5G: PROGRESSO O SPECULAZIONE?
Cita da Alessandra Ghisla su 18 Marzo 2026, 23:40
Secondo diverse indagini sociali (tra cui il Rapporto Censis sulla comunicazione), la popolazione italiana si divide in tre blocchi:
Gli Entusiasti (35-40%): Vedono nel 5G solo velocità e innovazione.
I Prudenti/Preoccupati (45-50%): È la maggioranza silenziosa. Non sono "contro" a prescindere, ma temono l'impatto sulla salute e sull'ambiente a causa della mancanza di informazione chiara.
Gli Oppositori Radicali (10-15%): Contrari per ragioni ideologiche o timori sanitari profondi.
I dati sulla preoccupazione per il 5G in Italia mostrano un panorama molto frammentato, dove la diffidenza non nasce da un rifiuto della tecnologia, ma da una richiesta di trasparenza, dove la preoccupazione aumenta quando i limiti vengono alzati "per decreto" (come il passaggio da 6 a 15 V/m) senza un dibattito pubblico.
A cosa serve davvero il 5G?
Il 5G è stato progettato per tre pilastri che non riguardano i cittadini, ma le macchine:
IoT Massivo (Internet of Things): Far connettere un milione di sensori per chilometro quadrato (contatori intelligenti, lampioni, cestini della spazzatura, sensori agricoli).
Latenza Ultra-Bassa (URLLC): Fondamentale per la chirurgia a distanza e le auto a guida autonoma. Se un'auto deve frenare da sola, il segnale non può impiegare 50 millisecondi (4G), deve impiegarne 1 (5G).
Smart Factory: Le fabbriche automatizzate dove i robot comunicano tra loro senza cavi.
Per l'uso che ne facciamo noi cittadini (WhatsApp, Netflix, Social, Navigazione), il 4G+ (LTE) è già sovrabbondante. Un video in 4K richiede circa 25 Mbps ed il 4G arriva tranquillamente a 150-300 Mbps. Per cui avere il 5G sul telefono per guardare TikTok è come avere una Ferrari per andare a fare la spesa in un vicolo cieco. Non cambia assolutamente nulla nell'esperienza d'uso. Quindi più che progresso è automazione. Ci hanno raccontato anche la favola della "Digitalizzazione del Paese" per giustificare l'innalzamento dei limiti elettromagnetici a 15 V/m ma la vera digitalizzazione (quella seria, sicura e veloce) si fa con la fibra ottica. La fibra non emette radiazioni, non subisce interferenze e dura decenni. Per digitalizzare un Comune, un tribunale o una scuola, serve la banda ultralarga fissa. I dati sensibili dei cittadini, le cartelle cliniche, i registri scolastici e le pratiche edilizie passano attraverso la fibra ottica. Nessun tecnico sano di mente affiderebbe la sicurezza e la stabilità dei dati di una Pubblica Amministrazione a un segnale radio 5G che fluttua in base al meteo o agli ostacoli. Dicono che il 5G serva per permettere ai cittadini di accedere ai servizi della PA da casa? Per fare una videochiamata con l'INPS o scaricare un certificato anagrafico bastano 5-10 Mbps. Il vecchio 4G ne dà 50. La fibra di casa ne dà 1000. Se un cittadino è a casa, usa il Wi-Fi (collegato alla fibra). Non ha bisogno che un'antenna esterna gli spari 15 V/m in camera da letto per scaricare un modulo PDF dal sito del Ministero. Il 5G a 15 V/m serve solo a non scavare i tunnel per la fibra. È la "scorciatoia" per dare un servizio mediocre (rispetto alla fibra) incassando però abbonamenti massivi e risparmiando sui cantieri. Dicono che scavare costa troppo. La realtà? La micro-trincea abbatte i costi di scavo dell'80% rispetto ai cantieri tradizionali. Esistono macchinari (spesso chiamati trenchers) che sono grandi quanto un piccolo trattore e come funzionano? Incidono l'asfalto per soli 5-10 cm di profondità e 2 cm di larghezza. Mentre la macchina scava, un aspiratore raccoglie la polvere e un altro braccio posa immediatamente il cavo in fibra. Dietro la macchina, un operatore stucca la fessura. In una sola notte puoi coprire 500-1000 metri di strada. La mattina dopo le auto ci passano sopra e non si vede nulla. Ma qui subentra un paradosso. Se le Telco avessero voluto rispettare i 15 V/m di picco, avrebbero dovuto riempire le città di migliaia di micro-antenne a bassissima potenza (molto costose) senza tagliare gli alberi. La fisica ci insegna che un'onda elettromagnetica può superare un ostacolo tramite la diffrazione (l'onda "curva" intorno ai bordi dell'oggetto).
Se l'antenna spara a bassa potenza (15 V/m di picco): Il segnale è progettato per coprire una cella piccola (poche decine di metri). In questo raggio corto, le riflessioni sulle pareti degli edifici e la diffrazione naturale permettono al segnale di arrivare a destinazione "aggirando" le fronde.
Se l'antenna spara ad alta potenza (limite a 61 V/m ritenuto sicuro): L'obiettivo è coprire centinaia di metri. Qui l'albero diventa un "buco nero" energetico che assorbe troppi Watt. La Telco taglia l'albero perché vuole usare la forza bruta dei 61 V/m per sparare il segnale il più lontano possibile, risparmiando sull'installazione di altre antenne.
Il conflitto tra 5G e alberi nasce dalle frequenze elevate (soprattutto i 26 GHz, le cosiddette "onde millimetriche"). A queste frequenze, il segnale si comporta quasi come la luce visibile: se c'è un ostacolo (foglie), il segnale viene schermato. MA questo accade solo se vuoi coprire lunghe distanze con una sola antenna. Invece di mettere 10 antenne piccole che emettono a 3 V/m (costoso), ne mettono una sola sul lampione che spara a 40 V/m di picco per coprire tutta la zona. E come fanno a superare il limite dei 15 V/m? Con la misurazione sulle 24 ore che diventa lo strumento perfetto per nascondere i picchi selvaggi. Se l'antenna sparasse a 50 V/m per scaricare un video pesante, la media in 6 minuti resterebbe altissima (vicina a 50). L'ARPA dovrebbe intervenire subito. Invece quei 50 V/m vengono "annegati" nel silenzio elettromagnetico della notte (dalle 02:00 alle 06:00, quando tutti dormono). Matematicamente, il picco diurno scompare nella media notturna. Con il limite dei 6 minuti, le Telco avrebbero dovuto limitare la potenza massima dell'antenna per non "sforare" mai. Con le 24 ore, hanno avuto il "via libera" per i picchi. Possono vendere abbonamenti a velocità folli perché sanno che possono spingere l'acceleratore al massimo durante il giorno, tanto la media della notte le salverà dai controlli. E sono proprio gli alberi a dirci questo. Infatti sono già pronti per i 61 V/m (limite imposto dalla EU e già usato in Germania). La legge non dice che il limite è 61 V/m fisso, ma che la media dei valori misurati nell'arco di 24 ore non deve superare i 15 V/m. L'albero è lo strumento naturale per garantire che il segnale che entra nelle case non superi mai i 15 V/m. L'abbattimento dell'albero è la prova che vogliono superare questa soglia di sicurezza, mentre ci rassicurano sui 15 V/m.
A cosa serve davvero il 5G nella Pubblica Amministrazione?
Il 5G serve alla PA per quella che chiamano "Smart City". Per un Comune, "Smart" significa connettere ogni oggetto fisico alla rete (l'Internet delle Cose o IoT). Il 5G è fondamentale perché, a differenza del 4G, può gestire milioni di dispositivi per chilometro quadrato contemporaneamente. In più le Smart City generano una quantità spaventosa di informazioni su dove vai, cosa compri e come ti muovi. Questa "datazzazione" della vita cittadina richiede una rete che non dorme mai, che spesso si traduce in:
Mobilità Autonoma e Traffico: Semafori intelligenti che cambiano colore in base al flusso auto, parcheggi che ti dicono sul cellulare se sono liberi, e in futuro, auto che "parlano" tra loro.
Illuminazione Pubblica: Lampioni che si accendono solo se passa qualcuno o che fungono da antenne (le famose Small Cells).
Gestione Rifiuti: Cassonetti con sensori che avvisano l'azienda quando sono pieni per ottimizzare i giri dei camion.
Sicurezza e Sorveglianza: Telecamere ad altissima risoluzione con riconoscimento facciale in tempo reale, scanner, torrette, sensori (che richiedono una banda enorme, garantita solo dal 5G).
Monitoraggio Ambientale: Sensori per smog e rumore
L'obbligo della CIE (Carta d'Identità Elettronica) entro il 3 agosto 2026 non è un semplice aggiornamento burocratico. È la creazione del "Database Biometrico Centrale". Ecco come questo si collega alle Small Cells, agli alberi abbattuti e ai picchi entro i 61 V/m. Infatti grazie a norme nazionali spesso scritte per agevolare le lobby, l'installazione di micro-antenne (con potenza ridotta e dimensioni contenute) è considerata "edilizia libera". Per mettere un traliccio di 30 metri serve un'autorizzazione complessa. Per mettere una Small Cell su un lampione o un palo della luce, basta una semplice comunicazione (SCIA). Il Comune spesso non può opporsi. Le Small Cells vengono così integrate nell'arredo urbano:
Dentro i lampioni: Sostituiscono il vecchio lampione con uno nuovo "Smart" che nasconde l'antenna nella calotta.
Sulle paline dei bus: Integrate nei display degli orari.
Sui semafori: Piccole scatole grigie quasi invisibili.
Questo è il punto più tecnico e pericoloso. Le Telco dichiarano che la singola micro-cella emette pochissimo. Ma se in una via installano 10 micro-celle (una ogni due lampioni), l'effetto cumulativo del fondo elettromagnetico sale vertiginosamente. Misurano ogni antenna singolarmente per stare nei limiti, ma non calcolano mai l'impatto globale della "nuvola" di segnale sulla strada. Ma queste Small Cells hanno un nemico giurato. Gli alberi. Sono loro il loro nemico numero uno, ma per un motivo fisico molto specifico che cercano di nascondere dietro la scusa della "manutenzione del verde" o della "sicurezza stradale". Le Small Cells utilizzano frequenze molto alte (microonde corte e, in prospettiva 6G, onde millimetriche). Queste onde hanno una capacità di penetrazione bassissima. Non riescono ad attraversare i solidi, ma soprattutto vengono assorbite dall'acqua. Una chioma folta è composta da migliaia di foglie piene di linfa (acqua). Per il segnale 5G ad alta frequenza, un albero non è un vegetale, è un muro d'acqua insuperabile. A differenza delle vecchie antenne che sparavano ovunque, le Small Cells usano il Beamforming, cioè un fascio di segnale stretto e preciso che punta direttamente verso lo smartphone dell'utente. Se tra il lampione (dove c'è la Small Cell) e lo smartphone del cittadino sul marciapiede c'è un ramo o un fusto, il fascio viene interrotto. Per far funzionare bene una rete di micro-celle, queste devono "vedersi" tra loro per passarsi il segnale (il cosiddetto backhaul wireless). Se i lampioni sono separati da un viale alberato, le antenne non comunicano. Ed ecco che probabilmente con gli accordi comunali, puntati al risparmio dei soliti ricchi, si tagliano alberi secolari con futili scuse ed alla vigliacca all'alba quando basterebbe usare la fibra interrata e non la motosega. Quindi se tagliano, è la prova fisica che stanno barando sulla potenza di emissione. Il trucco è psicologico e legale:
La "Tranquillità" (6-15 V/m): Usano questi numeri nei comunicati stampa per dire che l'Italia ha ancora limiti "tra i più cautelativi al mondo".
La "Prassi" (40-50 V/m): Progettano le antenne per lavorare a queste potenze nei momenti di picco (quando tutti usano il telefono), sapendo che le raccomandazioni ICNIRP, OMS ed EU glielo permettono grazie al "tetto" dei 61.
L'Impunità (Il controllo): Sanno che l'ARPA controlla la media matematica, non il proiettile elettromagnetico che ti colpisce alle 14:00 mentre sei al computer.
Ma qui arriviamo ad un altro pezzo del puzzle. In economia si chiama "TowerCo Model" (Modello delle Società delle Torri), ed è il motivo per cui preferiscono di gran lunga un'antenna su un lampione rispetto a un cavo interrato. Se un operatore (chiamiamolo Operatore A) scava e posa la sua fibra, quella fibra serve solo lui. Se l'Operatore B vuole passare, deve scavare a sua volta o pagare un affitto molto alto per un "filo" fisico che ha una capacità limitata di gestione tra concorrenti. È un investimento che fatica a rendere nel breve termine. Invece le micro-celle moderne sono progettate per il "Network Sharing" (condivisione della rete). Una singola scatolina montata sul lampione (grazie alla tecnologia MOCN - Multi-Operator Core Network) può ospitare contemporaneamente il segnale di 3 o 4 operatori diversi. La società che installa l'antenna (spesso una TowerCo che fa da intermediaria) incassa l'affitto da TIM, Vodafone, WindTre e Iliad contemporaneamente, usando una sola installazione. Quando si parla di TowerCo, entriamo nel regno del grande capitalismo finanziario internazionale. Non sono "lo Stato" e, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno più le vecchie compagnie telefoniche che conoscevamo. Le vecchie compagnie (come TIM o Vodafone) hanno capito che gestire i piloni costa fatica. Così hanno creato delle società separate, ne hanno venduto la maggioranza a fondi d'investimento americani o europei (INWIT, Cellnex, American Tower) ed ora queste società affittano lo spazio a chiunque paghi.
Se c'è un pino secolare in mezzo, l'affitto di quattro operatori salta. Ecco perché l'albero "deve" sparire: non è un problema di progresso, è un ostacolo al fatturato multi-operatore. Infatti se la fibra interrata si rompe, devono mandare una squadra a scavare (costoso). Se la Small Cell sul lampione ha un problema o deve essere potenziata per il 6G, basta un tecnico con una scala e 10 minuti di lavoro. Per loro è il paradiso del profitto: costi minimi, rendita massima.
Il Calcolo del Risparmio: Potenza vs Infrastruttura
Immaginiamo di dover coprire un'area urbana di 1 km2.
Scenario A: Limite Cautelativo (6 V/m o 12 V/m - Modello Cina/Italia Vecchia)
Per coprire l'area senza superare i limiti bassi, la Telco non può alzare il volume dell'antenna. Deve quindi frazionare la rete.
Antenne necessarie: 10-15 micro-celle (small cells).
Costo stimato per sito: circa 50.000 € (permessi, installazione, fibra, affitto suolo).
Investimento totale: 500.000 € - 750.000 €.
Scenario B: Limite Alto (61 V/m - Modello Germania/ICNIRP)
Alzando il limite a 61 V/m, la potenza erogabile aumenta drasticamente. Un'antenna "spara" molto più lontano e attraversa meglio i muri.
Antenne necessarie: Ne basta 1 sola (Macro-cella) posta su un traliccio alto.
Costo stimato per sito: 100.000 € (è più grande, ma è una sola).
Investimento totale: 100.000 €.
Circa l'80% dei costi di installazione in meno ed ecco perchè vedete crescere tralicci come funghi. Ma questo però non basta. Devono comunque coprire determinate aree con le small cells ed eccole occulte su lampioni o semafori. Per risolvere questi problemi senza spendere i 500.000 € dello Scenario A, usano il limite alto per fare questo:
Il Traliccio (Macro): Fa il "lavoro sporco" di copertura generale.
La Micro-cella sul lampione (Small Cell): Viene messa proprio davanti al tuo portone. Siccome il limite è 61 V/m, quella micro-cella non deve essere "gentile". Può essere piccola come una scatola da scarpe ma sparare con una potenza tale da bucare il tuo muro e arrivare fino al tuo divano.
Le TowerCo prendono i nostri lampioni per pochi spiccioli e li riaffittano a 4 operatori contemporaneamente, guadagnando 10 volte quello che pagano al Comune. Noi ci becchiamo i 61 V/m e loro si beccano i dividendi milionari. Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi)! Ma perchè allora interviene il Comune a tagliare gli alberi? Questo è un altro triste capitolo che affronteremo in un altro articolo.
OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

Secondo diverse indagini sociali (tra cui il Rapporto Censis sulla comunicazione), la popolazione italiana si divide in tre blocchi:
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Gli Entusiasti (35-40%): Vedono nel 5G solo velocità e innovazione.
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I Prudenti/Preoccupati (45-50%): È la maggioranza silenziosa. Non sono "contro" a prescindere, ma temono l'impatto sulla salute e sull'ambiente a causa della mancanza di informazione chiara.
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Gli Oppositori Radicali (10-15%): Contrari per ragioni ideologiche o timori sanitari profondi.
I dati sulla preoccupazione per il 5G in Italia mostrano un panorama molto frammentato, dove la diffidenza non nasce da un rifiuto della tecnologia, ma da una richiesta di trasparenza, dove la preoccupazione aumenta quando i limiti vengono alzati "per decreto" (come il passaggio da 6 a 15 V/m) senza un dibattito pubblico.
A cosa serve davvero il 5G?
Il 5G è stato progettato per tre pilastri che non riguardano i cittadini, ma le macchine:
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IoT Massivo (Internet of Things): Far connettere un milione di sensori per chilometro quadrato (contatori intelligenti, lampioni, cestini della spazzatura, sensori agricoli).
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Latenza Ultra-Bassa (URLLC): Fondamentale per la chirurgia a distanza e le auto a guida autonoma. Se un'auto deve frenare da sola, il segnale non può impiegare 50 millisecondi (4G), deve impiegarne 1 (5G).
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Smart Factory: Le fabbriche automatizzate dove i robot comunicano tra loro senza cavi.
Per l'uso che ne facciamo noi cittadini (WhatsApp, Netflix, Social, Navigazione), il 4G+ (LTE) è già sovrabbondante. Un video in 4K richiede circa 25 Mbps ed il 4G arriva tranquillamente a 150-300 Mbps. Per cui avere il 5G sul telefono per guardare TikTok è come avere una Ferrari per andare a fare la spesa in un vicolo cieco. Non cambia assolutamente nulla nell'esperienza d'uso. Quindi più che progresso è automazione. Ci hanno raccontato anche la favola della "Digitalizzazione del Paese" per giustificare l'innalzamento dei limiti elettromagnetici a 15 V/m ma la vera digitalizzazione (quella seria, sicura e veloce) si fa con la fibra ottica. La fibra non emette radiazioni, non subisce interferenze e dura decenni. Per digitalizzare un Comune, un tribunale o una scuola, serve la banda ultralarga fissa. I dati sensibili dei cittadini, le cartelle cliniche, i registri scolastici e le pratiche edilizie passano attraverso la fibra ottica. Nessun tecnico sano di mente affiderebbe la sicurezza e la stabilità dei dati di una Pubblica Amministrazione a un segnale radio 5G che fluttua in base al meteo o agli ostacoli. Dicono che il 5G serva per permettere ai cittadini di accedere ai servizi della PA da casa? Per fare una videochiamata con l'INPS o scaricare un certificato anagrafico bastano 5-10 Mbps. Il vecchio 4G ne dà 50. La fibra di casa ne dà 1000. Se un cittadino è a casa, usa il Wi-Fi (collegato alla fibra). Non ha bisogno che un'antenna esterna gli spari 15 V/m in camera da letto per scaricare un modulo PDF dal sito del Ministero. Il 5G a 15 V/m serve solo a non scavare i tunnel per la fibra. È la "scorciatoia" per dare un servizio mediocre (rispetto alla fibra) incassando però abbonamenti massivi e risparmiando sui cantieri. Dicono che scavare costa troppo. La realtà? La micro-trincea abbatte i costi di scavo dell'80% rispetto ai cantieri tradizionali. Esistono macchinari (spesso chiamati trenchers) che sono grandi quanto un piccolo trattore e come funzionano? Incidono l'asfalto per soli 5-10 cm di profondità e 2 cm di larghezza. Mentre la macchina scava, un aspiratore raccoglie la polvere e un altro braccio posa immediatamente il cavo in fibra. Dietro la macchina, un operatore stucca la fessura. In una sola notte puoi coprire 500-1000 metri di strada. La mattina dopo le auto ci passano sopra e non si vede nulla. Ma qui subentra un paradosso. Se le Telco avessero voluto rispettare i 15 V/m di picco, avrebbero dovuto riempire le città di migliaia di micro-antenne a bassissima potenza (molto costose) senza tagliare gli alberi. La fisica ci insegna che un'onda elettromagnetica può superare un ostacolo tramite la diffrazione (l'onda "curva" intorno ai bordi dell'oggetto).
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Se l'antenna spara a bassa potenza (15 V/m di picco): Il segnale è progettato per coprire una cella piccola (poche decine di metri). In questo raggio corto, le riflessioni sulle pareti degli edifici e la diffrazione naturale permettono al segnale di arrivare a destinazione "aggirando" le fronde.
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Se l'antenna spara ad alta potenza (limite a 61 V/m ritenuto sicuro): L'obiettivo è coprire centinaia di metri. Qui l'albero diventa un "buco nero" energetico che assorbe troppi Watt. La Telco taglia l'albero perché vuole usare la forza bruta dei 61 V/m per sparare il segnale il più lontano possibile, risparmiando sull'installazione di altre antenne.
Il conflitto tra 5G e alberi nasce dalle frequenze elevate (soprattutto i 26 GHz, le cosiddette "onde millimetriche"). A queste frequenze, il segnale si comporta quasi come la luce visibile: se c'è un ostacolo (foglie), il segnale viene schermato. MA questo accade solo se vuoi coprire lunghe distanze con una sola antenna. Invece di mettere 10 antenne piccole che emettono a 3 V/m (costoso), ne mettono una sola sul lampione che spara a 40 V/m di picco per coprire tutta la zona. E come fanno a superare il limite dei 15 V/m? Con la misurazione sulle 24 ore che diventa lo strumento perfetto per nascondere i picchi selvaggi. Se l'antenna sparasse a 50 V/m per scaricare un video pesante, la media in 6 minuti resterebbe altissima (vicina a 50). L'ARPA dovrebbe intervenire subito. Invece quei 50 V/m vengono "annegati" nel silenzio elettromagnetico della notte (dalle 02:00 alle 06:00, quando tutti dormono). Matematicamente, il picco diurno scompare nella media notturna. Con il limite dei 6 minuti, le Telco avrebbero dovuto limitare la potenza massima dell'antenna per non "sforare" mai. Con le 24 ore, hanno avuto il "via libera" per i picchi. Possono vendere abbonamenti a velocità folli perché sanno che possono spingere l'acceleratore al massimo durante il giorno, tanto la media della notte le salverà dai controlli. E sono proprio gli alberi a dirci questo. Infatti sono già pronti per i 61 V/m (limite imposto dalla EU e già usato in Germania). La legge non dice che il limite è 61 V/m fisso, ma che la media dei valori misurati nell'arco di 24 ore non deve superare i 15 V/m. L'albero è lo strumento naturale per garantire che il segnale che entra nelle case non superi mai i 15 V/m. L'abbattimento dell'albero è la prova che vogliono superare questa soglia di sicurezza, mentre ci rassicurano sui 15 V/m.
A cosa serve davvero il 5G nella Pubblica Amministrazione?
Il 5G serve alla PA per quella che chiamano "Smart City". Per un Comune, "Smart" significa connettere ogni oggetto fisico alla rete (l'Internet delle Cose o IoT). Il 5G è fondamentale perché, a differenza del 4G, può gestire milioni di dispositivi per chilometro quadrato contemporaneamente. In più le Smart City generano una quantità spaventosa di informazioni su dove vai, cosa compri e come ti muovi. Questa "datazzazione" della vita cittadina richiede una rete che non dorme mai, che spesso si traduce in:
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Mobilità Autonoma e Traffico: Semafori intelligenti che cambiano colore in base al flusso auto, parcheggi che ti dicono sul cellulare se sono liberi, e in futuro, auto che "parlano" tra loro.
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Illuminazione Pubblica: Lampioni che si accendono solo se passa qualcuno o che fungono da antenne (le famose Small Cells).
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Gestione Rifiuti: Cassonetti con sensori che avvisano l'azienda quando sono pieni per ottimizzare i giri dei camion.
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Sicurezza e Sorveglianza: Telecamere ad altissima risoluzione con riconoscimento facciale in tempo reale, scanner, torrette, sensori (che richiedono una banda enorme, garantita solo dal 5G).
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Monitoraggio Ambientale: Sensori per smog e rumore
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L'obbligo della CIE (Carta d'Identità Elettronica) entro il 3 agosto 2026 non è un semplice aggiornamento burocratico. È la creazione del "Database Biometrico Centrale". Ecco come questo si collega alle Small Cells, agli alberi abbattuti e ai picchi entro i 61 V/m. Infatti grazie a norme nazionali spesso scritte per agevolare le lobby, l'installazione di micro-antenne (con potenza ridotta e dimensioni contenute) è considerata "edilizia libera". Per mettere un traliccio di 30 metri serve un'autorizzazione complessa. Per mettere una Small Cell su un lampione o un palo della luce, basta una semplice comunicazione (SCIA). Il Comune spesso non può opporsi. Le Small Cells vengono così integrate nell'arredo urbano:
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Dentro i lampioni: Sostituiscono il vecchio lampione con uno nuovo "Smart" che nasconde l'antenna nella calotta.
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Sulle paline dei bus: Integrate nei display degli orari.
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Sui semafori: Piccole scatole grigie quasi invisibili.
Questo è il punto più tecnico e pericoloso. Le Telco dichiarano che la singola micro-cella emette pochissimo. Ma se in una via installano 10 micro-celle (una ogni due lampioni), l'effetto cumulativo del fondo elettromagnetico sale vertiginosamente. Misurano ogni antenna singolarmente per stare nei limiti, ma non calcolano mai l'impatto globale della "nuvola" di segnale sulla strada. Ma queste Small Cells hanno un nemico giurato. Gli alberi. Sono loro il loro nemico numero uno, ma per un motivo fisico molto specifico che cercano di nascondere dietro la scusa della "manutenzione del verde" o della "sicurezza stradale". Le Small Cells utilizzano frequenze molto alte (microonde corte e, in prospettiva 6G, onde millimetriche). Queste onde hanno una capacità di penetrazione bassissima. Non riescono ad attraversare i solidi, ma soprattutto vengono assorbite dall'acqua. Una chioma folta è composta da migliaia di foglie piene di linfa (acqua). Per il segnale 5G ad alta frequenza, un albero non è un vegetale, è un muro d'acqua insuperabile. A differenza delle vecchie antenne che sparavano ovunque, le Small Cells usano il Beamforming, cioè un fascio di segnale stretto e preciso che punta direttamente verso lo smartphone dell'utente. Se tra il lampione (dove c'è la Small Cell) e lo smartphone del cittadino sul marciapiede c'è un ramo o un fusto, il fascio viene interrotto. Per far funzionare bene una rete di micro-celle, queste devono "vedersi" tra loro per passarsi il segnale (il cosiddetto backhaul wireless). Se i lampioni sono separati da un viale alberato, le antenne non comunicano. Ed ecco che probabilmente con gli accordi comunali, puntati al risparmio dei soliti ricchi, si tagliano alberi secolari con futili scuse ed alla vigliacca all'alba quando basterebbe usare la fibra interrata e non la motosega. Quindi se tagliano, è la prova fisica che stanno barando sulla potenza di emissione. Il trucco è psicologico e legale:
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La "Tranquillità" (6-15 V/m): Usano questi numeri nei comunicati stampa per dire che l'Italia ha ancora limiti "tra i più cautelativi al mondo".
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La "Prassi" (40-50 V/m): Progettano le antenne per lavorare a queste potenze nei momenti di picco (quando tutti usano il telefono), sapendo che le raccomandazioni ICNIRP, OMS ed EU glielo permettono grazie al "tetto" dei 61.
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L'Impunità (Il controllo): Sanno che l'ARPA controlla la media matematica, non il proiettile elettromagnetico che ti colpisce alle 14:00 mentre sei al computer.
Ma qui arriviamo ad un altro pezzo del puzzle. In economia si chiama "TowerCo Model" (Modello delle Società delle Torri), ed è il motivo per cui preferiscono di gran lunga un'antenna su un lampione rispetto a un cavo interrato. Se un operatore (chiamiamolo Operatore A) scava e posa la sua fibra, quella fibra serve solo lui. Se l'Operatore B vuole passare, deve scavare a sua volta o pagare un affitto molto alto per un "filo" fisico che ha una capacità limitata di gestione tra concorrenti. È un investimento che fatica a rendere nel breve termine. Invece le micro-celle moderne sono progettate per il "Network Sharing" (condivisione della rete). Una singola scatolina montata sul lampione (grazie alla tecnologia MOCN - Multi-Operator Core Network) può ospitare contemporaneamente il segnale di 3 o 4 operatori diversi. La società che installa l'antenna (spesso una TowerCo che fa da intermediaria) incassa l'affitto da TIM, Vodafone, WindTre e Iliad contemporaneamente, usando una sola installazione. Quando si parla di TowerCo, entriamo nel regno del grande capitalismo finanziario internazionale. Non sono "lo Stato" e, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno più le vecchie compagnie telefoniche che conoscevamo. Le vecchie compagnie (come TIM o Vodafone) hanno capito che gestire i piloni costa fatica. Così hanno creato delle società separate, ne hanno venduto la maggioranza a fondi d'investimento americani o europei (INWIT, Cellnex, American Tower) ed ora queste società affittano lo spazio a chiunque paghi.
Se c'è un pino secolare in mezzo, l'affitto di quattro operatori salta. Ecco perché l'albero "deve" sparire: non è un problema di progresso, è un ostacolo al fatturato multi-operatore. Infatti se la fibra interrata si rompe, devono mandare una squadra a scavare (costoso). Se la Small Cell sul lampione ha un problema o deve essere potenziata per il 6G, basta un tecnico con una scala e 10 minuti di lavoro. Per loro è il paradiso del profitto: costi minimi, rendita massima.
Il Calcolo del Risparmio: Potenza vs Infrastruttura
Immaginiamo di dover coprire un'area urbana di 1 km2.
Scenario A: Limite Cautelativo (6 V/m o 12 V/m - Modello Cina/Italia Vecchia)
Per coprire l'area senza superare i limiti bassi, la Telco non può alzare il volume dell'antenna. Deve quindi frazionare la rete.
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Antenne necessarie: 10-15 micro-celle (small cells).
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Costo stimato per sito: circa 50.000 € (permessi, installazione, fibra, affitto suolo).
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Investimento totale: 500.000 € - 750.000 €.
Scenario B: Limite Alto (61 V/m - Modello Germania/ICNIRP)
Alzando il limite a 61 V/m, la potenza erogabile aumenta drasticamente. Un'antenna "spara" molto più lontano e attraversa meglio i muri.
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Antenne necessarie: Ne basta 1 sola (Macro-cella) posta su un traliccio alto.
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Costo stimato per sito: 100.000 € (è più grande, ma è una sola).
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Investimento totale: 100.000 €.
Circa l'80% dei costi di installazione in meno ed ecco perchè vedete crescere tralicci come funghi. Ma questo però non basta. Devono comunque coprire determinate aree con le small cells ed eccole occulte su lampioni o semafori. Per risolvere questi problemi senza spendere i 500.000 € dello Scenario A, usano il limite alto per fare questo:
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Il Traliccio (Macro): Fa il "lavoro sporco" di copertura generale.
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La Micro-cella sul lampione (Small Cell): Viene messa proprio davanti al tuo portone. Siccome il limite è 61 V/m, quella micro-cella non deve essere "gentile". Può essere piccola come una scatola da scarpe ma sparare con una potenza tale da bucare il tuo muro e arrivare fino al tuo divano.
Le TowerCo prendono i nostri lampioni per pochi spiccioli e li riaffittano a 4 operatori contemporaneamente, guadagnando 10 volte quello che pagano al Comune. Noi ci becchiamo i 61 V/m e loro si beccano i dividendi milionari. Stanno usando il nostro suolo pubblico per fare un business privato sulla nostra pelle (e sui nostri alberi)! Ma perchè allora interviene il Comune a tagliare gli alberi? Questo è un altro triste capitolo che affronteremo in un altro articolo.
OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
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