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POLITICHE SCOLASTICHE IN MATERIA DI SALUTE

Fonte della foto copertina: ORIZZONTE SCUOLA

Ogni grado scolastico, a partire dai nidi fini alle università, ha la sua importanza formativa ed educativa in base alle competenze del minore. Una volta che hanno ILLECITAMENTE vincolato l'accesso e la frequenza ai nidi ed alle materne alle vaccinazioni, è un attimo applicare le stesse violazioni anche ai gradi scolastici superiori. Da un punto di vista soggettivo, l’art. 34, co. 1, Cost. fonda, quindi, prima di tutto, un «diritto relativo del singolo (cui corrisponde un obbligo da parte dello Stato) alla attribuzione da parte della competente autorità dello “status” di alunno» (DALFINO). Ciò determina, in termini concreti, l’indefettibile esistenza di un apparato pubblico ed effettivamente accessibile a tutti, perché «la scuola non può essere considerata aperta a tutti quando non a tutti sia dato concretamente e praticamente di potervi accedere e di frequentarla» (CERETI), comprendente tanto l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, quanto quella superiore; e, dunque – come si è già detto – la presenza di un fascio di scuole per tutti gli ordini e gradi tra loro strutturate a sistema che, attualmente, parte dagli asili nido e giunge alle «istituzioni di alta cultura, università ed accademie» prospettate all’art. 33, co. 6, Cost. Ma il DIRITTO ALL'ISTRUZIONE/SOCIALIZZAZIONE/INCLUSIONE lo affronteremo con il DEPOSITO DEL RICORSO CEDU ---> https://www.youtube.com/watch?v=cJqVpkI27SA&t=194s che diventa uno scudo anche per azioni governative future.

Il Governo è pronto ad introdurre misure destinate a rafforzare l’insegnamento e l’apprendimento di conoscenze legate alla prevenzione e alla promozione della salute all’interno delle istituzioni scolastiche. L’obiettivo è quello di diffondere tra alunni e studenti la consapevolezza dell’importanza di uno stile di vita sano, favorendo il mantenimento del benessere generale e la prevenzione delle malattie.

Le attività saranno differenziate in base al grado scolastico:

  • nelle scuole dell’infanzia e primarie, si promuoveranno iniziative dedicate alla salute alimentare, alla riduzione dello spreco e all’igiene del sonno e dell’attività fisica;
  • nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, si tratteranno tematiche legate a vaccinazioni, dipendenze, inquinamento e corretti stili di vita.

Il caso vuole che sia proprio dagli 11 anni in su che verranno fatte lezioni a scuola sui vaccini. Il caso forse legato all'età del discernimento del minore e di poter superare anche le scelte genitoriali, sopratutto sui vaccini come descritto QUI? Sta di fatto che le scuole, ordinate e coordinate dal Ministero dell’Istruzione, da sempre promuovono Buone Abitudini ed aiutano gli studenti nel perseguire e raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione (non possono proporre diete personali), del movimento fisico (non possono iscrivere i bambini alle associazioni sportive) e del rispetto per l’ambiente. E fin qui tutto bene ma le vaccinazioni? Dobbiamo ricordare che sono, prima di tutto, UN PRODOTTO FARMACEUTICO regolarmente in commercio e che porta ad un introito per chi li produce. In più sono UN ATTO MEDICO che sottostanno alla normativa vigente del consenso/rifiuto informato che DEVE restare nello studio del medico curante. 

La scuola NON ha assolutamente in carico la tutela della salute del minore, non può né consigliare né indicare farmaci, ma soprattutto non può obbligare alla somministrazione degli stessi né possono porre in essere condotte che in qualche modo siano coercitive ed impositive di qualsivoglia obbligo; la decisione sui trattamenti sanitari, quindi consenso/dissenso al trattamento proposto, ivi compresi eventuali farmaci da somministrare, spetta esclusivamente ai genitori, seppur il minore in età di discernimento ha diritto ad essere ascoltato, dopo aver ricevuto adeguate informazioni dal medico che effettua il trattamento/esame, come lo è anche il pediatra/MMG. La scuola non ha in carico nemmeno la tutela della salute collettiva, dove anche un’emergenza epidemica spetta alla massima autorità sanitaria che è il Sindaco. Se ci fosse un focolaio segnalato all’ASL, il Sindaco potrebbe intervenire sul suo contenimento e chiudere la scuola a tutti in via indistinta e generale e non escluderne alcuni. Le scuole hanno la responsabilità contrattuale del servizio scolastico e della privacy del minore, nel momento che ne viene depositata iscrizione. La scuola ha in carico la tutela psicofisica del minore in delega all’obbligo di sorveglianza che le hanno dato i genitori tramite la volontaria sottoscrizione dell’iscrizione; oltre quella di default dell’INAIL questa comporta anche assicurazione privata per ogni danno diretto od indiretto anche a terzi. La medesima scuola ha, poi, la tutela della sicurezza, sia intesa come sicurezza sui luoghi di lavoro, che come sicurezza della struttura scolastica, su cui spetta al Comune controllare, assieme ai Vigili del Fuoco ed ASL, prima di emettere regolare licenza. La scuola, come tutto il personale scolastico, può trattare 3 tipologie di dati sensibili sanitari, ma su decisione e formale consenso genitoriale, per agevolare la frequenza del minore e garantirgli lo stesso il diritto all’istruzione in base al suo individuale stato di salute. Essi sono:

- Malattia pregressa (disabilità, patologia cronica)

- Farmaci Salvavita (che devono avere prescrizione medica e che, nella maggior parte dei casi, neanche somministra il personale scolastico)

- Malattia in corso (per i bambini che arrivano malati oppure che si ammalano a scuola e può essere previsto dalla scuola un atto formale di allontanamento)

Per il discorso malattie infettive invece è sempre valido il D.M. 15 dicembre 1990 "Sistema informativo delle malattie infettive e diffusive" che, con il Regolamento Pediatrico Sanitario è ancora Legge Secondaria. L’allontanamento dalla collettività di nidi e materne (0-6 anni), a causa di una malattia si rende necessario non solo ai fini di prevenire il contagio ad altri bambini, ma per tutelare il bambino malato.

Lo status vaccinale di uno studente (vaccinato, esonerato, non vaccinato) non rientra nell’esecuzione di un compito di interesse pubblico come l’istruzione ed assolutamente non è connesso all’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento, cioè l’istituto scolastico nella forma pro tempore del dirigente scolastico. Non si occupa di SALUTE del minore ed il suo status vaccinale non rientra nei compiti assegnati alle scuole. Il consenso (accettazione) come il dissenso (rifiuto) sono prerogativa assoluta del medico che propone ed effettua l’atto medico e NON E’ DELEGABILE A TERZI, intesa anche come informazione della decisione del paziente che resta nello studio di quel medico. Lo status vaccinale, e non lo stato di salute, non implica nessuna finalità al trattamento dei dati. Anzi, l’interferenza della scuola potrebbe anche causare un gravissimo rischio sulla privacy del minore ed il nudge, seppur intesa come una spinta gentile, potrebbe anche influenzare le sue scelte. Infatti, originario dell'economia comportamentale, si riferisce a piccoli interventi o cambiamenti nell'ambiente che influenzano le decisioni delle persone, spingendole verso scelte desiderabili senza limitare la loro libertà. In pratica, un nudge è una forma di "paternalismo libertario", dove si cerca di guidare le scelte degli individui verso il loro bene, pur mantenendo la loro autonomia. 

Consigliare ed incentivare le vaccinazioni spetta al personale sanitario, partendo dai PLS/MMG e la campagna vaccinale, patrocinata dal Ministero della Salute, può essere apposta nei locali scolastici aperti al pubblico tipo all’ingresso od al cancello, in modo che sia ben visibile a tutti ma fare "lezione" durante gli orari scolastici sui farmaci preventivi, come lo sono i vaccini, non è conforme a quello che sono le scuole ed un programma scolastico ed educativo. Da quando assumere farmaci viene collegato ad un "sano stile di vita"? Mangiare sano, muoversi di più, stare all'aria aperta possono essere anche consigli di mamma o nonna e già parlare di educazione ambientale sembrava un più ma, con la valorizzazione sull'importanza dei vaccini, stiamo proprio uscendo dai binari. Perchè non parlare allora dell'ibuprofene oppure dei rischi dell'antibiotico resistenza? Viene infatti naturale chiedersi quale e quanto spazio rimanga per la libertà individuale di scelta. Da un lato, le pratiche suggerite (letteralmente) dal nudging si pongono come scopo principale il miglioramento della qualità di vita, in un’ottica di efficienza e massimizzazione delle risorse. Dall’altro, rischia di rivelarsi un altro, sottile metodo di controllo e intrusione da parte del mondo economico nella libertà del singolo cittadino di decidere cosa davvero sia meglio per sé, al di là di facili trucchetti.

Per chi crede che questa sia una guerra ai vaccini, non ha capito proprio niente. Non possiamo più permetterci interferenze durante l'orario scolastico. Nessuna!

E' risaputo che garantire il diritto all’educazione ha varie conseguenze positive ed è importante che i governi colgano i benefici che trarrebbero dal miglioramento dei tassi di istruzione. Investire nell’educazione significa investire nella crescita economica, politica e sociale di un cittadino, offrendo gli strumenti necessari per prendere decisioni consapevolmente. Cittadini più informati, consapevoli e istruiti, infatti, alleggeriscono la spesa pubblica dello Stato, riducono il tasso di povertà e necessitano di una minore assistenza statale. Ma qui sembra che il Governo agisca per fare l'esatto contrario. Si sa anche che IGNORANZA=CONTROLLO ed il controllo è POTERE per un Governo. In ambito sociale, l'ignoranza può essere alimentata o sfruttata per mantenere lo status quo o per promuovere determinati interessi. Ad esempio, la disinformazione o la manipolazione delle informazioni possono impedire alle persone di comprendere appieno le dinamiche sociali, politiche ed economiche, rendendole più inclini ad accettare decisioni prese da altri. Un governo o un regime autoritario potrebbe promuovere l'ignoranza tra la popolazione per evitare dissenso e opposizione. Limitando l'istruzione, la cultura e l'informazione, si riduce la capacità critica degli individui e la loro possibilità di organizzarsi per chiedere cambiamenti o denunciare illeciti. Continueremo a monitorare perchè, a prescindere dai "LORO" piani però, le scuole vanno liberate e rimesse nella legalità visto che 

SE SEI CONSAPEVOLE, SEI LIBERO 

Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritto scolastico e privacy

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