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COMUNICATO DI COMILVA SUL RICORSO ALLA CEDU

Subito dopo l'intervista su Radio Gamma 5 con Marcello Pamio (QUI la potete ascoltare), la più grande e storica associazione contro l'obbligo vaccinale, Comilva, ha emesso un comunicato che vale la pena di analizzare. Seppur non ci nomini direttamente, sappiamo di essere gli unici a portare avanti un'iniziativa del genere e ci sentiamo obbligati a rispondere.

Competenza della CEDU

Scrivono: "La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è competente a giudicare «tutte le questioni riguardanti l’interpretazione e l’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli» (art. 32 CEDU). Tuttavia, essa può essere adita solo dopo l’esaurimento dei rimedi interni previsti dall’ordinamento nazionale, in ossequio ai principi di sovranità statale, dominio riservato e sussidiarietà. In altre parole, uno Stato deve avere la possibilità di porre rimedio a eventuali violazioni prima di essere chiamato a risponderne in sede internazionale" e si risponde: "Comilva non ha fatto nessuna domanda inerente il lavoro svolto nell'ultimo anno, al quale avremmo dato tranquillamente accesso e visione. Se avesse chiesto i fascicoli, avrebbe potuto constatare che ABBIAMO FINITO I GRADI DI GIUDIZIO NEI TRIBUNALI ORDINARI ITALIANI perchè abbiamo finito al Collegio dei Giudici e non è prevista impugnazione in Cassazione. Entro il 5 ottobre (noi vogliamo depositare entro il 15 settembre) siamo pronti con un ricorso che ha tutti i presupposti di AMMISSIBILITA'. Chi lavora con il Diritto conosce anche le procedure giudiziarie oltre che la normativa vigente anche internazionale/europea". 

Contesto internazionale

Scrivono: "L’introduzione degli obblighi vaccinali e dei criteri di accesso a determinati servizi non è un’iniziativa esclusivamente italiana, bensì si inserisce in un quadro normativo più ampio, delineato dall’Agenda per la Salute Globale del 2014, con il sostegno dell’Unione Europea. Gli eventi occorsi durante la pandemia hanno ulteriormente confermato questa impostazione" e noi si risponde: "Non portiamo l'obbligo vaccinale nè materie medico-scientifiche ma partiamo da degli ingiusti rigetti (L'articolo 112 del codice di procedura civile italiano stabilisce il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato. In pratica, il giudice deve pronunciarsi su tutta la domanda proposta dalle parti, ma non può andare oltre i limiti di essa. Inoltre, non può pronunciarsi d'ufficio su eccezioni che possono essere sollevate solo dalle parti). L'unica parte inerente l'obbligo vaccinale sarà la discussione sul DIRITTO AL RIFIUTO impunibile UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTO su qualsiasi atto medico, vaccini compresi".

I precedenti

Scrivono: "Numerosi ricorsi sono stati presentati alla CEDU negli anni della crisi sanitaria per presunte violazioni dei diritti fondamentali. Tuttavia, nessuno di essi ha condotto, ad oggi, al riconoscimento formale delle violazioni lamentate" e "Già nel 2017, all’indomani dell’entrata in vigore della Legge Lorenzin, diverse associazioni di vari paesi europei, nei quali quell’anno furono introdotti simili obblighi vaccinali pediatrici, avevano sollecitato l’intervento delle istituzioni europee, invocando il rispetto dei diritti inviolabili e il principio di non discriminazione nei confronti dei minori" e noi si risponde: "Non esistono precedenti sulle esclusioni scolastiche per il mancato obbligo vaccinale. Saremo i primi in Italia ma anche in Europa a portare il DIRITTO ALL'ISTRUZIONE/SOCIALIZZAZIONE/INCLUSIONE che DEVE essere garantito per ogni minore sul suolo Italiano ma anche Europeo". 

Scrivono: "In particolare, un ricorso intentato da un gruppo di genitori della Repubblica Ceca alla CEDU venne respinto con una sentenza estremamente contraddittoria nella quale la limitazione della libertà di scelta individuale veniva “compensata”, secondo un criterio “proporzionale”, dal perseguimento del miglior interesse del bambino, entrando nel merito scientifico circa la dimostrazione dell’efficacia e della sicurezza dei 9 vaccini imposti per legge in R.C. con effetti pressoché identici a quelli della Legge Lorenzin (sanzioni ed esclusione dai servizi da 0 a 6 anni), sottolineando soprattutto che la materia sanitaria rientra nella competenza esclusiva degli Stati membri, i quali godono di piena autonomia legislativa, anche in materia di obblighi vaccinali" e noi si risponde: "Bisogna fare molta attenzione perchè il ricorso della Repubblica Ceca è stato dichiarato INAMMISSIBILE (QUI è possibile leggerlo). Quando un ricorso è considerato inammissibile? Quando non può essere preso in considerazione dal giudice perché non soddisfa i requisiti formali o procedurali previsti dalla legge. In pratica, il ricorso è considerato irregolare e non può essere valutato nel merito. Invece la CEDU è fumosa per le motivazioni di inammissibilità ma fa un lungo extra giudicato ed entra nel merito (un po' come fa anche la nostra Corte Costituzionale) anche se non potrebbe e risponde comunque alla domanda sbagliata dei ricorrenti. Un ricorso sbagliato può portare ad una sentenza che rafforza la controparte e non possiamo più permetterlo".

Vavřička and Others v. Czech Republic (Gran Camera, 8 aprile 2021)

• Si trattava di genitori cechi i cui figli non erano stati ammessi all’asilo o erano stati multati per la mancata vaccinazione obbligatoria contro 9 malattie nei bambini  .

• La Corte ha riconosciuto che l’obbligo vaccinale costituisce un’interferenza con il diritto alla vita privata (art. 8), ma ha ritenuto che:

• Protegge la salute pubblica e i soggetti vulnerabili;

• Esiste un ampio margine di apprezzamento per gli Stati;

• Le misure (multati o esclusione temporanea dall’asilo) erano “necessarie in una società democratica” e proporzionate   .

• È il primo caso in cui la Corte ha affrontato direttamente l’obbligo vaccinale (seppur non poteva entrare nel merito).

Fondamentale è analizzare la normativa vigente e troviamo che si basa sulla Public Health Protection Act – Legge n. 258/2000 Coll. È la norma quadro che stabilisce l’obbligo vaccinale in base all’età. Sezione 46(1)–(6): delega al Ministero della Sanità la definizione del calendario vaccinale e le modalità di controllo . Sezione 50: vieta l’ammissione alle strutture per l’infanzia (fino a 6 anni) di bambini non vaccinati, salvo eccezioni (immunità accertata o controindicazione medica)

Poi successiva Education Act – Legge n. 561/2004 Coll. (Školský zákon). Sezione 34(1)–(5): definisce l’età spaziata per l’istruzione prescolare (da 2 a 6 anni, con obbligo scolastico a partire dall’anno dopo il compimento dei 5 anni). Importante è il §34a, dove:

• (1) definisce il calendario e i destinatari dell’istruzione prescolare obbligatoria  .

• (2)–(5) disciplinano le modalità di iscrizione e le responsabilità dei genitori e delle scuole  .

Infine, il paragrafo 5 del §34 collega l’ammissione alla scuola materna al rispetto della normativa vaccinale prevista dal Public Health Protection Act . Nel 2020, è stata effettuata una modifica estendendo l’obbligo vaccinale a tutte le strutture per l’infanzia. Quindi, mentre le sanzioni dirette per le scuole sono indirette e legate al rispetto dell'obbligo vaccinale da parte dei genitori, le scuole hanno un ruolo attivo nel far rispettare la legge e potrebbero subire conseguenze se non lo fanno. 

Ma ecco la gravissima mancanza da parte dei genitori e del loro avvocato. Hanno portato alla CEDU che la Repubblica Ceca ha ratificato la Convenzione di Oviedo? La ratifica è avvenuta il 19 marzo 2001 e la Convenzione è entrata in vigore per la Repubblica Ceca il 1° luglio 2001. La Repubblica Ceca, come membro del Consiglio d'Europa, ha ratificato la Convenzione insieme ad altri 46 paesi membri. La ratifica della Convenzione di Oviedo da parte della Repubblica Ceca dimostra l'impegno del paese a garantire i diritti umani e la dignità delle persone nel campo della biologia e della medicina, in linea con gli standard europei. Quindi la Legge sulla quale si basa obbligo, multa ed esclusione del 2000 si ABROGA TACITAMENTE. L'abrogazione tacita, nel contesto giuridico, si verifica quando una nuova legge, senza dichiararlo espressamente, entra in contrasto con una legge precedente, rendendola di fatto inefficace per il futuro. In altre parole, la nuova legge non abroga esplicitamente la vecchia, ma le sue disposizioni, se incompatibili con quelle della legge precedente, ne determinano la cessazione degli effetti. Grazie a questo Trattato chiunque può rifiutare impunibilmente QUALSIASI atto medico, come lo sono anche le vaccinazioni.

LA RISPOSTA E' NO. E questo ricorso INAMMISSIBILE non è un precedente e, se lo fosse stato, non era inerente al nostro caso. NOI NON PORTIAMO L'OBBLIGO VACCINALE proprio per non permettere un parere personale ma ci atteniamo a normativa vigente, diritto istruzione 0-6, contratto, privacy e diritto di rifiutare qualsiasi atto medico, anche i buoni e santi vaccini.

Scrivono: "Nel nostro paese, a conferma della legittimità costituzionale della Legge 119/2017, si richiama la sentenza della Corte costituzionale del 22 novembre 2017 (5), che ne ha sancito la piena conformità ai principi fondamentali dell’ordinamento" e noi rispondiamo: "Alla Corte Costituzionale è stato chiesto un parere sulla possibilità di una regione (Veneto) di potersi fare una Legge a sè, che non fosse la Lorenzin. Logicamente la Corte ha detto NO, come era già chiaro dato che le regioni non possono legiferare (inteso come il legislatore) ma le eventuali Leggi Regionali DEVONO essere conformi alle leggi Statali. Poi è andata in extra giudicato per rafforzare l'idea che l'obbligo vaccinale si potesse fare. Se si vuole continuare ad agevolare questo patetico show, noi vogliamo invece interromperlo mostrando tutti gli sporchi trucchetti che sono stati messi in atto per manipolare l'opinione pubblica e consentire GRAVISSIMI ABUSI, soprattutto sui bambini. Abbiamo oltrepassato da un po' il confine ed è ora di mettere solidi paletti". 

Le tempistiche

Scrivono: "Va inoltre sottolineato che le tempistiche dell’espressione della CEDU sono estremamente lunghe" e noi rispondiamo: "Lo sappiamo benissimo, infatti siamo contenti di aver anticipato i tempi e di poter depositare entro settembre. Dalla Lorenzin sono già passati quasi 9 anni e, visto che il tempo vola, è FONDAMENTALE depositare il prima possibile".

Conclusioni e raccomandazioni

Scrivono: "Alla luce di quanto sopra, pur riconoscendo che la segnalazione alla CEDU delle gravi violazioni perpetrate negli ultimi otto anni possa rappresentare un atto di grande significato simbolico e una forma di denuncia pubblica, si ritiene che tale iniziativa non offra, allo stato attuale, una risposta concreta ed efficace per contrastare le esclusioni scolastiche" e noi rispondiamo: "Assolutamentre d'accordo. Incessantemente dal 2017 si danno indicazioni ai genitori per evitare l'abuso governativo ed il ricatto scolastico. Oltre all'importantissimo e definitivo ricorso alla CEDU, abbiamo ancora 3 ricorsi in sede civile (uno in secondo grado), 50 multe Lorenzin dal giudice di pace, una già depositata in Cassazione, due denunce in procura. Speriamo davvero che tutti i bambini vadano a scuola come LEGGE VIGENTE E LORENZIN compresa prevede, ma se sarà necessario spingeremo dal basso per poter rafforzare l'idea che NON CI FAREMO PIU' RUBARE 6 ANNI DI SCUOLA PER I NOSTRI FIGLI! Perchè più che una questione giuridica, è un'indiscussa questione politica. Più il popolo è indignato e combatte, più la controparte deve cambiare od arrendersi. La partita è ancora tutta sul tavolo ma non possiamo più permetterci di subire passivamente. Non è una denuncia pubblica ma un RICORSO DI INTERESSE PUBBLICO che porterà senz'altro a dei risultati. Se dovessimo perdere, cioè la CEDU non vuole riconoscere i DIRITTI DEI NOSTRI BAMBINI, avremo la prova documentata di essere PERSEGUITATI POLITICI e di poter chiedere lo STATUS DI RIFUGIATO in terre più democratiche dell'EUROPA, evidenziando un problema non solo dei bambini italiana ma a livello INTERNAZIONALE".

Scrivono: "Si ricorda, invece, che numerosi bambini hanno potuto frequentare regolarmente asili nido e scuole dell’infanzia grazie all’esercizio dell’obiezione di coscienza attiva e ai richiami per una corretta applicazione dell’art. 3-bis della Legge Lorenzin, il quale – se interpretato e applicato conformemente al dettato legislativo – consente l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia nei tempi e nei modi previsti" e noi rispondiamo: "Purtroppo seppur alcuni dirigenti recepiscano correttamente la Legge che NON esclude i bambini 0-6, molti non vogliono eseguirla correttamente credendosi superiori. Infatti siamo in tribunale con questi casi".

Infine: "Questa modalità, meno visibile e “collettiva”, richiede certamente un deciso impegno personale, una necessaria conoscenza della normativa e un atteggiamento di cittadinanza attiva, ma si è dimostrata, nei fatti, più efficace e proficua rispetto a forme di protesta collettiva dalle prospettive giuridiche incerte" e noi concludiamo: "Nei nostri canali stiamo addestrando i genitori a combattere sul territorio a colpi di leggi e diritti, ma è anche innegabile che se la magistratura gira la testa, non andremo da nessuna parte. Quindi questo RICORSO ALLA CEDU è in più a tutto quello che si sta facendo sul territorio che è senz'altro meno esposto. Questo però non vuol dire che una cosa esclusa l'altra. Le prospettive giuridiche, se i giudici applicheranno correttamente le leggi giuste (esistono per fortuna), non potranno che essere vittoriose. Invece quello che ci toccherà fare è misurare la corruzione nella magistratura, anche internazionale. Lì c'è incertezza anche se non dovrebbe esserci ma non abbiamo più alternative. O tutti dentro o tutti fuori lo Stato di Diritto e, finalmente, con carte alla mano potremmo davvero definire una DITTATURA SANITARIA mascherata da stato di Diritto che NON garantisce libertà, giustizia ed equità".

Speriamo vivamente che il Presidente di Comilva ci contatti per avere il loro appoggio nell'iniziativa, perchè davvero abbiamo una grande possibilità e non possiamo farcela scappare. Non servono protagonismi in questioni così delicate e siamo sempre pronti ad uno scambio di opinioni rispettose e trasparenti. Il nostro pensiero deve andare ai bambini, il nostro futuro. Tutto il resto passa in secondo piano.

Alessandra Ghisla - consulente con studi Diritto