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RABBIA A VITTORIO VENETO: LEGALITA' CONTRO ARBITRIO

Chiunque veda una cosa da nulla non ha capito che la posta in gioco è molto ma molto più alta. Qui si parla di un precedente gravissimo, cioè di un Sindaco che, tramite ordinanza, crea una nuova Legge anzichè essere conforme alla Normativa Vigente. Il Sindaco, su emergenza epidemica come lo è con la rabbia, può imporre la quarantena ai cani che hanno avuto contatto stretto, agli altri cani può limitare la circolazione, chiudere le aree comuni od imporre guinzaglio corto e museruola per contenere il rischio per 60 giorni, ma non può inventare un obbligo vaccinale o di microchippatura di massa su animali che manco hanno incrociato per sbaglio l'animale infetto, oltretutto non solo sui cani ma anche sui gatti che non mettono il musetto fuori di casa, né minacciare sanzioni ex art. 650 c.p. senza una legge nazionale a copertura. Ecco perchè è imperativo far annullare l'ordinanza (che sta lavorando come i famosi DPCM al tempo del Covid) e, con lei, anche un precedente che potrebbe passare facilmente dall'obbligo vaccinale animale a quello umano. 

Come cittadini abbiamo fatto tutto il percorso in punta di diritto e nei nostri pieni poteri. Stiamo solamente chiedendo il rispetto della normativa vigente. La richiesta di annullamento d'ufficio tramite diffida decisoria al Sindaco, il sollecito sull'omissione, l'intervento del Difensore Civico che ha invitato il Comune a rispondere, la richiesta al Prefetto di intervento dei suoi poteri sostituivi al Comune in omissione, l'ulteriore sollecito al Prefetto che trovate QUI ---> SOLLECITO PREFETTO DI TREVISO. Dal punto di vista del diritto amministrativo e costituzionale, la vicenda solleva questioni di inaudita gravità relative al perimetro dei poteri d'urgenza ed al rispetto della gerarchia delle fonti (uguale come succeddo con il Covid ma a livello territoriale). Il comportamento del Comune di Vittorio Veneto e del Prefetto riflette una deriva sociologica ben nota, cioè la Pubblica Amministrazione tende a chiudersi in una torre d'avorio autoreferenziale, interpretando il silenzio non come un dialogo interrotto, ma come una barriera di protezione del proprio potere autoreferenziato. Di fronte alla richiesta motivata e supportata da ben 235 firmatari, la risposta dell'ente è stata l'omissione e lo scaricamento della pressione direttamente sul cittadino tramite raccomandate intimidatorie da parte dell'AULSS2 e controlli su strada con smartphone da parte della Polizia Locale. Questo genera un profondo smarrimento sociale perchè lo Stato, percepito storicamente come garante della sicurezza e dei diritti, si trasforma in un ente vessatorio che decide autonomamente gli obblighi sui cittadini. L'invio massivo di comunicazioni che paventano sanzioni od obblighi inesistenti rappresenta l'uso distorto delle tecniche di condizionamento comportamentale (nudge). L'obiettivo non è più la gestione igienico-sanitaria del rischio (che prevederebbe cooperazione e informazione trasparente), bensì l'obbedienza acritica.

In questo contesto, l'azione promossa dalla consulente Alessandra Ghisla e dai cittadini firmatari incarna perfettamente il concetto di resistenza ontologica. Non si tratta di una semplice lite condominiale o di una protesta ideologica contro i vaccini in astratto, ma di una reazione immunitaria della società civile contro l'arbitrio del potere. I cittadini che scelgono la via della contestazione formale, della diffida e del ricorso agli organi di garanzia (Difensore Civico, Prefetto, Procura) diventano i veri custodi dello Stato di diritto. Essi ricordano alle istituzioni che la legalità non è un optional a discrezione del Sindaco di turno e che il legame sociale si fonda sul rispetto del Patto Costituzionale, dove l'autorità pubblica esercita funzioni delegate e non poteri tirannici. La nostra battaglia di disobbedienza civile e difesa in autotutela continua perchè OGGI TOCCA A NOI! Se il Governo non è in grado di fare gli interessi di Stato, è ora che il Cittadino Sovrano intervenga. Abbiamo tanto da fare e lo faremo. NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.

 

Alessandra Ghisla

Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e

tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

 

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