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CARO-CARBURANTE: LA DOPPIA TRUFFA

LA DISTRAZIONE DI MASSA

Il 10 agosto, sul Sole24Ore possiamo leggere: "Carburanti, frodi e prezzi nel mirino: boom di irregolarità scoperte dalla Guardia di Finanza"  dove possiamo leggere: "Contrasto alle frodi sui prodotti energetici e ai fenomeni evasivi in materia di accise. Controllo del rispetto degli obblighi di trasparenza sui prezzi praticati alla pompa. Nei mesi in cui gli automobilisti (e non solo) hanno dovuto fare i conti con un’impennata dei prezzi ai distributori, la Guardia di Finanza ha alzato ulteriormente il livello dei controlli. E il bilancio dei numeri diffuso dal Corpo lo dimostra: negli ultimi cinque mesi 4.800 interventi, 20mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati, 265 denunciati". Un cittadino su questa notizia non può che sentire un senso di giustizia, di tutela, di premura. Mi spiace farvi uscire brutalmente dalla matrix ma questa è solamente una strategia di governance tramite l'emergenza permanente e costituisce un'architettura comunicativa e psicologica raffinata per disinnescare il conflitto sociale e mantenere il controllo. Si parla di "misdirection" (termine inglese che significa "sviare l'attenzione"). È la tecnica base dei prestigiatori, ma anche dei manipolatori sociali,cioè si concentra l'attenzione dell'osservatore su un punto specifico e luminoso (i controlli sui tabelloni) affinché non veda l'azione che avviene nell'ombra (l'architettura del profitto a monte). Si sceglie una particolare "inquadratura" (framing) della realtà, escludendo tutto il resto. Mostrando solo il dettaglio "di chi non applica lo sconto governativo", si "incornicia" la percezione del cittadino, impedendogli di vedere l'intero contesto (il contratto). Per capirci meglio ci stanno prendendo in giro trattandoci da dementi e noi glielo lasciamo fare, concentrando la lamentela sui social e non nelle sedi opportune.

L'AZIONE CORRETTA

Invece nei nostri esposti alla Guardia di Finanza, messi a disposizione gratuitamente sul forum, non si chiedeva di verificare un'intesa occulta tra stazioni concorrenti di paese, ma di analizzare i contratti di acquisto ed i listini alla pompa applicati da chi (come ENI) è integrato verticalmente. Un operatore che estrae fuori dal Canale di Hormuz in Iran, raffifica e distribuisce non può giustificare prezzi al dettaglio legati a rincari speculativi od a margini di raffinazione fittizi. Essendo un operatore ad integrazione verticale (il cosiddetto modello upstream-downstream), ENI estrae direttamente la materia prima, la trasporta, la raffifica nei propri impianti e la distribuisce attraverso la propria rete di stazioni di servizio. E' ENI che mette i barili di petrolio sul Brent, non lei che li acquista. Questo significa che il prezzo alla pompa dei distributori a marchio ENI non dovrebbe subire interamente od in modo speculativo le fluttuazioni incontrollate od i ricarichi a cascata tipici degli intermediari puri, poiché l'azienda controlla i costi industriali alla fonte. Quando i listini al dettaglio schizzano in alto in modo anomalo, nonostante i margini interni di filiera dovrebbero ammortizzare gli shock, il divario tra il costo industriale reale ed il prezzo imposto al consumatore diventa ingiustificato. Si parla di speculazione e truffa. In più abbiamo segnalato la gravissima anomalia strutturale legata al calcolo dell'IVA, la quale viene applicata non solo sul valore industriale del bene, ma anche direttamente sulle accise (imposta sull'imposta). Tale meccanismo altera profondamente la trasparenza del prezzo finale, gravando in modo illegittimo e sproporzionato sul consumatore e alterando la corrispondenza tra costo effettivo della merce e prelievo tributario. Quindi per chi ha capito la truffa fa sorridere che: "Il Garante (AGCM), su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo". Lo stesso Garante (AGCM) che ha risposto a noi come un piccione sulla scacchiera, confermando una probabile associazione a delinquere coordinata contro i cittadini italiani. 

BOZZA ESPOSTO GdF - PRIMO INVIO

SPETTABILE COMANDO PROVINCIALE / NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA GUARDIA DI FINANZA

OGGETTO: Esposto-denuncia in materia di anomalie dei prezzi dei carburanti, opacità nei contratti di cessione alla pompa, margini di filiera degli operatori a integrazione verticale e illegittimità del regime di imposizione fiscale (IVA sulle accise).

Il/La sottoscritto/a ________________________________________, residente a ________________________ in Via ________________________, C.F. ________________________, PEC: ________________________,

PREMESSO CHE

  1. Nelle ultime settimane le quotazioni internazionali del petrolio Brent si attestano su soglie prossime ai 90 dollari al barile, registrando dinamiche di mercato che non trovano una coerente e trasparente giustificazione nei listini applicati alla pompa sulla rete di distribuzione stradale italiana (con il gasolio self-service stabilmente oltre i 2 €/litro e la benzina su livelli anomali).
  2. È noto che le compagnie petrolifere e le società di raffinazione non acquistano la materia prima sul mercato spot giornaliero per il consumo del giorno successivo. L'approvvigionamento è regolato da contratti di fornitura a lungo termine (Futures) e blindato da strumenti finanziari di copertura del rischio (Hedging). Pertanto, i picchi speculativi giornalieri del Brent (petrolio) o Platt’s (carburante) non incidono sull'effettivo costo di carico della merce presente nei depositi fiscali.
  3. Tali prezzi finali gravano in modo sproporzionato sul bilancio dei consumatori e delle imprese, evidenziando la necessità di un controllo rigoroso non solo sul prezzo finale esposto, ma soprattutto sulla trasparenza dei contratti di acquisto e sui margini applicati lungo l'intera filiera commerciale.
  4. Seppur dalle notizie risulta che la Guardia di Finanza ha alzato ulteriormente il livello dei controlli ed il bilancio dei numeri diffuso dal Corpo lo dimostra visto che negli ultimi cinque mesi hanno effettuato 4.800 interventi, 20mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati e 265 gestori denunciati, andare a caccia dei gestori di carburante che non hanno applicato lo "sconto di Stato" sembra più un'azione diversiva sul vero problema, cioè una speculazione che si trasforma in truffa per gli utenti. Infatti appare inutile verificare solo un'intesa occulta tra stazioni concorrenti di paese invece di analizzare anche i contratti di acquisto ed i listini alla pompa applicati, sopratutto da chi (come ENI) è integrato verticalmente.

FATTORI CRITICI E RILEVANZE GIURIDICO-ECONOMICHE

  • Il cortocircuito degli operatori a integrazione verticale (es. gruppo ENI): Soggetti economici come ENI (Enilive) operano in regime di integrazione verticale (upstream-downstream), occupandosi direttamente dell'estrazione della materia prima, fuori dal Canale di Hormuz in Iran, della raffinazione nei propri impianti e della successiva commercializzazione attraverso la propria rete di stazioni di servizio. E' ENI che vende i bidoni di petrolio sul Brent, non li acquista. In tale configurazione, i costi industriali alla fonte e i passaggi interni di prezzo dovrebbero ammortizzare gli shock speculativi e riflettersi in prezzi al dettaglio coerenti con il costo reale di approvvigionamento. L'allineamento dei listini su prezzi elevati e scollegati dai reali costi industriali interni configura un'opacità contrattuale e di margine che le autorità di polizia economico-finanziaria sono chiamate a verificare tramite l'acquisizione dei contratti di acquisto e cessione applicati alla pompa.
  • La distorsione della doppia imposizione (IVA sulle accise): Si segnala inoltre la gravissima anomalia strutturale legata al calcolo dell'IVA, la quale viene applicata non solo sul valore industriale del bene, ma anche direttamente sulle accise (imposta sull'imposta). Moltiplicando l'impatto medio dell'IVA calcolata sulle accise (circa 14-15 centesimi al litro) per la massa annua di carburante venduto, si ottiene una cifra impressionante: circa 4,5 - 5 miliardi di euro all'anno di extragettito fraudolento che lo Stato incassa unicamente grazie a questa duplicazione fiscale. Tale meccanismo altera profondamente la trasparenza del prezzo finale, gravando in modo illegittimo e sproporzionato sul consumatore e alterando la corrispondenza tra costo effettivo della merce e prelievo tributario che, in questo momento storico, pesa troppo sul bilancio familiare e lavorativo degli Italiani.

TOTO TANTO PREMESSO, IL SOTTOSCRITTO FORMALMENTE CHIEDE

  1. L'acquisizione e l'ispezione mirata dei contratti di fornitura, acquisto e cessione alla pompa praticati dai principali operatori della filiera, con particolare riferimento ai soggetti a integrazione verticale (ENI/Enilive), al fine di accertare la congruità dei margini di guadagno e l'assenza di pratiche commerciali opache o lesive dei diritti dei consumatori.
  2. La verifica della legittimità delle componenti di prelievo fiscale applicate alla pompa, con particolare riguardo agli effetti distorsivi derivanti dall'imposizione dell'IVA sulle accise.
  3. Di voler attivare i poteri di controllo e riscontro contabile necessari per ripristinare la trasparenza e la legalità dei listini nel settore della distribuzione carburanti.
  4. A tal proposito, si diffidano le Autorità in indirizzo dal compiere esclusivamente verifiche formali o di superficie (quali il controllo sulla sola esposizione dei prezzi), in quanto ritenute del tutto inefficaci e surrettizie rispetto alla reale radice del problema speculativo, senza entrare negli uffici a verificare anche i contratti di acquisto delle forniture.

Luogo e data, ________________________

Firma

XXXXXXX XXXXXX

 

BOZZA INTEGRAZIONE DEL PRECEDENTE ESPOSTO ALLA GdF 

SPETTABILE COMANDO PROVINCIALE / NUCLEO DI POLIZIA ECONOMICO-FINANZIARIA GUARDIA DI FINANZA

OGGETTO: INTEGRAZIONE Esposto-denuncia in materia di anomalie dei prezzi dei carburanti

Il/La sottoscritto/a ________________________________________, residente a ________________________ in Via ________________________, C.F. ________________________, PEC: ________________________,

PREMESSO CHE

  1. In data 00/00/2026 è stato inviato un esposto da questo indirizzo PEC (All. 1)
  2. Nelle ultime settimane le quotazioni internazionali del petrolio Brent si attestano su soglie prossime ai 90 dollari al barile, registrando dinamiche di mercato che non trovano una coerente e trasparente giustificazione nei listini applicati alla pompa sulla rete di distribuzione stradale italiana (con il gasolio self-service stabilmente oltre i 2 €/litro e la benzina su livelli anomali).
  3. È noto che le compagnie petrolifere e le società di raffinazione non acquistano la materia prima sul mercato spot giornaliero per il consumo del giorno successivo. L'approvvigionamento è regolato da contratti di fornitura a lungo termine (Futures) e blindato da strumenti finanziari di copertura del rischio (Hedging). Pertanto, i picchi speculativi giornalieri del Brent (petrolio) o Platt’s (carburante) non incidono sull'effettivo costo di carico della merce presente nei depositi fiscali.
  4. Tali prezzi finali gravano in modo sproporzionato sul bilancio dei consumatori e delle imprese, evidenziando la necessità di un controllo rigoroso non solo sul prezzo finale esposto, ma soprattutto sulla trasparenza dei contratti di acquisto e sui margini applicati lungo l'intera filiera commerciale.
  5. Seppur dalle notizie risulta che la Guardia di Finanza ha alzato ulteriormente il livello dei controlli ed il bilancio dei numeri diffuso dal Corpo lo dimostra visto che negli ultimi cinque mesi hanno effettuato 4.800 interventi, 20mila tonnellate di prodotti energetici sequestrati e 265 gestori denunciati, andare a caccia dei gestori di carburante che non hanno applicato lo "sconto di Stato" sembra più un'azione diversiva sul vero problema, cioè una speculazione che si trasforma in truffa per gli utenti. Infatti appare inutile verificare solo un'intesa occulta tra stazioni concorrenti di paese invece di analizzare anche i contratti di acquisto ed i listini alla pompa applicati, sopratutto da chi (come ENI) è integrato verticalmente.

FATTORI CRITICI E RILEVANZE GIURIDICO-ECONOMICHE

  • Il cortocircuito degli operatori a integrazione verticale (es. gruppo ENI): Soggetti economici come ENI (Enilive) operano in regime di integrazione verticale (upstream-downstream), occupandosi direttamente dell'estrazione della materia prima, fuori dal Canale di Hormuz in Iran, della raffinazione nei propri impianti e della successiva commercializzazione attraverso la propria rete di stazioni di servizio. E' ENI che vende i bidoni di petrolio sul Brent, non li acquista. In tale configurazione, i costi industriali alla fonte e i passaggi interni di prezzo dovrebbero ammortizzare gli shock speculativi e riflettersi in prezzi al dettaglio coerenti con il costo reale di approvvigionamento. L'allineamento dei listini su prezzi elevati e scollegati dai reali costi industriali interni configura un'opacità contrattuale e di margine che le autorità di polizia economico-finanziaria sono chiamate a verificare tramite l'acquisizione dei contratti di acquisto e cessione applicati alla pompa.
  • La distorsione della doppia imposizione (IVA sulle accise): Si segnala inoltre la gravissima anomalia strutturale legata al calcolo dell'IVA, la quale viene applicata non solo sul valore industriale del bene, ma anche direttamente sulle accise (imposta sull'imposta). Moltiplicando l'impatto medio dell'IVA calcolata sulle accise (circa 14-15 centesimi al litro) per la massa annua di carburante venduto, si ottiene una cifra impressionante: circa 4,5 - 5 miliardi di euro all'anno di extragettito fraudolento che lo Stato incassa unicamente grazie a questa duplicazione fiscale. Tale meccanismo altera profondamente la trasparenza del prezzo finale, gravando in modo illegittimo e sproporzionato sul consumatore e alterando la corrispondenza tra costo effettivo della merce e prelievo tributario che, in questo momento storico, pesa troppo sul bilancio familiare e lavorativo degli Italiani.

TOTO TANTO PREMESSO, IL SOTTOSCRITTO FORMALMENTE CHIEDE

Che la Guardia di Finanza e gli organi di controllo competenti attivino immediatamente un audit approfondito e diretto sui contratti di acquisto e fornitura intercorrenti tra i grandi operatori energetici e la rete di distribuzione, al fine di accertare:

  1. L'eventuale presenza di clausole vessatorie o posizioni di supremazia economica che alterano la libera concorrenza.

  2. La congruità dei ricarichi applicati lungo la filiera rispetto ai reali costi di approvvigionamento.

  3. La sussistenza di condotte speculative organizzate che eludono i principi di trasparenza del mercato.

  4. A tal proposito, si diffidano le Autorità in indirizzo dal compiere esclusivamente verifiche formali o di superficie (quali il controllo sulla sola esposizione dei prezzi), in quanto ritenute del tutto inefficaci e surrettizie rispetto alla reale radice del problema speculativo, senza entrare negli uffici a verificare anche i contratti di acquisto delle forniture.

Si richiede riscontro formale nei termini di legge, avvertendo che l'inerzia o la limitazione dei controlli ai soli aspetti marginali sarà intesa come omissione di atti d'ufficio e seguirà una segnalazione alla Procura Generale presso la Corte d'Appello competente per territorio rispetto alla sede del comando operante.

Luogo e data, ________________________

Firma

XXXXXXX XXXXXXX

⚠️ Istruzioni operative per l'invio via PEC:

  • Corpo della PEC: Seleziona tutto il testo qui sopra e incollalo direttamente dentro il testo della mail della tua PEC (non inserire l'esposto come allegato Word o PDF, in questo modo il testo stesso è certificato dal sistema di posta).
  • Firma: In fondo al testo digita semplicemente il tuo nome e cognome.
  • L'unico allegato: Allega alla PEC la scansione fronte/retro del tuo documento d'identità in formato PDF. Per la legge italiana (D.P.R. 445/2000), l'istanza inviata da PEC personale con allegato il documento d'identità valido equivale a tutti gli effetti a una firma autografa apposta in calce.

PER CHI NON HA PEC, VISTO L'EMERGENZA NAZIONALE POTETE ANCHE INVIARE VIA E-MAIL CON LA STESSA PROCEDURA PEC. 

Come sempre non è tanto importante quello che faranno loro ma è FONDAMENTALE che arrivi forte e chiaro il nostro messaggio. NOI CI SIAMO E NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DA NESSUNO. Il sistema è preparato a gestire la rabbia (in piazza o chiusa nei social), ma è totalmente impreparato a gestire poche persone colte, determinate e che non chiedono nulla se non il rispetto della norma perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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