i vaccini del mondo ma c'è anche una percentuale gigantesca non solo di ESITANTI, che magari fanno qualche vaccino ma non tutti oppure spostano l'età di somministrazione, ma anche di REMISSIVI PER NECESSITA' cioè coloro che hanno ceduto o cedono al ricatto perché pensano che l'unica alternativa al ricatto sia il martirio cioè di perdere il lavoro, subire la sanzione, emarginare il figlio a scuola ma anche la pressione sociale da parte di parenti, conoscenti, colleghi o persone a loro vicine. Oppure più semplicemente non vogliono problemi o discussioni con nessuno. Va capito che la loro non è quasi mai una scelta di campo ideologica, ma una risposta alla paura dell'isolamento, del giudizio altrui ed alla percezione di non avere alternative. Il sistema gioca proprio su questo, cioè far sentire l'individuo solo, impotente e con le spalle al muro.
Il segreto per scardinare questa dinamica non è colpevolizzarli o deriderli, ma aiutarli ad alzare la testa attraverso la logica della procedura. Per prima cosa va chiarita la truffa. Bisogna far capire a chi accetta la vaccinazione che, firmando il modulo standard in bianco, si sta assumendo tutta la responsabilità civile e penale di eventuali danni, sollevando di fatto lo Stato, il medico e chi ha costretto alla vaccinazione (che sia Legge o fuori Legge). Quando ti presenti ad un trattamento sanitario imposto da una norma o da un ricatto economico, la tua è una scelta condizionata, non una libera scelta. Il sistema, tuttavia, cerca di sanare questa forzatura pretendendo una firma "pulita" sul modulo di consenso informato standard, che serve a certificare falsamente che tu stia agendo di tua spontanea volontà. Questa è la distinzione giuridica e concettuale fondamentale: l'adempimento fisico dell'atto non equivale all'accettazione intima e cosciente dell'atto stesso.
La figura del medico nasce storicamente come un baluardo a tutela della salute e dell'integrità della persona, non come il braccio esecutivo di un ufficio amministrativo, di un decreto non conforme o della volontà politica. Il medico avrebbe dovuto tutelare i tuoi diritti (il diritto alla libertà di cura) e, contemporaneamente, i suoi diritti (l'autonomia e l'indipendenza della professione). Essere contro l'obbligo di un atto medico, come lo sono anche i vaccini, non vuol dire essere contro i vaccini, ma davanti ad una coercizione palese, l'intera categoria avrebbe dovuto alzare le braccia e dire "No". Qui avrebbero potuto applicare l'OBIEZIONE DI COSCIENZA, cioè quando un medico rifiuta di prestare la propria opera di fronte ad una richiesta di intervento che sia contraria ai propri principi etici. Pretendere una firma "pulita" da un paziente che si sa essere costretto è un atto di codardia giuridica. Il medico sa che l'atto è imposto, ma vuole che il foglio dica il contrario per poter dire un domani: "Nessuno lo ha costretto, ha firmato lui". È il tentativo di ripulirsi la coscienza ed il casellario giudiziale a spese della vittima del ricatto. Il Codice di Deontologia Medica italiano è chiarissimo e non ammette deroghe burocratiche o giustificazioni basate sul "ricevere ordini dall'alto":
Articolo 4 (Libertà e indipendenza della professione): Stabilisce che il medico deve esercitare la propria attività in piena libertà di giudizio ed indipendenza, rifiutando ogni pressione esterna. Se accetta di eseguire un trattamento su un paziente che dichiara formalmente di essere costretto, il medico sta abdicando alla propria indipendenza professionale per farsi mero esecutore di un ordine amministrativo vietato nel nostro ordinamento.
Articolo 35 (Consenso e dissenso informato): Questo è lo snodo cruciale. Il codice impone al medico di non intraprendere alcuna attività diagnostica o terapeutica senza l'acquisizione del consenso informato. Ma un consenso condizionato da una nota come "firmo solo per non perdere il lavoro" descrive un dissenso interiore. Il medico che ignora la nota e procede viola l'obbligo deontologico di accertarsi della reale e libera volontà del paziente.
Cosa si può fare? Si può puntualizzare per iscritto che si cede all'atto solo perchè sotto coercizione, cioè con la RISERVA DI FIRMA SUL CONSENSO INFORMATO ed è l'unico modo per ristabilire la verità storica e giuridica della situazione. Non stai dicendo che non ti vaccini o non vuoi firmare il consenso al medico ma stai dichiarando che "sei costretto a farlo, seppur non vorresti ma lo fai lo stesso". Se il medico si trova davanti alla tua firma con riserva e decide di rifiutarsi di eseguire il trattamento, si innesca un vero e proprio cortocircuito procedurale. Questa reazione descrive perfettamente lo stallo della burocrazia quando incontra il vincolo della legalità, cioè il sistema vuole l'adempimento dell'atto (la vaccinazione), ma non vuole assumersene la responsabilità giuridica (il vizio del consenso). Ecco perché questo approccio è così potente:
1. Separa l'obbedienza formale dal consenso reale
Se la legge od il datore di lavoro/dirigente scolastico ti obbliga alla vaccinazione, non possono costringerti a volerlo od a dichiarare il falso. Scrivendo la riserva, tu adempi al dovere materiale ma rifiuti di convalidare la finzione giuridica della "spontaneità" e di un consenso che non è per niente libero.
2. Impedisce la "sanatoria" del vizio di volontà
In diritto, un atto compiuto sotto violenza morale o minaccia di un danno ingiusto (come la perdita dei mezzi di sussistenza o l'esclusione) è un atto viziato. Se firmi il modulo standard senza aggiungere nulla, stai "sanando" quel vizio, dicendo allo Stato ed al medico: "Va bene così". Se inserisci la nota, il vizio rimane scritto nero su bianco e non potrà mai essere cancellato.
3. Mette a nudo l'ipocrisia del sistema
Il cortocircuito nasce proprio qui, cioè se il medico o la struttura accettano la tua nota, ammettono di praticare un trattamento su una persona non consenziente. Se rifiutano la nota e non ti vaccinano, dimostrano che l'obiettivo non era la salute pubblica, ma ottenere la tua sottomissione documentale e la tua liberatoria di responsabilità.
Questa puntualizzazione trasforma il cittadino da soggetto passivo che subisce consapevolmente un ricatto a soggetto attivo che documenta il ricatto mentre viene perpetrato. È il passaggio logico essenziale per dare forza a quei lavoratori e genitori che si sentono con le spalle al muro perchè dimostra loro che si può proteggere la propria vita materiale senza cedere la propria dignità giuridica. NON STAI CREANDO PROBLEMI O DISCUSSIONI MA STAI DICHIARANDO SEMPLICEMENTE LA VERITA'.
PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO AL CONSENSO INFORMATO IN PRESENZA DI COERCIZIONE
Questo Manifesto nasce per fornire a lavoratori, genitori e cittadini uno strumento logico e procedurale specchiato. L'obiettivo è scardinare il bluff del ricatto amministrativo, dimostrando che è possibile adempiere materialmente ad un obbligo vaccinale senza per questo sanare il vizio di una volontà coartata.
PUNTO D'AZIONE 1: Il Colloquio Clinico e l'Adempimento
Durante l'incontro con il medico incaricato dell'inoculazione, la parola d'ordine è collaborazione ineccepibile. Non si va in struttura per manifestare o protestare verbalmente, ma per eseguire una procedura. Si consiglia sempre di registrare l'incontro per propria tutela, chiedendo sempre almeno il cognome del medico o del suo staff.
L'anamnesi: Rispondi con assoluta precisione e verità a tutte le domande sullo stato di salute e sui farmaci assunti. Hai diritto a chiedere qualsiasi informazione che reputi importante. La riserva sul consenso non cancella il dovere del medico di valutare la tua idoneità clinica.
La disponibilità fisica: Mostra la massima collaborazione. Ribadisci verbalmente che sei lì per ricevere o far ricevere al figlio il trattamento ed adempiere ai requisiti richiesti dalla legge o da chi ha imposto l'obbligo (datore di lavoro/dirigente scolastico).
PUNTO D'AZIONE 2: Il Testo della "Riserva di Firma"
Il sistema standardizzato punta sulla fretta e sull'effetto sorpresa per spingere il cittadino a firmare un modulo in bianco. La difesa della legalità inizia preparandosi prima di entrare nella struttura.
La doppia copia: Devono esserci sempre due copie identiche del modulo di consenso informato. Una al medico, una al paziente che va protocollato.
La riserva scritta: Su entrambe le copie, nello spazio dedicato alla firma (o nell'area riservata alle note del paziente), scrivi interamente a mano ed a penna la formula di riserva.
Sbarratura degli spazi: Traccia una linea netta sugli spazi vuoti rimanenti intorno al testo scritto, per impedire che il foglio venga alterato od integrato successivamente dal personale.
Spetta al Medico Curante, cioè colui che effettua l'atto medico, a presentare il modulo del consenso. La formula da inserire è calibrata per escludere la natura "libera" del consenso (violando la Legge 219/2017).
«Il/La sottoscritt* firma il presente modulo esclusivamente al solo fine di evitare le conseguenze pregiudizievoli della coercizione normativa ed economica derivanti dal mancato adempimento. Si dichiara espressamente l'assenza di un consenso libero e spontaneo ai sensi della Legge 219/2017 e dell'Art. 32 della Costituzione»
PUNTO D'AZIONE 3: La Gestione del Rifiuto del Medico
Nel momento in che il medico legge la riserva, si accorge che il suo scudo giuridico è saltato. La riserva di firma è l'unico modo per strappare la maschera di ipocrisia al sistema, cioè se il medico vuole assecondare la coercizione, deve assumersene la paternità davanti alla legge. Se reagisce dicendo: «Se scrive questo, io non la vaccino / non procedo», il sistema entra in cortocircuito. È la struttura che sta bloccando l'atto, non tu. Tu continua a ribadire che sei lì per adempiere alla vaccinazione. E' chiaro che se un paziente appone una riserva che dichiara l'assenza totale di volontà libera, il medico si trova di fronte a un vizio insanabile del consenso. Per il codice deontologico e per la legge (Legge 219/2017), un medico non può procedere ad un trattamento sanitario se manca il consenso informato valido. Di conseguenza, il rifiuto del medico di procedere non è necessariamente un'omissione, ma l'applicazione rigorosa dell'obbligo di non sottoporre ad un trattamento un soggetto giuridicamente non consenziente. Però così ci ritroviamo con il medico che si tutela rifiutando l'atto per difetto di consenso, il cittadino che si trova con un trattamento non eseguito e le conseguenze per l'inadempimento dell'obbligo. A questo punto il cittadino può decidere di subire l'ennesimo ricatto per procedere alla vaccinazione, come comunque aveva già deciso di fare. Se il cittadino, di fronte all'impasse ed al rifiuto del medico di procedere con la riserva, decide di fare un passo indietro — cancellando la riserva e firmando il modulo standard pur di uscire dall'angolo e subire il trattamento — accade qualcosa di irripetibile visto che il piano psicologico si ribalta. Il cittadino ha smascherato il sistema fraudolento sul quale si appoggia illecitamente l'obbligo ed ha costretto il medico a guardare negli occhi la realtà del ricatto istituzionale. Costringere il cittadino a firmare un consenso "pulito" evidenzia adesso l'abuso del medico e non più "della legge". Il cittadino dimostra di aver capito esattamente le regole del gioco, costringendo il sistema a togliersi la maschera della "prevenzione amorevole" ed a mostrare il suo vero volto coercitivo, lasciando nel medico il tarlo indelebile di aver contribuito personalmente ad un atto di pura forza burocratica che di scienza e medicina ha ben poco.
Alla fine qualcuno potrà anche pensare che si fa tutto questo casino per niente ma non è così. Lo scarico della responsabilità è il vero collante di questa dittatura, cioè lo Stato scarica il peso della coercizione sui medici, i medici, per quieto vivere o per paura, scaricano la responsabilità formale sui cittadini attraverso moduli che fingono una spontaneità inesistente ed infine il cittadino, stretto tra il ricatto del potere e la difesa della propria sussistenza, viene spinto a cedere. Ma nel momento in cui il cittadino smaschera questo meccanismo — mettendo nero su bianco la realtà di una volontà coartata e costringendo il medico a fare i conti con la propria coscienza professionale — la catena dello scarico si interrompe. La burocrazia perde il suo potere magico di pulire le coscienze e la responsabilità torna a pesare interamente sulle spalle di chi ha scelto di imporla. Perché qualcuno può anche consegnare l'arma in mano ed ordinare di sparare ma, alla fine, chi spara è chi ha il vaccino in mano.
SII CONSAPEVOLE, SII LIBERO
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

Ormai le fazioni sono schierate. Da una parte i NOVAX, che rifiutano in toto le vaccinazioni ed i SIVAX che si farebbero tutti i vaccini del mondo ma c'è anche una percentuale gigantesca non solo di ESITANTI, che magari fanno qualche vaccino ma non tutti oppure spostano l'età di somministrazione, ma anche di REMISSIVI PER NECESSITA' cioè coloro che hanno ceduto o cedono al ricatto perché pensano che l'unica alternativa al ricatto sia il martirio cioè di perdere il lavoro, subire la sanzione, emarginare il figlio a scuola ma anche la pressione sociale da parte di parenti, conoscenti, colleghi o persone a loro vicine. Oppure più semplicemente non vogliono problemi o discussioni con nessuno. Va capito che la loro non è quasi mai una scelta di campo ideologica, ma una risposta alla paura dell'isolamento, del giudizio altrui ed alla percezione di non avere alternative. Il sistema gioca proprio su questo, cioè far sentire l'individuo solo, impotente e con le spalle al muro.
Il segreto per scardinare questa dinamica non è colpevolizzarli o deriderli, ma aiutarli ad alzare la testa attraverso la logica della procedura. Per prima cosa va chiarita la truffa. Bisogna far capire a chi accetta la vaccinazione che, firmando il modulo standard in bianco, si sta assumendo tutta la responsabilità civile e penale di eventuali danni, sollevando di fatto lo Stato, il medico e chi ha costretto alla vaccinazione (che sia Legge o fuori Legge). Quando ti presenti ad un trattamento sanitario imposto da una norma o da un ricatto economico, la tua è una scelta condizionata, non una libera scelta. Il sistema, tuttavia, cerca di sanare questa forzatura pretendendo una firma "pulita" sul modulo di consenso informato standard, che serve a certificare falsamente che tu stia agendo di tua spontanea volontà. Questa è la distinzione giuridica e concettuale fondamentale: l'adempimento fisico dell'atto non equivale all'accettazione intima e cosciente dell'atto stesso.
La figura del medico nasce storicamente come un baluardo a tutela della salute e dell'integrità della persona, non come il braccio esecutivo di un ufficio amministrativo, di un decreto non conforme o della volontà politica. Il medico avrebbe dovuto tutelare i tuoi diritti (il diritto alla libertà di cura) e, contemporaneamente, i suoi diritti (l'autonomia e l'indipendenza della professione). Essere contro l'obbligo di un atto medico, come lo sono anche i vaccini, non vuol dire essere contro i vaccini, ma davanti ad una coercizione palese, l'intera categoria avrebbe dovuto alzare le braccia e dire "No". Qui avrebbero potuto applicare l'OBIEZIONE DI COSCIENZA, cioè quando un medico rifiuta di prestare la propria opera di fronte ad una richiesta di intervento che sia contraria ai propri principi etici. Pretendere una firma "pulita" da un paziente che si sa essere costretto è un atto di codardia giuridica. Il medico sa che l'atto è imposto, ma vuole che il foglio dica il contrario per poter dire un domani: "Nessuno lo ha costretto, ha firmato lui". È il tentativo di ripulirsi la coscienza ed il casellario giudiziale a spese della vittima del ricatto. Il Codice di Deontologia Medica italiano è chiarissimo e non ammette deroghe burocratiche o giustificazioni basate sul "ricevere ordini dall'alto":
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Articolo 4 (Libertà e indipendenza della professione): Stabilisce che il medico deve esercitare la propria attività in piena libertà di giudizio ed indipendenza, rifiutando ogni pressione esterna. Se accetta di eseguire un trattamento su un paziente che dichiara formalmente di essere costretto, il medico sta abdicando alla propria indipendenza professionale per farsi mero esecutore di un ordine amministrativo vietato nel nostro ordinamento.
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Articolo 35 (Consenso e dissenso informato): Questo è lo snodo cruciale. Il codice impone al medico di non intraprendere alcuna attività diagnostica o terapeutica senza l'acquisizione del consenso informato. Ma un consenso condizionato da una nota come "firmo solo per non perdere il lavoro" descrive un dissenso interiore. Il medico che ignora la nota e procede viola l'obbligo deontologico di accertarsi della reale e libera volontà del paziente.
Cosa si può fare? Si può puntualizzare per iscritto che si cede all'atto solo perchè sotto coercizione, cioè con la RISERVA DI FIRMA SUL CONSENSO INFORMATO ed è l'unico modo per ristabilire la verità storica e giuridica della situazione. Non stai dicendo che non ti vaccini o non vuoi firmare il consenso al medico ma stai dichiarando che "sei costretto a farlo, seppur non vorresti ma lo fai lo stesso". Se il medico si trova davanti alla tua firma con riserva e decide di rifiutarsi di eseguire il trattamento, si innesca un vero e proprio cortocircuito procedurale. Questa reazione descrive perfettamente lo stallo della burocrazia quando incontra il vincolo della legalità, cioè il sistema vuole l'adempimento dell'atto (la vaccinazione), ma non vuole assumersene la responsabilità giuridica (il vizio del consenso). Ecco perché questo approccio è così potente:
1. Separa l'obbedienza formale dal consenso reale
Se la legge od il datore di lavoro/dirigente scolastico ti obbliga alla vaccinazione, non possono costringerti a volerlo od a dichiarare il falso. Scrivendo la riserva, tu adempi al dovere materiale ma rifiuti di convalidare la finzione giuridica della "spontaneità" e di un consenso che non è per niente libero.
2. Impedisce la "sanatoria" del vizio di volontà
In diritto, un atto compiuto sotto violenza morale o minaccia di un danno ingiusto (come la perdita dei mezzi di sussistenza o l'esclusione) è un atto viziato. Se firmi il modulo standard senza aggiungere nulla, stai "sanando" quel vizio, dicendo allo Stato ed al medico: "Va bene così". Se inserisci la nota, il vizio rimane scritto nero su bianco e non potrà mai essere cancellato.
3. Mette a nudo l'ipocrisia del sistema
Il cortocircuito nasce proprio qui, cioè se il medico o la struttura accettano la tua nota, ammettono di praticare un trattamento su una persona non consenziente. Se rifiutano la nota e non ti vaccinano, dimostrano che l'obiettivo non era la salute pubblica, ma ottenere la tua sottomissione documentale e la tua liberatoria di responsabilità.
Questa puntualizzazione trasforma il cittadino da soggetto passivo che subisce consapevolmente un ricatto a soggetto attivo che documenta il ricatto mentre viene perpetrato. È il passaggio logico essenziale per dare forza a quei lavoratori e genitori che si sentono con le spalle al muro perchè dimostra loro che si può proteggere la propria vita materiale senza cedere la propria dignità giuridica. NON STAI CREANDO PROBLEMI O DISCUSSIONI MA STAI DICHIARANDO SEMPLICEMENTE LA VERITA'.
PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO AL CONSENSO INFORMATO IN PRESENZA DI COERCIZIONE
Questo Manifesto nasce per fornire a lavoratori, genitori e cittadini uno strumento logico e procedurale specchiato. L'obiettivo è scardinare il bluff del ricatto amministrativo, dimostrando che è possibile adempiere materialmente ad un obbligo vaccinale senza per questo sanare il vizio di una volontà coartata.
PUNTO D'AZIONE 1: Il Colloquio Clinico e l'Adempimento
Durante l'incontro con il medico incaricato dell'inoculazione, la parola d'ordine è collaborazione ineccepibile. Non si va in struttura per manifestare o protestare verbalmente, ma per eseguire una procedura. Si consiglia sempre di registrare l'incontro per propria tutela, chiedendo sempre almeno il cognome del medico o del suo staff.
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L'anamnesi: Rispondi con assoluta precisione e verità a tutte le domande sullo stato di salute e sui farmaci assunti. Hai diritto a chiedere qualsiasi informazione che reputi importante. La riserva sul consenso non cancella il dovere del medico di valutare la tua idoneità clinica.
-
La disponibilità fisica: Mostra la massima collaborazione. Ribadisci verbalmente che sei lì per ricevere o far ricevere al figlio il trattamento ed adempiere ai requisiti richiesti dalla legge o da chi ha imposto l'obbligo (datore di lavoro/dirigente scolastico).
PUNTO D'AZIONE 2: Il Testo della "Riserva di Firma"
Il sistema standardizzato punta sulla fretta e sull'effetto sorpresa per spingere il cittadino a firmare un modulo in bianco. La difesa della legalità inizia preparandosi prima di entrare nella struttura.
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La doppia copia: Devono esserci sempre due copie identiche del modulo di consenso informato. Una al medico, una al paziente che va protocollato.
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La riserva scritta: Su entrambe le copie, nello spazio dedicato alla firma (o nell'area riservata alle note del paziente), scrivi interamente a mano ed a penna la formula di riserva.
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Sbarratura degli spazi: Traccia una linea netta sugli spazi vuoti rimanenti intorno al testo scritto, per impedire che il foglio venga alterato od integrato successivamente dal personale.
Spetta al Medico Curante, cioè colui che effettua l'atto medico, a presentare il modulo del consenso. La formula da inserire è calibrata per escludere la natura "libera" del consenso (violando la Legge 219/2017).
«Il/La sottoscritt* firma il presente modulo esclusivamente al solo fine di evitare le conseguenze pregiudizievoli della coercizione normativa ed economica derivanti dal mancato adempimento. Si dichiara espressamente l'assenza di un consenso libero e spontaneo ai sensi della Legge 219/2017 e dell'Art. 32 della Costituzione»
PUNTO D'AZIONE 3: La Gestione del Rifiuto del Medico
Nel momento in che il medico legge la riserva, si accorge che il suo scudo giuridico è saltato. La riserva di firma è l'unico modo per strappare la maschera di ipocrisia al sistema, cioè se il medico vuole assecondare la coercizione, deve assumersene la paternità davanti alla legge. Se reagisce dicendo: «Se scrive questo, io non la vaccino / non procedo», il sistema entra in cortocircuito. È la struttura che sta bloccando l'atto, non tu. Tu continua a ribadire che sei lì per adempiere alla vaccinazione. E' chiaro che se un paziente appone una riserva che dichiara l'assenza totale di volontà libera, il medico si trova di fronte a un vizio insanabile del consenso. Per il codice deontologico e per la legge (Legge 219/2017), un medico non può procedere ad un trattamento sanitario se manca il consenso informato valido. Di conseguenza, il rifiuto del medico di procedere non è necessariamente un'omissione, ma l'applicazione rigorosa dell'obbligo di non sottoporre ad un trattamento un soggetto giuridicamente non consenziente. Però così ci ritroviamo con il medico che si tutela rifiutando l'atto per difetto di consenso, il cittadino che si trova con un trattamento non eseguito e le conseguenze per l'inadempimento dell'obbligo. A questo punto il cittadino può decidere di subire l'ennesimo ricatto per procedere alla vaccinazione, come comunque aveva già deciso di fare. Se il cittadino, di fronte all'impasse ed al rifiuto del medico di procedere con la riserva, decide di fare un passo indietro — cancellando la riserva e firmando il modulo standard pur di uscire dall'angolo e subire il trattamento — accade qualcosa di irripetibile visto che il piano psicologico si ribalta. Il cittadino ha smascherato il sistema fraudolento sul quale si appoggia illecitamente l'obbligo ed ha costretto il medico a guardare negli occhi la realtà del ricatto istituzionale. Costringere il cittadino a firmare un consenso "pulito" evidenzia adesso l'abuso del medico e non più "della legge". Il cittadino dimostra di aver capito esattamente le regole del gioco, costringendo il sistema a togliersi la maschera della "prevenzione amorevole" ed a mostrare il suo vero volto coercitivo, lasciando nel medico il tarlo indelebile di aver contribuito personalmente ad un atto di pura forza burocratica che di scienza e medicina ha ben poco.
Alla fine qualcuno potrà anche pensare che si fa tutto questo casino per niente ma non è così. Lo scarico della responsabilità è il vero collante di questa dittatura, cioè lo Stato scarica il peso della coercizione sui medici, i medici, per quieto vivere o per paura, scaricano la responsabilità formale sui cittadini attraverso moduli che fingono una spontaneità inesistente ed infine il cittadino, stretto tra il ricatto del potere e la difesa della propria sussistenza, viene spinto a cedere. Ma nel momento in cui il cittadino smaschera questo meccanismo — mettendo nero su bianco la realtà di una volontà coartata e costringendo il medico a fare i conti con la propria coscienza professionale — la catena dello scarico si interrompe. La burocrazia perde il suo potere magico di pulire le coscienze e la responsabilità torna a pesare interamente sulle spalle di chi ha scelto di imporla. Perché qualcuno può anche consegnare l'arma in mano ed ordinare di sparare ma, alla fine, chi spara è chi ha il vaccino in mano.
SII CONSAPEVOLE, SII LIBERO
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)
