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5G: LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA

Mentre l’Italia si adeguava ai nuovi limiti di esposizione ai campi elettromagnetici (CEM), passati da 6 a 15 V/m con la Legge 214/2023, è emerso un retroscena inquietante dai palazzi del potere sanitario e assicurativo. Due risposte ufficiali a istanze di accesso civico (FOIA), ottenute rispettivamente dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’INAIL, aprono una falla nel sistema di sicurezza nazionale. Dalla risposta ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 10 giugno 2024, emerge un dato di fondamentale importanza per la nostra istanza: l'Ente dichiara esplicitamente di non essere in possesso della documentazione che attesti studi sui rischi e benefici calcolati sulla base dei nuovi limiti a 15 V/m introdotti dalla Legge n. 214/2023. Ecco i punti chiave del riscontro fornito dall'ISS:

  • Assenza di documentazione specifica: L'Istituto ha messo a verbale di non detenere studi o analisi che dimostrino con "assoluta certezza" l'assenza di ripercussioni sulla salute psico-fisica derivanti da un'esposizione giornaliera prolungata ai nuovi livelli di intensità elettromagnetica.

  • Stato della ricerca internazionale: L'ISS rappresenta che, ad oggi, non sono ancora stati accertati o riconosciuti a livello internazionale effetti sulla salute per esposizioni fino a 15 V/m nei luoghi adibiti a permanenza prolungata.

  • Ambito della risposta: La nota chiarisce che l'amministrazione non è tenuta a rielaborare informazioni per rispondere a una richiesta di accesso civico (FOIA), ma deve limitarsi a fornire i documenti così come sono detenuti. In questo caso, i documenti richiesti sui calcoli rischio/beneficio per i 15 V/m semplicemente non esistono presso l'Ente.

L'ISS si sente "al sicuro" perché le linee guida internazionali (ICNIRP) e le raccomandazioni UE fissano il limite di esposizione per la popolazione a 61 V/m, come già applicato in Germania. Quindi se l'Europa dice che fino a 61 V/m non ci sono effetti termici (riscaldamento dei tessuti), allora i 15 V/m italiani sono ampiamente cautelativi. Però i 61 V/m servono solo ad evitare che il corpo si scaldi come in un microonde (effetti termici). Non dicono nulla sugli effetti biologici a lungo termine (cancro, stress ossidativo, danni neurologici) che avvengono a livelli molto più bassi. Ma 6-15-61 V/m è la potenza di come si trasmette la frequenza e stiamo parlando di 26 GHz. Infatti per noi umani resta il vero rischio nella sovrapposizione di frequenze diverse (3.7 GHz + 26 GHz + Wi-Fi + Bluetooth) che crea un "elettrosmog" caotico a cui la nostra evoluzione biologica non è preparata. Dicendo che "non risultano evidenze", l'ISS evita di ammettere che mancano studi specifici sugli effetti cronici. L'ente si trincera dietro il fatto che a livello internazionale non sono ancora "accertati" danni sotto certe soglie termiche, ma ammette di non avere analisi specifiche sull'impatto biologico cronico dei nuovi limiti italiani. In sintesi lo Stato ha alzato l'asticella senza che il suo massimo organo scientifico abbia validato il rischio per la popolazione. Questo documento è la prova legale che l'innalzamento dei limiti è avvenuto in un vuoto di documentazione tecnica e sanitaria preventiva da parte del massimo organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, rafforzando la necessità di applicare il Principio di Precauzione a livello locale, che sarà la nostra prossima mossa. 

Infatti mentre l'UE e l'ICNIRP (l'organismo privato che detta le linee guida) guardano solo agli effetti termici (il riscaldamento dei tessuti, come in un forno a microonde), la letteratura scientifica indipendente si concentra sugli effetti biologici a-termici, che avvengono a livelli di esposizione infinitamente più bassi. Ecco una panoramica degli studi e dei meccanismi biologici che il "modello  26 GHz a 15 V/m" e l'ISS ignorano deliberatamente:

1. Lo Stress Ossidativo (Il meccanismo chiave)

La maggior parte degli studi indipendenti (raccolti nel Rapporto BioInitiative con una revisione di oltre 3.800 studi scientifici) evidenzia che le radiofrequenze, anche a basse dosi, aumentano la produzione di ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno) nelle cellule.

  • Cosa succede: Si rompe l'equilibrio tra radicali liberi e antiossidanti. Questo causa danni al DNA, alle proteine e alle membrane cellulari.

  • Perché è grave: Lo stress ossidativo cronico è alla base di malattie infiammatorie, invecchiamento precoce e tumori. L'ISS non può quantificare il rischio perché non misura lo stress ossidativo, ma solo la temperatura.

2. Gli Studi "Gold Standard": NTP (USA) e Istituto Ramazzini (Italia)

Questi sono i due studi più grandi mai realizzati al mondo sulla cancerogenesi delle radiofrequenze.

  • NTP (National Toxicology Program): Ha dimostrato un aumento di rari tumori cardiaci (schwannomi) e cerebrali (gliomi) in ratti esposti a radiofrequenze.

  • Istituto Ramazzini: Ha replicato i risultati dell'NTP utilizzando però livelli di esposizione molto più bassi, simili a quelli delle stazioni radio base (antenne). È il più grande studio mai condotto sulle stazioni radio base (antenne). Ha dimostrato che l'esposizione a lungo termine a livelli di campo elettromagnetico molto bassi (anche solo 5 V/m, meno della metà dei nuovi limiti italiani) provoca un aumento statistico di schwannomi maligni (tumori delle cellule nervose del cuore) e gliomi (tumori cerebrali). Questo studio è stato condotto a Bologna, è "nostro", ed è stato ignorato per favorire l'espansione del 5G.

  • Il paradosso: Entrambi gli studi hanno trovato lo stesso tipo di tumore. L'Europa ignora questi dati sostenendo che "i ratti non sono uomini", ma ignora che ogni sostanza dichiarata cancerogena per l'uomo è passata prima dai test sui ratti.

3. L'Alterazione della Barriera Emato-Encefalica (BEE)

Studi condotti dal prof. Leif Salford (Università di Lund) hanno dimostrato che l'esposizione alle RF rende la barriera che protegge il cervello permeabile.

  • L'effetto: Tossine e sostanze nocive presenti nel sangue, che normalmente verrebbero filtrate, riescono a penetrare nel tessuto cerebrale.

  • Rischio: Questo meccanismo è correlato all'insorgenza di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer e il Parkinson in età sempre più giovane.

4. Il Canale del Calcio (VGCC)

Il prof. Martin Pall ha evidenziato come le RF attivino i canali del calcio voltaggio-dipendenti nelle membrane cellulari.

  • Conseguenza: Un afflusso massiccio di calcio all'interno della cellula scatena una cascata di reazioni biochimiche dannose.

  • Effetti neurologici: Questo spiega perché molte persone soffrono di insonnia, mal di testa, irritabilità e perdita di memoria (sintomi della Elettrosensibilità), effetti che non hanno nulla a che fare con il calore ma tutto con la bioelettricità cellulare.

5. Danni alla Fertilità

Esiste una mole enorme di studi (oltre 100) che dimostrano come l'esposizione alle radiofrequenze (es. tenere il telefono in tasca o il PC sulle gambe) riduca la mobilità e la vitalità degli spermatozoi e danneggi le ovaie.

Qui una tabella semplificata comparativa:

Qui non è più complottismo o fake news. Qui è assoluta mancanza di trasparenza che rende tutto incerto e fumoso. Quindi oggi le risposte ricevute da ISS e INAIL non sono semplici dinieghi burocratici, ma una vera e propria confessione di incertezza. Se gli organi che dovrebbero garantire la nostra incolumità dichiarano di "non possedere documentazione" sugli effetti biologici di un limite innalzato per decreto legge, il rischio non scompare ma si sposta semplicemente sulle spalle dei territori. Non è più solo una questione di antenne o di progresso tecnologico. È una questione di verità documentale e di responsabilità legale. Se lo Stato "non sa", il Comune ha il dovere etico e giuridico di monitorare. Il Sindaco, come massima autorità sanitaria locale, non può più accettare supinamente parametri statistici mediati sulle 24 ore che occultano l'effettiva esposizione biologica dei cittadini, anche se l'adeguamento ai 15 V/m e l'uso delle bande a 26 GHz stanno portando a una silenziosa guerra agli alberi urbani. Stanno abbattendo esseri viventi che filtrano l'aria per permettere a segnali millimetrici di arrivare ovunque. Stanno privando i cittadini della protezione naturale dalle radiazioni, costringendoli a vivere in un "deserto elettromagnetico" privo di zone d'ombra biologica. La nostra proposta sarà una mano tesa verso le istituzioni perchè oggi, proteggere i più fragili e garantire un ambiente di lavoro salubre, non è un atto di protesta ma un atto di Resistenza Ontologica. La nostra ferma volontà di difendere l’integrità dell’essere umano in un mondo che sembra averne dimenticato il valore biologico. La scienza ha ammesso il suo vuoto. Ora spetta alla politica locale scegliere se essere spettatrice di un rischio ignoto o garante della sicurezza dei propri cittadini.

Noi non stiamo dicendo NO al futuro. Stiamo dicendo SÌ ad un futuro dove l'uomo e la natura sono al centro, non il profitto delle multinazionali e l'incompetenza territoriale. È una battaglia di Alta Tecnologia Responsabile dove diciamo "SI AL 5G MA SICURO", visto che non possiamo impedire il progresso tecnologico ed il libero mercato ma lo possiamo regolamentare. OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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