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A.I.N. Tribunale Internazionale dichiara i vaccini Covid-19 "ARMI DA GUERRA"

Grazie at TAM TAM del Mondo del Dissenso, mi è arrivata questa notizia, presentata dai nostri giornalai del copia-incolla a caso, come: "L'ordinanza del Tribunale Internazionale che afferma che i sieri covid sono armi biologiche e l'atto con cui il Canada ha riconosciuto ufficialmente il Tribunale, confidando che giudici e magistrati possano farne buon uso" (QUI il PDF originale). Logicamente occupandomi di Diritto ho voluto approfondire e, con una semplice ricerca su Google, sono arrivata alla conclusione che purtroppo non è un tribunale internazionale riconosciuto. Anzi sembra chiaro che sia una specie di comitato/associazione che si autoreferenzia. A parte che le sentenze al di fuori dell’Europa non valgono nulla (si parla del Canada) ma qui neanche si può definire tale. È più una trovata mediatica che qualcosa di serio da valutare.

L’A.I.N. è un’organizzazione attiva con un trattato, una struttura interna, e un’ambizione di fungere da autorità “nation‑to‑nation” per popoli indigeni ma non ci sono prove indipendenti che confermino che goda di riconoscimento giuridico statale completo, o che le sue decisioni siano legalmente vincolanti nei sistemi giudiziari nazionali (Canada o altri). Potrebbe essere considerata, nel momento, più come un movimento politico/culturale/giuridico emergente, piuttosto che un entità già formalmente riconosciuta nel diritto internazionale o nazionale. Quindi vale più come “comunicato stampa” ma è inutilizzabile qui da noi. Anzi paventarla come una "sentenza di un tribunale internazionale" ci fa sempre fare la figura degli ignoranti e boccaloni. Secondo me non è così che riacquistiamo la credibilità come cittadini consapevoli.

Ma a parte questo, che fa sempre parte del giochino di gratificazione ai novax, perchè qui un tribunale, quindi la massima autorità, ha sancito quello che già sapevano: "DECLARATION AND ORDER OF THE ALLIANCE OF INDIGENOUS NATIONS (AIN) INTERNATIONAL TRIBUNAL This Tribunal finds and hereby declares that the 'COVID-19 nanoparticle injections' or 'mRNA nanoparticle injections' or 'COVID-19 injections meet the criteria of biological weapons and weapons of mass destruction, according to the Biological Weapons Anti- Terrorism Act, of 1989, 18 USC § 175; Weapons and Firearms § 790.166 Fla. Stat. (2023), Canada‘s Biological and Toxin Weapons Convention Implementation Act, 2004, and the International Biological Weapons Convention. This Tribunal finds and hereby declares that the COVID-19 injections, mRNA injections, or mRNA nanoparticle injections, are in fact biological and technological weapons of mass destruction (TRADUZIONE: DICHIARAZIONE E ORDINANZA DELL'ALLEANZA DELLE NAZIONI INDIGENE (AIN) TRIBUNALE INTERNAZIONALE - Il tribunale dichiara che le "iniezioni di nanoparticelle COVID-19", "iniezioni di nanoparticelle mRNA" o "iniezioni COVID-19" soddisfano i criteri per essere considerate armi biologiche e armi di distruzione di massa. Questa dichiarazione si accorda con Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989, 18 USC § 175; Weapons and Firearms § 790.166 Fla. Stat. (2023), the Canada‘s Biological and Toxin Weapons Convention Implementation Act del 2004 e la Convenzione Internazionale sulle Armi Biologiche. Il tribunale dichiara che le iniezioni COVID-19, le iniezioni di mRNA o le iniezioni di nanoparticelle di mRNA sono armi biologiche e tecnologiche di distruzione di massa". BOOOM dose di dopamina grazie alla coerenza cognitiva "Lo sapevo ed ho solo avuto la conferma!" e descrive perfettamente il bias di conferma, cioè la tendenza umana a cercare, interpretare, favorire e ricordare le informazioni in un modo che confermi le proprie credenze o ipotesi preesistenti, ignorando o sminuendo le informazioni che le contraddicono. Spesso, il bisogno di sentirsi nel giusto prevale sul desiderio di conoscere la verità in modo oggettivo, portando le persone a cercare rassicurazione costante anziché una sfida intellettuale e chi ci studia lo sa benissimo. Infatti è ampiamente applicata, anche nel mondo del dissenso anche internazionale, la "strategia della distrazione", la quale descrive una tattica comune nel mondo dell'informazione moderna. La psicologia umana ha una capacità di attenzione limitata. La sovrabbondanza di notizie superficiali (gossip, intrattenimento leggero, scandali minori) può saturare lo spazio mediatico, lasciando poco tempo o energia mentale per concentrarsi su questioni politiche, economiche o sociali complesse. I media (sia pubblici che privati) hanno spesso interessi economici o politici che li spingono a dare priorità a contenuti che generano visualizzazioni rapide e mantengono l'audience impegnata, piuttosto che a giornalismo investigativo approfondito che potrebbe sfidare lo status quo. L'uso della distrazione per governare è una tecnica antica quanto la politica stessa ("panem et circenses" nell'antica Roma) e, dall'idea, già sbarcata anche all'estero e più diffuso di quanto si possa immaginare, anche dal fuoco amico.

Non serve spegnere l'internet ma si può rafforzare il pensiero critico, il quale è fondamentale per navigare in un mondo ricco di informazioni (e disinformazione) e per resistere alle strategie di distrazione di cui abbiamo parlato. Ecco alcuni consigli pratici, divisi per categorie, per affinare il pensiero critico:
 
1. Mettere in discussione le fonti - Il primo passo non è valutare l'informazione in sé, ma chi la sta fornendo e perché.
  • Chiedere sempre la fonte originale: Non fidarsi di un titolo o di un post sui social media. Cercare l'articolo completo, lo studio scientifico o la dichiarazione ufficiale da cui proviene l'informazione.
  • Controllare l'autorevolezza: Chi ha scritto l'articolo? È un esperto del settore o un opinionista? L'organizzazione che pubblica ha una comprovata reputazione di accuratezza (es. riviste scientifiche peer-reviewed, agenzie di stampa affidabili)?
  • Identificare i bias e i conflitti di interesse: La fonte ha una posizione politica o economica che potrebbe influenzare l'informazione? Un'azienda farmaceutica che finanzia uno studio sul proprio farmaco non è necessariamente inaffidabile, ma richiede un esame più attento.
2. Analizzare l'informazione in sé - Una volta stabilita la fonte, analizzare il contenuto con scetticismo costruttivo.
  • Distinguere Fatti e Opinioni: Un fatto è verificabile oggettivamente; un'opinione è un'interpretazione o una valutazione. Imparare a riconoscere la differenza in un testo.
  • Cercare prove a sostegno: Non accettare affermazioni audaci senza prove solide (dati, statistiche verificabili, testimonianze plurime e concordanti).
  • Considerare prospettive alternative: C'è un altro modo di vedere la questione? Qualcuno con un punto di vista opposto direbbe la stessa cosa? Cercare attivamente fonti che offrono una prospettiva diversa per comprendere la completezza del dibattito.
3. Riconoscere le fallacie logiche e la retorica - Molte argomentazioni deboli usano trucchi psicologici o logici per sembrare convincenti. Imparare a riconoscerli è un superpotere del pensiero critico.
  • Fallacia dell'uomo di paglia (Straw Man): Riformulare la posizione dell'avversario in modo esagerato o ridicolo per attaccarla più facilmente.
  • Ad Hominem: Attaccare la persona che fa l'affermazione invece dell'affermazione stessa.
  • Appello all'emozione: Usare un linguaggio emotivo per manipolare la risposta del pubblico piuttosto che usare la logica.
  • Falsa dicotomia: Presentare solo due opzioni quando in realtà ne esistono molte di più ("O sei con noi o sei contro di noi").
4. Sviluppare abitudini mentali - Il pensiero critico è un muscolo che va allenato ogni giorno.
  • Porre domande: Abituarsi a chiedere sempre "Perché?", "Come facciamo a saperlo?", "E se fosse il contrario?".
  • Essere consapevoli dei propri bias (Bias di conferma): Come discusso in precedenza, le persone sono naturalmente portate ad accettare ciò che conferma le proprie credenze. Fare uno sforzo consapevole per sfidare le proprie ipotesi di base.
  • Abbracciare l'incertezza: A volte la risposta non è "Sì" o "No", ma "Non lo sappiamo ancora con certezza" o "È complesso". Avere familiarità con l'ambiguità è un segno di maturità intellettuale.
Siate consapevoli, siate liberi anche dalle fake news amiche

Alessandra Ghisla

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