RICHIESTA ANTITETANICA SUI LUOGHI DI LAVORO E SCUOLE IN LABORATORI/ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Cita da Alessandra Ghisla su 24 Giugno 2025, 8:02
Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni di lavoratori o di studenti "minacciati" di non essere assunti, di non avere "idoneità", di non accedere ai laboratori o di non poter fare alternanza scuola/lavoro SENZA vaccini, nello specifico quello antitetanico. Un caso? Non è mai un caso. Qui qualcuno ci sta studiando ma andiamo per ordine.
Gli Italiani sono restii alle vaccinazioni, le fanno solo se "obbligati". Appunto per questo siamo l'unica NAZIONE AL MONDO con un obbligo vaccinale pediatrico contro 10 malattie. L'esitazione vaccinale, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è definita come un ritardo o rifiuto nell'accettazione della vaccinazione nonostante la disponibilità dei servizi vaccinali. Questo fenomeno è considerato una minaccia per la salute pubblica a livello globale. Peccato che l'esitazione vaccinale rientri tranquillamente nel DIRITTO AL RIFIUTO/PERSONALIZZAZIONE di qualsiasi atto medico, come previsto nella Legge 219/2017 all'articolo 1 comma 5: "Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte […], qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso”. Per essere LIBERO il consenso deve pertanto essere esente da vizi, coercizioni, inganni, errori, pressione psicologica al fine di influenzare la volontà del paziente.
Infatti anche nel Dgls 81/08, la normativa vigente sulla sicurezza dei lavoratori, NON troviamo più nessun obbligo vaccinale per nessuna categoria lavorativa (studenti compresi) come ben documentato qui ---> OBBLIGO VACCINALE LAVORATORI
Quindi cosa sta succedendo? Si potrebbe azzardare un accordo fra sindacati e sanità visto che spingere per una prima vaccinazione può essere una strategia utile per superare l’esitazione, e tra i vaccini spesso si predilige l’antitetanica come “prima dose” (o meglio, il vaccino combinato Td/Tdap). Ecco perché:
1. È ben accettato dal pubblico
• L’antitetanica è percepita come utile e “non ideologica”, perché protegge da una malattia grave associata a ferite e incidenti comuni.
• Non è legata a polemiche mediatiche come, ad esempio, alcuni vaccini pediatrici o anti-COVID.
2. Ha una lunga storia e buona reputazione
• È in uso da oltre 70 anni con un profilo di sicurezza molto solido.
• Spesso molti adulti hanno già ricevuto qualche dose da piccoli o in occasione di incidenti, quindi non è vissuto come “nuovo” o “sperimentale”.
3. È richiesto in contesti pratici
• È spesso richiesto sul lavoro, in caso di ferite, incidenti sportivi o accessi al pronto soccorso.
• Questo offre una “scusa neutra” per proporre il vaccino, senza entrare in discorsi ideologici.
4. È un’opportunità per costruire fiducia
• Una buona esperienza con il vaccino antitetanico (assenza di effetti collaterali, buona comunicazione) può ridurre paure e aumentare la disponibilità per altri vaccini come:
• antinfluenzale
• antipneumococcico
• anti-COVID (nei contesti in cui è raccomandato)
• richiami di MPR, epatite B, HPV, ecc.
Strategia usata anche dai medici
Molti operatori sanitari, quando si trovano di fronte a pazienti esitanti o diffidenti verso i vaccini in generale, iniziano con l’antitetanica come “ponte” psicologico e sanitario.
🟡 In sintesi
L’antitetanica è spesso scelta come “prima vaccinazione” per la sua accettabilità, utilità percepita e neutralità sociale. Una volta superata la prima barriera, le persone sono più disponibili a proseguire con altre vaccinazioni raccomandate.
Davvero si credeva che il "brutto periodo Covid" fosse solo un'eccezione? Invece stanno continuando i ricatti, con la perdita di fondamentali diritti, se non ci si INOCULA un farmaco, diventando così obbligatorio seppur senza obbligo di Legge. Questa cosa è inaccettabile ed è ora di dire NO!
Per approfondire l'obbligo vaccinale su accesso ai laboratori professionali ed alternanza scuola/lavoro QUI
Sii consapevole, sii libero
Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritto
(Questo topic è di proprietà intellettuale dell'autore che ne permette condivisione con citazione della fonte)

Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni di lavoratori o di studenti "minacciati" di non essere assunti, di non avere "idoneità", di non accedere ai laboratori o di non poter fare alternanza scuola/lavoro SENZA vaccini, nello specifico quello antitetanico. Un caso? Non è mai un caso. Qui qualcuno ci sta studiando ma andiamo per ordine.
Gli Italiani sono restii alle vaccinazioni, le fanno solo se "obbligati". Appunto per questo siamo l'unica NAZIONE AL MONDO con un obbligo vaccinale pediatrico contro 10 malattie. L'esitazione vaccinale, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è definita come un ritardo o rifiuto nell'accettazione della vaccinazione nonostante la disponibilità dei servizi vaccinali. Questo fenomeno è considerato una minaccia per la salute pubblica a livello globale. Peccato che l'esitazione vaccinale rientri tranquillamente nel DIRITTO AL RIFIUTO/PERSONALIZZAZIONE di qualsiasi atto medico, come previsto nella Legge 219/2017 all'articolo 1 comma 5: "Ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte […], qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso”. Per essere LIBERO il consenso deve pertanto essere esente da vizi, coercizioni, inganni, errori, pressione psicologica al fine di influenzare la volontà del paziente.
Infatti anche nel Dgls 81/08, la normativa vigente sulla sicurezza dei lavoratori, NON troviamo più nessun obbligo vaccinale per nessuna categoria lavorativa (studenti compresi) come ben documentato qui ---> OBBLIGO VACCINALE LAVORATORI
Quindi cosa sta succedendo? Si potrebbe azzardare un accordo fra sindacati e sanità visto che spingere per una prima vaccinazione può essere una strategia utile per superare l’esitazione, e tra i vaccini spesso si predilige l’antitetanica come “prima dose” (o meglio, il vaccino combinato Td/Tdap). Ecco perché:
1. È ben accettato dal pubblico
• L’antitetanica è percepita come utile e “non ideologica”, perché protegge da una malattia grave associata a ferite e incidenti comuni.
• Non è legata a polemiche mediatiche come, ad esempio, alcuni vaccini pediatrici o anti-COVID.
2. Ha una lunga storia e buona reputazione
• È in uso da oltre 70 anni con un profilo di sicurezza molto solido.
• Spesso molti adulti hanno già ricevuto qualche dose da piccoli o in occasione di incidenti, quindi non è vissuto come “nuovo” o “sperimentale”.
3. È richiesto in contesti pratici
• È spesso richiesto sul lavoro, in caso di ferite, incidenti sportivi o accessi al pronto soccorso.
• Questo offre una “scusa neutra” per proporre il vaccino, senza entrare in discorsi ideologici.
4. È un’opportunità per costruire fiducia
• Una buona esperienza con il vaccino antitetanico (assenza di effetti collaterali, buona comunicazione) può ridurre paure e aumentare la disponibilità per altri vaccini come:
• antinfluenzale
• antipneumococcico
• anti-COVID (nei contesti in cui è raccomandato)
• richiami di MPR, epatite B, HPV, ecc.
Strategia usata anche dai medici
Molti operatori sanitari, quando si trovano di fronte a pazienti esitanti o diffidenti verso i vaccini in generale, iniziano con l’antitetanica come “ponte” psicologico e sanitario.
🟡 In sintesi
L’antitetanica è spesso scelta come “prima vaccinazione” per la sua accettabilità, utilità percepita e neutralità sociale. Una volta superata la prima barriera, le persone sono più disponibili a proseguire con altre vaccinazioni raccomandate.
Davvero si credeva che il "brutto periodo Covid" fosse solo un'eccezione? Invece stanno continuando i ricatti, con la perdita di fondamentali diritti, se non ci si INOCULA un farmaco, diventando così obbligatorio seppur senza obbligo di Legge. Questa cosa è inaccettabile ed è ora di dire NO!
Per approfondire l'obbligo vaccinale su accesso ai laboratori professionali ed alternanza scuola/lavoro QUI
Sii consapevole, sii libero
Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritto
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