DEPOSITATO RICORSO LORENZIN ALLA CEDU
Cita da Alessandra Ghisla su 10 Ottobre 2025, 19:02
Depositato il PRIMO ricorso italiano in CEDU dopo ben 8 anni dall'emissione della Legge Lorenzin e dalle illecite ed illegittime esclusioni scolastiche da nidi e materne. La Corte europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, è l’organo giurisdizionale volto ad assicurare il rispetto della CEDU da parte degli Stati contraenti. L'ultimo tribunale che può assicurare lo Stato di Diritto. L’italia rispetta in pieno il Protocollo n. 1 alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali - Articolo 2 – Diritto all’istruzione: «A nessuno può essere negato il diritto all’istruzione (N.d.R dagli 0 ai 18 anni, università comprese). Nell’ambito dell’esercizio di qualsiasi funzione che assuma lo Stato in materia d’istruzione e d’insegnamento, lo Stato rispetterà il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.». La Corte ha chiarito che il diritto all’istruzione non riguarda solo l’accesso formale alla scuola, ma anche la prosecuzione regolare degli studi e la non interruzione arbitraria del percorso educativo da parte dello Stato o delle sue istituzioni (inclusi i tribunali). L’Italia ha infatti ratificato la “Convenzione dei Diritti del Fanciullo” con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 con il Principio settimo: “(omiss) Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto”. In più la normativa vigente di riferimento, oltre all’art. 3-bis della legge 119/2017 va recepita ai sensi dell’art. 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. (N.d.R. Intesa dai servizi educativi all'università)”, con l’introduzione del Decreto legislativo n. 65, del 13 aprile 2017 (“Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni”) che all’art. 1 ribadisce: “1. Alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni, per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo, sono garantite pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Con questo decreto si sono poste le basi per far uscire i servizi educativi per l'infanzia dal comparto assistenziale e farli entrare a pieno titolo nella sfera educativa, garantendo così la continuità del percorso educativo dalla nascita fino ai sei anni di età. Quindi seppur i SERVIZI PER L'INFANZIA 0-6 non rientrino nell’obbligo di istruzione di responsabilità genitoriale (6-16 anni), rientrano con certezza nel sistema d’istruzione nazionale; ai genitori che volontariamente ne fanno domanda di iscrizione deve essere garantito ed assicurato il servizio anche come diritto all'istruzione/socializzazione/inclusione del minore stesso. NESSUNA LEGGE VIGENTE IN ITALIA, NEANCHE LA LEGGE 119/2017, IMPEDISCE ISCRIZIONE, ACCESSO E FREQUENZA NEI SERVIZI EDUCATIVI E NELLE SCUOLE PER L'INFANZIA AI BAMBINI NON IN REGOLA CON LE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE. Quello che invece esclude un bambino dal nido o dalla materna sono azioni discrezionali criminali, da parte dei dirigenti scolastici, che eseguono una volontà politica oppure proprio per odio sociale verso i novax. L'intento è spingere le famiglie a vaccinare i figli con il ricatto scolastico, dove a subire di più sono certamente le donne che devono scegliere se rinunciare al lavoro oppure pagare fior di rette per le scuole alternative. Seppur portati 5 casi in tribunale come ricorsi di pubblico interesse, le sentenze di rigetto della magistratura adita stanno rilevando una presa di posizione non imparziale e non equa, mentendo ed omettendo, cosi' difendendo il dictat politico cominciato con la Lorenzin. LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI.
Un giudice è un CITTADINO che assolve al compito per il quale è stato assunto, mica un dio in terra che si crede impunibile. La funzione principale del giudice è quello di applicare le norme giuridiche ai casi concreti, risolvendo le controversie e garantendo l'applicazione della legge. In pratica, il giudice ascolta le parti in causa, valuta le prove e le argomentazioni presentate, e poi emette una decisione (sentenza) che risolve il conflitto o stabilisce la conformità di un'azione alla legge. Il giudice, quindi, svolge un ruolo cruciale nell'amministrazione della giustizia, assicurando che le leggi siano applicate in modo equo e imparziale. Per fare ciò, il giudice deve essere indipendente e imparziale, seguendo solo la legge e non lasciandosi influenzare da fattori esterni o da pressioni di parte. Se non è in grado di fare il lavoro per il quale è pagato, può anche licenziarsi ed andare a Forum a fare sentenze personali, show politici ed applicare la sua giustizia sommaria.
QUESTA SITUAZIONE NON E' PIU' ACCETTABILE E VOGLIAMO DIRE BASTA A QUESTO GRAVISSIMO ABUSO SUI BAMBINI PIU' PICCOLI. Se non difendiamo i loro diritti, tutti noi perdiamo quei diritti.
Noi siamo pronti alla battaglia ma abbiamo anche bisogno del vostro aiuto. Ancora non abbiamo raggiunto l'obiettivo delle spese legali. Basta davvero UN EURO per fare la differenza tramite GoFoundMe --->https://www.gofundme.com/f/no-esclusioni-legge-lorenzin-06?utm_campaign=natman_sharesheet_dash&utm_medium=customer&utm_source=copy_link&attribution_id=sl:a622d657-cbdd-4e71-9775-4cad0991b695 (ricordatevi di togliere il contributo volontario del 10%, impostato di default, e mettetelo a zero) oltre che ai metodi classici (bonifico/Paypal oppure contante - anche UN EURO - dal tabaccaio SISAL) sul nostro sito nella sezione DONAZIONI ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/donazionitds/
Alessandra Ghisla
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Depositato il PRIMO ricorso italiano in CEDU dopo ben 8 anni dall'emissione della Legge Lorenzin e dalle illecite ed illegittime esclusioni scolastiche da nidi e materne. La Corte europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, è l’organo giurisdizionale volto ad assicurare il rispetto della CEDU da parte degli Stati contraenti. L'ultimo tribunale che può assicurare lo Stato di Diritto. L’italia rispetta in pieno il Protocollo n. 1 alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali - Articolo 2 – Diritto all’istruzione: «A nessuno può essere negato il diritto all’istruzione (N.d.R dagli 0 ai 18 anni, università comprese). Nell’ambito dell’esercizio di qualsiasi funzione che assuma lo Stato in materia d’istruzione e d’insegnamento, lo Stato rispetterà il diritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.». La Corte ha chiarito che il diritto all’istruzione non riguarda solo l’accesso formale alla scuola, ma anche la prosecuzione regolare degli studi e la non interruzione arbitraria del percorso educativo da parte dello Stato o delle sue istituzioni (inclusi i tribunali). L’Italia ha infatti ratificato la “Convenzione dei Diritti del Fanciullo” con Legge n. 176 del 27 maggio 1991 con il Principio settimo: “(omiss) Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto”. In più la normativa vigente di riferimento, oltre all’art. 3-bis della legge 119/2017 va recepita ai sensi dell’art. 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti. (N.d.R. Intesa dai servizi educativi all'università)”, con l’introduzione del Decreto legislativo n. 65, del 13 aprile 2017 (“Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni”) che all’art. 1 ribadisce: “1. Alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni, per sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo, sono garantite pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali”. Con questo decreto si sono poste le basi per far uscire i servizi educativi per l'infanzia dal comparto assistenziale e farli entrare a pieno titolo nella sfera educativa, garantendo così la continuità del percorso educativo dalla nascita fino ai sei anni di età. Quindi seppur i SERVIZI PER L'INFANZIA 0-6 non rientrino nell’obbligo di istruzione di responsabilità genitoriale (6-16 anni), rientrano con certezza nel sistema d’istruzione nazionale; ai genitori che volontariamente ne fanno domanda di iscrizione deve essere garantito ed assicurato il servizio anche come diritto all'istruzione/socializzazione/inclusione del minore stesso. NESSUNA LEGGE VIGENTE IN ITALIA, NEANCHE LA LEGGE 119/2017, IMPEDISCE ISCRIZIONE, ACCESSO E FREQUENZA NEI SERVIZI EDUCATIVI E NELLE SCUOLE PER L'INFANZIA AI BAMBINI NON IN REGOLA CON LE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE. Quello che invece esclude un bambino dal nido o dalla materna sono azioni discrezionali criminali, da parte dei dirigenti scolastici, che eseguono una volontà politica oppure proprio per odio sociale verso i novax. L'intento è spingere le famiglie a vaccinare i figli con il ricatto scolastico, dove a subire di più sono certamente le donne che devono scegliere se rinunciare al lavoro oppure pagare fior di rette per le scuole alternative. Seppur portati 5 casi in tribunale come ricorsi di pubblico interesse, le sentenze di rigetto della magistratura adita stanno rilevando una presa di posizione non imparziale e non equa, mentendo ed omettendo, cosi' difendendo il dictat politico cominciato con la Lorenzin. LA LEGGE NON E' UGUALE PER TUTTI.
Un giudice è un CITTADINO che assolve al compito per il quale è stato assunto, mica un dio in terra che si crede impunibile. La funzione principale del giudice è quello di applicare le norme giuridiche ai casi concreti, risolvendo le controversie e garantendo l'applicazione della legge. In pratica, il giudice ascolta le parti in causa, valuta le prove e le argomentazioni presentate, e poi emette una decisione (sentenza) che risolve il conflitto o stabilisce la conformità di un'azione alla legge. Il giudice, quindi, svolge un ruolo cruciale nell'amministrazione della giustizia, assicurando che le leggi siano applicate in modo equo e imparziale. Per fare ciò, il giudice deve essere indipendente e imparziale, seguendo solo la legge e non lasciandosi influenzare da fattori esterni o da pressioni di parte. Se non è in grado di fare il lavoro per il quale è pagato, può anche licenziarsi ed andare a Forum a fare sentenze personali, show politici ed applicare la sua giustizia sommaria.
QUESTA SITUAZIONE NON E' PIU' ACCETTABILE E VOGLIAMO DIRE BASTA A QUESTO GRAVISSIMO ABUSO SUI BAMBINI PIU' PICCOLI. Se non difendiamo i loro diritti, tutti noi perdiamo quei diritti.
Noi siamo pronti alla battaglia ma abbiamo anche bisogno del vostro aiuto. Ancora non abbiamo raggiunto l'obiettivo delle spese legali. Basta davvero UN EURO per fare la differenza tramite GoFoundMe --->https://www.gofundme.com/f/no-esclusioni-legge-lorenzin-06?utm_campaign=natman_sharesheet_dash&utm_medium=customer&utm_source=copy_link&attribution_id=sl:a622d657-cbdd-4e71-9775-4cad0991b695 (ricordatevi di togliere il contributo volontario del 10%, impostato di default, e mettetelo a zero) oltre che ai metodi classici (bonifico/Paypal oppure contante - anche UN EURO - dal tabaccaio SISAL) sul nostro sito nella sezione DONAZIONI ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/donazionitds/
Alessandra Ghisla
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