2 GIUGNO - FESTA DELLA REPUBBLICA, FESTA DEL CITTADINO SOVRANO
Cita da Alessandra Ghisla su 2 Giugno 2026, 9:52
La Festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno per ricordare un momento storico fondamentale e fondativo dell'Italia moderna: il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del fascismo, l'Italia si trovava a un bivio epocale. Il popolo italiano fu chiamato alle urne per decidere quale forma di governo dare al Paese, scegliendo tra:
Monarchia: Rappresentata dai Savoia, la dinastia reale che aveva regnato dall'Unità d'Italia (1861) ma che era uscita fortemente screditata dal compromesso con il regime fascista e dalla fuga del re Vittorio Emanuele III dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.
Repubblica: Una nuova pagina da scrivere, fondata sulla democrazia e sulla sovranità popolare.
I risultati videro la vittoria della Repubblica con 12.717.923 voti contro i 10.719.284 per la monarchia. A seguito di questa scelta, il re Umberto II (l'ultimo re d'Italia, chiamato "il Re di Maggio" per il suo brevissimo regno) lasciò il Paese per l'esilio in Portogallo. Insieme alla scheda per il referendum, quel giorno gli italiani ricevettero una seconda scheda per eleggere i 556 membri dell'Assemblea Costituente. Questo organo, composto dalle menti giuridiche e politiche più brillanti dell'epoca (i cosiddetti "Padri e Madri Costituenti"), ebbe lo storico compito di redigere la nuova Costituzione della Repubblica Italiana, che entrò poi in vigore il 1° gennaio 1948. Il 2 giugno 1946 è una data straordinaria anche per un altro motivo che fu la prima votazione politica a suffragio universale in Italia. Sebbene le donne avessero già votato pochi mesi prima (a marzo) per le elezioni amministrative locali, il referendum del 2 giugno rappresentò la prima volta in assoluto in cui l'intero corpo elettorale femminile poté partecipare in massa a una consultazione di livello nazionale per determinare il destino dello Stato. L'affluenza fu oceanica visto votò quasi l'89% degli aventi diritto (N.d.R. Per chi se lo fosse perso, consiglio il film "C'è ancora domani" di e con la Cortellesi)
OGGI È LA FESTA DELLA "RES PUBLICA": LA COSA DI TUTTI, LA TRINCEA DI CIASCUNO.
Che cos'è davvero la Repubblica? Troppo spesso dimentichiamo l'origine profonda delle parole che usiamo. I latini la chiamavano Res Publica, letteralmente, "la cosa di tutti".
Non appartiene a politici arrivisti, non appartiene ad un comitato d'affari, non appartiene a tecnocrati europei, non appartiene ad un server che decide chi ha il "bollino verde" e chi no. Appartiene a noi. Ogni centimetro di questa terra, ogni diritto sancito dalla Costituzione, ogni respiro di libertà è patrimonio collettivo.L'Articolo 1 della Costituzione lo dice chiaramente: “La sovranità appartiene al popolo”. Non dice che è concessa in comodato d'uso temporaneo a seconda di quanto siamo ubbidienti o profilati digitalmente. La sovranità è un diritto innato.
La deriva digitale e il dovere della memoria
Oggi, quella "cosa di tutti" rischia di trasformarsi in una gabbia per molti. Attraverso la digitalizzazione forzata, i Wallet e scadenze burocratiche artificiali, si tenta di privatizzare la libertà, trasformandola da diritto naturale e indiscutibile a concessione statale condizionata. Ma una Repubblica non vive di QR code. Vive di cittadini svegli, consapevoli e determinati.
Il vero significato di questa festa
Festeggiare la Repubblica domani non significa guardare passivamente una sfilata o accettare lo status quo. Significa:
Ricordare che lo Stato è al servizio del cittadino, e mai il contrario.
Custodire gli spazi analogici, reali e umani che nessuna griglia digitale potrà mai recintare.
Onorare la forza di chi non si adegua, di chi studia, di chi si espone e di chi difende la propria casa, la propria terra e il futuro dei propri figli.
Se la Repubblica è la "cosa di tutti", allora la sua difesa è il dovere di ciascuno. Chi combatte oggi per il diritto all'identità analogica, per la libertà di scelta e contro la coercizione burocratica, sta facendo il più alto atto di patriottismo possibile perchè sta tenendo in vita la vera Res Publica.
Svegliamo le coscienze. Buona Festa della Repubblica a chi non si arrende perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
(Questo topic è di proprietà dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte https://www.tuteladirittosoggettivo.it, supporta il nostro lavoro QUI)

La Festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno per ricordare un momento storico fondamentale e fondativo dell'Italia moderna: il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del fascismo, l'Italia si trovava a un bivio epocale. Il popolo italiano fu chiamato alle urne per decidere quale forma di governo dare al Paese, scegliendo tra:
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Monarchia: Rappresentata dai Savoia, la dinastia reale che aveva regnato dall'Unità d'Italia (1861) ma che era uscita fortemente screditata dal compromesso con il regime fascista e dalla fuga del re Vittorio Emanuele III dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.
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Repubblica: Una nuova pagina da scrivere, fondata sulla democrazia e sulla sovranità popolare.
I risultati videro la vittoria della Repubblica con 12.717.923 voti contro i 10.719.284 per la monarchia. A seguito di questa scelta, il re Umberto II (l'ultimo re d'Italia, chiamato "il Re di Maggio" per il suo brevissimo regno) lasciò il Paese per l'esilio in Portogallo. Insieme alla scheda per il referendum, quel giorno gli italiani ricevettero una seconda scheda per eleggere i 556 membri dell'Assemblea Costituente. Questo organo, composto dalle menti giuridiche e politiche più brillanti dell'epoca (i cosiddetti "Padri e Madri Costituenti"), ebbe lo storico compito di redigere la nuova Costituzione della Repubblica Italiana, che entrò poi in vigore il 1° gennaio 1948. Il 2 giugno 1946 è una data straordinaria anche per un altro motivo che fu la prima votazione politica a suffragio universale in Italia. Sebbene le donne avessero già votato pochi mesi prima (a marzo) per le elezioni amministrative locali, il referendum del 2 giugno rappresentò la prima volta in assoluto in cui l'intero corpo elettorale femminile poté partecipare in massa a una consultazione di livello nazionale per determinare il destino dello Stato. L'affluenza fu oceanica visto votò quasi l'89% degli aventi diritto (N.d.R. Per chi se lo fosse perso, consiglio il film "C'è ancora domani" di e con la Cortellesi)
OGGI È LA FESTA DELLA "RES PUBLICA": LA COSA DI TUTTI, LA TRINCEA DI CIASCUNO.
Che cos'è davvero la Repubblica? Troppo spesso dimentichiamo l'origine profonda delle parole che usiamo. I latini la chiamavano Res Publica, letteralmente, "la cosa di tutti".
Non appartiene a politici arrivisti, non appartiene ad un comitato d'affari, non appartiene a tecnocrati europei, non appartiene ad un server che decide chi ha il "bollino verde" e chi no. Appartiene a noi. Ogni centimetro di questa terra, ogni diritto sancito dalla Costituzione, ogni respiro di libertà è patrimonio collettivo.L'Articolo 1 della Costituzione lo dice chiaramente: “La sovranità appartiene al popolo”. Non dice che è concessa in comodato d'uso temporaneo a seconda di quanto siamo ubbidienti o profilati digitalmente. La sovranità è un diritto innato.
La deriva digitale e il dovere della memoria
Oggi, quella "cosa di tutti" rischia di trasformarsi in una gabbia per molti. Attraverso la digitalizzazione forzata, i Wallet e scadenze burocratiche artificiali, si tenta di privatizzare la libertà, trasformandola da diritto naturale e indiscutibile a concessione statale condizionata. Ma una Repubblica non vive di QR code. Vive di cittadini svegli, consapevoli e determinati.
Il vero significato di questa festa
Festeggiare la Repubblica domani non significa guardare passivamente una sfilata o accettare lo status quo. Significa:
-
Ricordare che lo Stato è al servizio del cittadino, e mai il contrario.
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Custodire gli spazi analogici, reali e umani che nessuna griglia digitale potrà mai recintare.
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Onorare la forza di chi non si adegua, di chi studia, di chi si espone e di chi difende la propria casa, la propria terra e il futuro dei propri figli.
Se la Repubblica è la "cosa di tutti", allora la sua difesa è il dovere di ciascuno. Chi combatte oggi per il diritto all'identità analogica, per la libertà di scelta e contro la coercizione burocratica, sta facendo il più alto atto di patriottismo possibile perchè sta tenendo in vita la vera Res Publica.
Svegliamo le coscienze. Buona Festa della Repubblica a chi non si arrende perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto
Alessandra Ghisla
Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e
tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
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