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MENO VACCINI PIU' SPRITZ. EFFETTO COLLATERALE: RISATE CONTAGIOSE

L’Aperol (il famoso aperitivo arancione inventato a Padova) nacque nel 1919, ma nei suoi primi decenni non era soltanto pubblicizzato come bevanda da aperitivo: veniva anche presentato come un tonico salutare, utile “contro l’influenza”, “per stimolare l’appetito” e “favorire la digestione”. Negli anni ’20 e ’30, in particolare, la pubblicità dell’Aperol lo descriveva come un prodotto con proprietà ricostituenti e rinvigorenti, adatto dopo la malattia o nei periodi di debolezza. Il prodotto era distribuito nelle farmacie oltre che nei bar, quindi spesso appariva in vetrina accanto a sciroppi e tonici ed alcuni farmacisti lo raccomandavano come rinvigorente o digestivo, anche se senza una vera base scientifica. A volte le stesse pubblicità riportavano frasi come “consigliato dai migliori farmacisti” o “usato dai medici nella convalescenza”, ma erano slogans pubblicitari, non veri endorsement medici. Era un modo comune di promuovere molti liquori all’epoca — l’idea era che un po’ di alcol e di erbe “curative” potessero fare bene alla salute. Ovviamente, oggi queste affermazioni non hanno alcun fondamento medico, ma sono un curioso pezzo di storia della pubblicità italiana ed Aperol non era l'unico.

Fernet-Branca (Milano, 1845)

• Nato come digestivo medicinale creato dal farmacista Bernardino Branca.

• Conteneva (e contiene) erbe aromatiche e spezie amare come genziana, mirra, camomilla e zafferano.

• Le prime pubblicità lo definivano “contro i disturbi del fegato, le febbri e i malesseri dello stomaco”.

• Veniva venduto in farmacia, prescritto persino come rimedio per la colera!

• Solo nel dopoguerra divenne popolare come amaro da fine pasto.

China Martini (Torino, 1863)

• Nata come vino chinato, cioè vino aromatizzato con corteccia di china (ricca di chinina, usata contro la malaria).

• Promosso come ricostituente e antimalarico.

• Lo slogan degli anni ’30 recitava: “China Martini, il ricostituente che piace!”

• Col tempo è diventato un aperitivo dolce, tipico del Piemonte.

Cordial Campari (Milano, fine ’800)

• Era una variante più dolce e “tonica” del celebre Bitter Campari.

• Le pubblicità ne esaltavano le proprietà stimolanti e digestive, spesso con linguaggio pseudo-medico.

• Negli anni ’20-’30, il marchio Campari iniziò a spostarsi da “cura” a simbolo di stile e modernità (grazie ai manifesti futuristi di Depero).

Elisir di China (vari produttori)

• Ce n’erano decine, tutti a base di corteccia di china o altre erbe “miracolose”.

• Spesso erano registrati come farmaci, ma di fatto erano liquori amari alcolici.

• Alcuni venivano addirittura consigliati “per bambini inappetenti”, oggi impensabile!

Coca-Cola (Atlanta, 1886)

• Anche lei nacque come tonico medicinale, inventato dal farmacista John Pemberton.

• Conteneva estratti di coca e noci di cola, e veniva venduta come cura per mal di testa, stanchezza e depressione.

• Solo negli anni ’20 divenne la bibita analcolica che conosciamo oggi.

Se oggi dessero due dita di Aperol per curare l'influenza, anzichè terrorizzarci sul "morire in qualsiasi momento e per qualsiasi virus", avrebbero davvero un popolo più allegro e meno esitante. Immagino già la campagna anti influenzale: "PIU' APEROL, MENO VACCINI... PER PAZIENTI CHE RIDONO ANCHE QUANDO IL TERMOMETRO SALE!"oppure "CON APEROL LA CONVALESCENZA DIVENTA FESTA. GIU' I VACCINI E SU I CALICI PER BRINDARE ALLA SALUTE!"

Avremmo dovuto estinguerci… eppure siamo ancora qui. Forse, alla fine, tra un sorso e un sorriso, qualcosa nel vecchio stile tonico‑pubblicitario non era del tutto sbagliato. Comunque sempre un rimedio della nonna con erbe medicinali. Oppure, chissà, si stava davvero meglio quando si stava peggio e non c'erano le industrie farmaceutiche a sfregarsi le mani.

Siate consapevoli, siate liberi

Alessandra Ghisla

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