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FIRMA ANCHE TU PER REGOLAMENTARE IL 5G

COME FARE PER ADERIRE ALLA PETIZIONE POPOLARE PER TUTTI I CITTADINI ITALIANI MAGGIORENNI:

  1. LEGGERE LA PETIZIONE CHE VERRA' INVIATA IL 01 SETTEMBRE ----> QUI
  2. SCARICARE, STAMPARE, COMPILARE E FIRMARE IL DOCUMENTO ---> QUI
  3. PROCEDERE CON IL CONTRIBUTO DI 5 EURO CON OGGETTO: DONAZIONE 5G ---> QUI 
  4. FARE FOTO DEL DOCUMENTO DI IDENTITA' (CI, PATENTE O PASSAPORTO) oppure PDF
  5. FARE FOTO DEL MODULO DI ADESIONE oppure PDF
  6. PREPARARE LA E-MAIL CON OGGETTO E MESSAGGIO: "PETIZIONE 5G"
  7. ALLEGARE ALLA E-MAIL LA FOTO (PDF) DEL MODULO E DOCUMENTO DI IDENTITA' ED INVIARE A ----> segreteria@tuteladirittosoggettivo.it
  8. TENERE IL MODULO ORIGINALE PER L'ADESIONE SE DOVESSE SERVIRE
  9. SE NON VOLETE PARTECIPARE ALLA PETIZIONE, POTETE SEMPRE MODIFICARE L'ISTANZA E MANDARLA SINGOLARMENTE DALLA VOSTRA PEC AGLI INDIRIZZI CHE ABBIAMO PREDISPOSTO
  10. CONDIVIDERE TRA TUTTI I VOSTRI CONTATTI E SUI VOSTRI PROFILI/PAGINE SOCIAL

Tutela del Diritto soggettivo è più il gruppo del fare che del chiacchierare e vi sta dando una grande opportunità di uscire dai social proprio su un argomento che tiene viva la conversazione da social ancora oggi, cioè il 5G. Come mai adesso? Perchè è proprio adesso che stanno spingendo per inserirlo nella vita sociale di ogni cittadino. È utile sottolineare come, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione (legge costituzionale n. 3/2001), i Cittadini e lo Stato non siano più portatori di interessi “opposti e configgenti” ma diventino collaboratori in un clima di cooperazione ed in sinergia di azioni per il miglioramento e lo sviluppo della società. Infatti non aspettiamo che qualcuno intervenga o che cambino le regole, proponiamo noi una circolare per uniformare un protocollo su tutti i Comuni d'Italia. Noi usiamo lo Stato di Diritto come uno scudo per proteggere i diritti di tutti i cittadini perchè il Popolo Italiano non è diviso tra chi vuole il progresso e chi vuole la salute. Il progresso che divide non è vera evoluzione, è imposizione. La nostra richiesta non costruisce muri contro il futuro ma edifica un ponte di civiltà tra l'innovazione ed il diritto soggettivo alla salute, nel rispetto della normativa vigente e delle varie competenze. Essere un Popolo Sovrano non significa solo votare, ma avere l'ultima parola sulla qualità dell'ambiente in cui viviamo, è l'atto di un popolo che si riprende il diritto di decidere come vuole connettersi, come vuole vivere e come vuole proteggere i propri figli ed il proprio verde cittadino. Non siamo sudditi di un progresso deciso altrove e calato dall'alto. Siamo i proprietari del nostro futuro e parte attiva dello Stato, dove la biologia umana viene prima degli interessi commerciali.

La scadenza è per il 1 settembre 2026. Non crediate che sia tutto inutile, tanto non faranno nulla perchè non è tanto quello che faranno loro che conta ma è il messaggio forte e chiaro che mandiamo noi FUORI DAI SOCIAL e direttamente nei loro uffici. Il tempo delle scuse è finito. Non togliamoci la possibilità di partecipare alla vera guerra e proteggere il nostro futuro. Siate attivi, siate fisici, siate reali perchè chi ha la Legge dalla sua parte ed un corpo pronto all'azione è l'unico che può davvero far crollare il muro.

FAQ SULLA PETIZIONE POPOLARE: 

1. Che cos’è esattamente una PETIZIONE POPOLARE?

AL CITTADINO ITALIANO NON VIENE INSEGNATO IL POTERE DI AUTOTUTELA NE' I BASILARI STRUMENTI DI DIFESA CONTRO SOPRUSI PUBBLICI E PRIVATI. Vive in delega a terzi, senza mai porsi il problema se le varie azioni possono portare ad altri interessi che non sono i suoi. Così matura l'idea che "non può fare nulla" o, peggio, che "mai può vincere ed ottenere giustizia". Ed è così che si vince la guerra, con una battaglia che non viene combattuta. Vincono a tavolino per arresa VOLONTARIA del cittadino e lo fanno CONVINCENDOTI GIA' PRIMA CHE SARAI SCONFITTO, per sconfiggerti davvero. IL DIRITTO DI PETIZIONE è uno di questi strumenti. Poter partecipare agli interessi di Stato anche come metro di legalità e come promotore di corrette applicazioni su poco trasparenti azioni autoritarie. Sono 3 le petizioni previste in Italia ed è un diritto previsto dalla Costituzione. La petizione abrogativa (500.000 firme), la petizione per proporre una Legge (50.000 firme), la petizione di sensibilizzazione (da 3 firme in su). Non serve un numero minimo di firme per avere valore legale, ma più siamo, più il peso politico aumenta. Arrivare a 20.000 firme significa obbligare il Ministero a prendere atto che c'è un problema di massa che riguarda la certezza del diritto e il patto sociale tra Stato e Cittadini. Chiamarla raccolta firme è riduttivo. Quella la possiamo collocare tra quelle che vengono fatte con firma online, quindi facili da fare con un click e che raggiungono anche milioni di firme, ma che non hanno valore legale ma “solo” politico. Ed ecco perchè sono per la maggior parte inascoltate e, quindi, inutili. Ed è a queste che vi hanno abituato. Se vi convincete dell'inutilità della petizione, non esercitate il suo diritto se proposte invece serie ed efficaci.

2. Che differenza c’è con la raccolta firme online?

  • La PETIZIONE POPOLARE non è una semplice "raccolta firme", ma la partecipazione attiva di cittadini maggiorenni che si uniscono per fare una richiesta al Governo, tramite la raccolta della sua FIRMA IN CALCE che termina il 1 settembre 2026.  

  • La RACCOLTA FIRME ONLINE la possiamo collocare tra quelle che vengono fatte con firma online su siti specifici (change.org per esempio), quindi facili da fare con un click e che raggiungono anche milioni di firme, ma che non hanno valore legale ma “solo” politico. Ed ecco perchè sono per la maggior parte inascoltate e, quindi, inutili. 

3. Perché è nata questa petizione?

Perché in tutta Italia stiamo assistendo ad un fenomeno gravissimo, cioè la vendita dei Comuni alle Telco, cioè i cittadini come merce per accordi commerciali. Questa petizione chiede al presidente di ANCI di emettere una circolare per definire l'adozione di Linee Guida Nazionali (o una Nota Tecnica di Indirizzo) per supportare i Sindaci nell'esercizio delle loro funzioni di autorità sanitaria e garanti del territorio. Con questa mossa speriamo almeno di addomesticare il 5G e di tutelare davvero i cittadini più fragili, sensibili e piccoli senza dimenticare il verde come bene comune.

4. Cosa chiediamo concretamente al Presidente Mandfredi di ANCI?

Chiediamo ad ANCI che emani una una circolare per definire l'adozione di Linee Guida Nazionali (o una Nota Tecnica di Indirizzo) per supportare i Sindaci nell'esercizio delle loro funzioni di autorità sanitaria e garanti del territorio, uniforme su tutto il territorio nazionale. Ecco in breve cosa prevede l'integrazione al Regolamento Comunale che proponiamo:

    • Art. 1 - Zone Bianche (ZBPTS): Istituzione di aree a protezione speciale intorno a scuole, ospedali e parchi. Obbligo di minimizzazione dell'esposizione e fascia di rispetto di 150 metri.

    • Art. 2 - Contributo di Vigilanza (C.V.A.): Chi trae profitto dall'innalzamento dei limiti deve pagare. Istituzione di un fondo finanziato dai Gestori per pagare i controlli indipendenti del Comune.

    • Art. 3 - Monitoraggio dei Picchi: Basta "medie delle 24 ore" che nascondono la realtà. Obbligo di centraline che rilevano i valori massimi (Vmax) in tempo reale su dashboard pubblica.

    • Art. 4 - Protocollo Notturno: Dalle 23:00 alle 07:00 le antenne devono passare in "Low Power Mode". Se i cittadini dormono, la potenza deve essere ridotta al minimo.

    • Art. 5 - Cono d’Ombra per Fragili: Diritto soggettivo per malati e portatori di pacemaker. I gestori devono riconfigurare le antenne (Null Steering) per azzerare il segnale sul loro domicilio.

    • Art. 6 - Tutela degli Alberi: Il verde è infrastruttura sanitaria. Divieto assoluto di tagliare o potare alberi per "liberare il campo" alle antenne. La tecnologia deve adattarsi alla natura, non il contrario.

    • Art. 7 - Scuole a Radiofrequenza Zero: Priorità alla tecnologia Li-Fi (internet via luce) e cablaggio in fibra ottica indoor nelle scuole e ospedali per eliminare l'elettrosmog interno.

    • Art. 8 - Oneri e Costi: Clausola di invarianza finanziaria. Tutto il protocollo è a COSTO ZERO per le casse comunali: ogni spesa è a carico dei Gestori privati.

5. Perchè è importante la partecipazione di tutti i cittadini seppur senza figli piccoli od in età scolastica?

Mentre i gruppi o cittadini singoli si occupano di portare la questione nei loro Comuni, non è pensabile di trovarci poi con Comuni che accettano ed altri che rifiutano. Va uniformato tutto il Paese. Dovremmo essere tuti d'accordo perchè questa non è una battaglia contro il progresso o la tecnologia, è una battaglia di civiltà e di legalità amministrativa. Se permettiamo che il profitto superi la biologia umana, è la nostra fine come persone libere. Firmare significa dire: "Lo Stato deve rispettare le sue stesse leggi conformi"

6. Perchè si insiste per un "5G sicuro". Perchè non togliere direttamente il 5G?

Chiedere di togliere il 5G è impossibile. E' un prodotto commerciale ed esiste il libero mercato e la libera impresa. Finchè il suo rapporto rischio/beneficio non va sul rischio (scienza o risarcimento danni biologici), non è pensabile poter aver la pretesa di toglierlo dal commercio. Chiedere di abbassare da 15 V/m a 6 V/m non è possibile perchè previsto per Legge. Il Sindaco non può intervenire perchè l'unica figura che può abrogare una Legge è un giudice ordinario, che ne annulla gli effetti con sentenza, od il Governo con Legge di pari valore. Le TELCO possono già alzare la potenza anche sulle antenne pre-esistenti senza chiedere nulla a nessuno. Impedire le licenze o la SCIA sulle antenne ci porterebbe via tantissimo tempo e richiederebbe competenze che non abbiamo come cittadini comuni. Se ci impantaniamo nella modifica del "Piano Antenne" (che è un atto urbanistico complesso, lungo e soggetto a mille ricorsi al TAR), perdiamo anni in burocrazia, rischiando di non ottenere risultati.

7. Qual è il vantaggio di firmare "in gruppo"?

Una petizione popolare con centinaia di firme crea un allarme sociale. Obbliga le istituzioni a rispondere perché il problema non riguarda più un "singolo cittadino sospettoso", ma una vasta comunità consapevole che chiede trasparenza, rendendola anche una questione politica. Questo non impedisce al cittadino di prendere l'istanza, messa a disposizione gratuitamente, modificarla ad personam e di inviarla SINGOLARMENTE agli indirizzi ascritti. L'importante è mandarla in massa.

8. È previsto un contributo economico?

Sì, è richiesto un contributo di 5 euro. Questo non è un "prezzo" per la petizione (che è un diritto gratuito e può essere inviata personalmente), ma una quota per sostenere le spese vive dell'operazione collettiva Il contributo copre i costi organizzativi, la logistica per la raccolta e la verifica delle firme, le spese di segreteria e l'infrastruttura di comunicazione che permette alla promotrice di coordinare centinaia di persone su tutto il territorio nazionale. Sostenere l'istanza significa sostenere la struttura che rende possibile questa battaglia di legalità. NON SONO PREVISTI ALTRI COSTI. 

La petizione non è solo un atto con valore giuridico ma è una scelta strategica che trasforma un problema individuale individuale in un fatto politico e sociale impossibile da ignorare. Più firme raccogliamo, più la voce diventa un grido che non può essere nascosto dal silenzio ministeriale. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

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Gio vanni

Firmato e inviato...💪❤️ Grazie mille 😘 

Alessandra Ghisla ha reagito a questo messaggio.
Alessandra Ghisla